21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

I sindaci di Taranto

L’Amministrazione comunale di Taranto nell’Italia post unitaria

foto Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Vediamo adesso come si svolge la vita politico-amministrativa dopo la costituzione del Regno d’Italia. Nell’Italia post unitaria, con la legge 20 marzo 1865, i rappresentanti della città vengono eletti in elezioni amministrative da un corpo elettorale che partecipa al voto a seconda del censo e del livello di istruzione. Il Sindaco viene nominato da Re. Fino al 1861 a Taranto l’organo di governo della città quindi era rimasto, con qualche variazione non sostanziale, il Decurionato. L’ultima deliberazione del Decurionato di Taranto risale infatti al 23 luglio 1861 Sindaco Francesco De Nicola.

Ecco la formula di rito dell’incipit della delibera: “L’anno 1861 il giorno 23 del mese di luglio in Taranto, assembratosi il Decurionato della predetta città nella casa comunale ordinario luogo delle riunioni…”. Questo è l’ultimo atto amministrativo in cui leggeremo la parola “decurionato”. Dal 1 settembre 1861 in poi, cioè con la costituzione del Regno d’Italia dopo l’unità, il Decurionato terminerà di essere l’organo amministrativo della città per essere sostituito dalla Giunta. La prima riunione della Giunta comunale di Taranto è infatti del 1 settembre 1861 Sindaco Francesco De Nicola. Leggiamo il testo della prima delibera assunta dalla prima Giunta della storia della città di Taranto: “L’anno 1861 il giorno 1 settembre in Taranto convocata con appositi avvisi in iscritto la Giunta comunale congregatasi nella casa e nella sala del municipio in persona dei signori… Il Signor Francesco De Nicola ha dato lettura 1) – del decreto del 12 agosto ultimo scorso col quale S. M. il Re Vittorio Emanuele lo nomina Sindaco di questo Comune 2) – del verbale di giuramento prestato da lui al cospetto del Signor Sotto Intendente di questo circondario nel dì 22 dello spirato agosto 3) – dell’ordinanza emessa il 28 dell’indicato mese dal Signor Governatore della Provincia che dispone l’entrata di questa novella Amministrazione comunale in uffizio nel corrente giorno 1 settembre esimendo i precedenti amministratori da ulteriorio ingerenze….”.

La Giunta governerà per un anno con deliberazioni assunte insieme al Consiglio. Un anno dopo, il 10 novembre 1862, la Giunta delibera per l’ultima volta insieme al Consiglio. Un mese dopo, il 20 novembre 1862, si riunisce per la prima volta il primo Consiglio Comunale della storia della città di Taranto e comincerà a deliberare in maniera autonoma. Da questo momento Giunta e Consiglio diventeranno organi amministrativi autonomi che governeranno con atti amministrativi disgiunti. La Giunta sarà eletta dal Consiglio e sarà espressione di una maggioranza consiliare. Ne dà testimonianza Ludovico De Vincentiis che scrive “Presentemente (l’anno è il 1878 poiché la sua Storia di Taranto viene pubblicata in quell’anno) il governo civile della città è rappresentato dal Sindaco che viene nominato dal Re, di 2 assessori e 2 aggiunti nominati dal Consiglio dal seno dei consiglieri, tutt’i consiglieri poi sono 30, nominati a maggioranza di voti dagli Elettori amministrativi. Sono elettori tutti i cittadini dagli anni 21 che hanno un censo non minore di 5 lire. Ogni anno si rinnova un quinto de’ Consiglieri”.

Come si vede il corpo elettorale, a seguito della legge elettorale del 20 marzo 1865, è costituito da coloro che hanno superato il ventunesimo anno di età, sappiano leggere e scrivere e paghino un tributo elettorale a seconda del loro censo e a seconda del numero degli abitanti della città in cui si vota. Non va dimenticato che il perpetuarsi del potere nelle mani dei nobili e della borghesia medio alta è garantito dal fatto che sono elettori tutti i cittadini dagli anni 21 in su che hanno un censo non inferiore a 5 lire. Ovviamente sono esclusi dall’elettorato attivo i ceti popolari poiché il possesso di un censo non inferiore alle 5 lire era appannaggio esclusivamente dei ceti abbienti.

Mario Guadagnolo

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