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Collocare sul mercato dei capitali un fondo d’investimento immobiliare

Proposte per la riduzione del debito pubblico italiano
Euro

Faccio seguito al mio articolo pubblicato su Buonasera Sud del 13.10.2022, dal titolo “Il sistema Italia non decolla”, in cui esaminavo le tre principali anomalie economichesociali-finanziarie che pesano sul sistema Italia, impedendo di fatto di decollare.

Ebbene, mi viene chiesto nello specifico, quali siano le possibili soluzioni pratiche alle suddette anomalie; in quanto concordo con i lettori di Buonasera Sud, che non è sufficiente denunciare un problema, ma piuttosto indicare le soluzioni ed è quanto mi accingo a fare. Prendo ora in esame solo la prima anomalia indicata nell’articolo suddetto “Il debito pubblico italiano”. Risulta acclarato che esso ammonta a circa 2.700 MLD di euro, cioè al 150% del PIL nazionale annuale che è di circa 1.800 MLD, con una spesa annuale di interessi sul debito di circa 70 MLD che progressivamente aumenta con le nuove emissioni di Titoli di Stato con rendimenti più alti. Ad oggi i BTP decennali vengono collocati con una cedola annuale di circa il 4% annuo. Premesso che l’Italia dispone di un patrimonio immobiliare di circa 6.000 MLD di euro tra pubblico e privato, che unitamente alla ricchezza finanziaria di 5.000 MLD, rende i cittadini italiani tra i più ricchi del pianeta in termini di PIL pro-capite, addirittura superiore ai cittadini tedeschi.

Ebbene, relativamente al patrimonio immobiliare pubblico, una parte consistente, circa 400 MLD sono stati trasferiti agli enti locali-comuni, province, regioni; per effetto di norme di legge seguite alla modifica del Titolo V della Costituzione in materia di Federalismo introdotto dal governo Dalema di cui era parte rilevante e determinante la Lega di Bossi. Tale patrimonio viene contabilizzato nel bilancio statale tra le passività, cioè parte di quei 2.700 MLD di debito pubblico. Vengo al dunque. L’ipotesi di numerosi rappresentanti dell’economia e della finanza, nonché di giornalisti economici, consiste nel fare rientrare nel bilancio statale il patrimonio immobiliare trasferito agli enti locali, in modo da eliminare tra le passività l’importo di 400 MLD di euro e far scendere il debito a 2.300 MLD cioè il 127,77% del PIL nazionale. Ci si può chiedere: ma questo patrimonio rimane parimenti immobilizzato ed inutilizzato dallo Stato e pertanto non produttivo di reddito? Non è così. Perché sono disponibili Istituti Bancari, tra i quali in testa Banca Intesa, pronta a costituire un FONDO D’INVESTIMENTO IMMOBILIARE e collocarlo sul mercato dei capitali non solo italiano, mediante investimenti esclusivamente di privati, al fine di trovare investitori istituzionali e retail, disposti a collocare le proprie risorse finanziarie sul fondo Immobiliare.

Per riassumere, da una operazione legislativa a costo zero si ottiene un duplice obiettivo: a) – Diminuire il debito pubblico e di conseguenza gli interessi corrispondenti, con enorme beneficio per la sostenibilità del sistema economico italiano; b) – Incentivare l’allocazione dei risparmi degli italiani verso l’economia reale – per come detta la Carta Costituzionale all’art. 47 Comma 2 – piuttosto che verso l’economia cartolare dei Titoli di Stato che generano solo debiti ed interessi sul debito a carico della fiscalità generale cioè dei cittadini. Per concludere, ho citato un semplice esempio di come la politica, la buona politica, quella del Riformismo Forte, può risolvere problematiche complesse, solo e semplicemente facendo scelte consapevoli nell’interessi di tutti e di ciascuno. Il Movimento Mezzogiorno Federato si pone come interlocutore politico anche su materie che non sono squisitamente territoriali e mediterranee, ma opera su una visione complessiva nell’interesse generale del paese.