04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25

foto di Palazzo di Città di Taranto nel 1920
Palazzo di Città di Taranto nel 1920

Ma dove era ubicata la sede del Municipio di Taranto? Le fonti in proposito sono molto lacunose almeno fino al 1500. Il preziosissimo testo del Libro rosso dell’Archita a proposito dell’ubicazione del Municipio al 1 ottobre del 1491 così si esprime “… in lo loco dove è stato congregarsi la Università (Comune) di detta città per lo tempo passato”. Quale fosse questo “loco” non è dato di sapere. Possiamo però tentare di determinarlo con una certa approssimazione tenuto conto che da fonti di studiosi locali sappiamo con certezza che il Municipio di Taranto nei secoli XVII e XVIII era ubicato nel Convento di San Francesco in Via Duomo.

Per questa ragione possiamo dedurre che presumibilmente anche nei due secoli precedenti il Convento abbia ospitato lo svolgimento dei consigli. Un dato certo invece è che nel XIX secolo la sede municipale viene trasferita al piano terreno del vicino Palazzo del Governatore, ubicato dove è l’attuale Palazzo di Città, nel quale trova la sua definitiva sistemazione. Ma il Palazzo del Governatore agli inizi del XIX secolo non aveva la stessa configurazione dell’attuale Palazzo di Città che diverrà tale solo dopo il 1870. Infatti, all’epoca dell’Unità esisteva in piazza Castello un edificio nel cui piano superiore erano gli appartamenti del Governatore mentre al piano terreno era sistemato il Municipio. La costruzione era malridotta ed era attraversata da un arco che veniva chiamato “Arco del Governatore” il quale metteva in comunicazione l’interno della Città Vecchia con Piazza Castello. L’arco è quello delimitato da quel grande portone che è ormai sempre chiuso e che mette in comunicazione l’atrio di Palazzo di Città con Vico Municipio.

Nel 1809 l’abitazione del Regio Governatore era stata adibita a carcere giudiziario. Nel periodo in cui era sindaco Angelo Farese 1864-1866 l’Amministrazione comunale guidata appunto da Farese incaricò l’architetto Davide Conversano, autore del piano urbanistico del Borgo, di redigere un progetto per la costruzione di un nuovo edificio destinato ad essere il nuovo Municipio di Taranto. Ma Conversano morì e il suo progetto fu realizzato dall’ingegnere Giovanni Galeone sullo stesso sito dove sorgeva il Palazzo del Governatore. I lavori iniziarono nel 1866 e terminarono nel 1869. La prima domenica dix giugno del 1869, festa dello Statuto Albertino, il Sindaco Giuseppe De Cesare inaugurò ufficialmente il nuovo Palazzo di città con un discorso ricco di dottrina e di alti concetti civili. Ma appena un anno dopo, il 29 maggio del 1870, il secondo piano dell’edificio andò in fiamme e si dovette pensare a ricostruirlo.

Occorre dire che il secondo piano nella storia di Palazzo di città non ha mai avuto una sorte fortunata. Recentemente, fino agli anni sessanta, ha ospitato gli uffici della ragioneria e l’aula consiliare. Ma negli anni settanta il tetto è crollato e tutto il secondo piano fu dichiarato inagibile tant’è che la ragioneria fu trasferita al piano terreno e il Consiglio Comunale è stato tenuto fino agli anni ’80 al primo piano nel Salone degli Specchi. Il salone infatti, nato come salone di rappresentanza, per trenta anni ha avuto la funzione di aula consiliare. Negli anni 85-90, nell’ambito dei progetti FIO (Fondi Investimenti e Occupazione) il Palazzo di città fu recuperato, ristrutturato e riqualificato dall’Amministrazione Guadagnolo compreso ovviamente anche il Salone degli Specchi.

L’aula consiliare è ritornata al secondo piano nella sua sede storica e al primo piano il Salone degli Specchi ha recuperato tutto il suo splendore assumendo il ruolo che gli è sempre stato proprio, quello di un prestigioso salone di rappresentanza della città nel quale in passato si ricevevano ministri, re e ambasciatori e dove si organizzavano le feste di gala ufficiali organizzate dalla municipalità tarantina nelle grandi occasioni. La bellezza del Salone degli specchi era tale già nel 1890. La descrizione che in “Pater” ce ne fa Cesare Giulio Viola per bocca del padre Luigi, Sindaco di Taranto nel 1890-91, riferita all’occasione di una festa di gala in una notte di sogno di un secolo fa, vale più di ogni commento: “Il gabinetto del Sindaco stava sull’angolo al primo piano del Municipio, e per due finestre guardava da una parte il Castello Aragonese e dall’altra il Mar Grande. Quando il vento di scirocco assaliva la città, a quelle due finestre tremavano i vetri: quell’angolo pareva la prua di una nave… Quando Luigi e Caterina, sindaco e consorte sbucarono dal ponte di ferro a Piazza Castello si trovarono di fronte allo spettacolo splendido che nella notte per un’illuminazione sagomatica disegnava sul fondo del cielo la Casa del Comune. Rifilata dalle fiammelle a gas nei cornicioni nelle finestre, lungo le balaustre luccicava palpitando come un enorme gioiello. Per la piazza intanto si affollava il popolo al passaggio delle carrozze padronali: le divise degli ufficiali di marina scesi dalle loro barche a vapore, nell’imbarcadero, splendevano nei loro fregi dorati. Molti invitati si recavano a piedi, le donne avvolto il capo nelle sciarpe di velo o di seta raccolte nei mantelli che chiudevano le tolette da ballo, lo strascico rialzato per una mano sul fianco erano accompagnate dai padri, dai mariti dai fratelli tutti in guanti bianchi e stivaletti lucidi… La carrozza del sindaco entrò nell’androne del Municipio, si fermò dinanzi alla scala ampia… le sale al primo piano s’erano mutate in una serra…. festoni di lauro legati nei nastri che ostentavano i colori del Comune pendevano dall’alto delle pareti come lunghe code di volpi. Quando mio padre e mia madre fecero il loro ingresso nel salone municipale il numero degli invitati era già folto… .l’intero consiglio con gli assessori e i consiglieri comunali e il sottoprefetto e le autorità più in vista della città… E il cenno venne “On dance, on dance”, si dia inizio alle danze. Si ballava nel salone del Municipio… Pareva di stare al Quirinale!”.

Questo era Palazzo di Città 118 anni fa. Nel corso dei decenni il Palazzo di città è stato protagonista di eventi e di visite memorabili. Il 22 maggio 1887, in occasione dell’inaugurazione del primo ponte girevole della storia della città, a Palazzo di città l’allora sindaco Vincenzo Sebastio diede un grande ricevimento alla presenza di tutte le autorità civili, militari e religiose. Nel settembre del 1902 ospitò il Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli, il 9 marzo del 1958 quella del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi venuto a Taranto per inaugurare il nuovo ponte girevole costruito dalla Ditta Savigliano di Torino. Al Capo dello Stato l’Amministrazione comunale guidata da Angelo Monfredi aveva conferito la cittadinanza onoraria. Insieme a Gronchi c’erano il Presidente della Camera Giovanni Leone, il Vice Presidente del Senato Michele De Pietro, il Ministro della Difesa Antonio Segni. Altra visita importante fu quella del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Il 19 novembre 1964, accolto dall’allora Sindaco Giuseppe Conte fece visita a Palazzo di città Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri che era venuto a Taranto per inaugurare il IV centro siderurgico a quattro anni dalla posa della prima pietra che già era in attività con il tubificio. Il 28 gennaio 1967 Palazzo di città ricevette la visita del Presidente del Soviet Supremo dell’Unione Sovietica Andrej Podgorni e nel 1969 del Re Gustavo Adolfo di Svezia. Era prevista anche la visita del Presidente della Jugoslavia Tito, ma all’ultimo momento la visita fu annullata.

Mario Guadagnolo

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