02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

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Città Medioevale

Nella sua storia Taranto ha avuto tra sindaci propriamente detti, regi delegati, commissari prefettizi e podestà ben 157 primi cittadini suddivisi tra 136 sindaci, 3 regi delegati straordinari, 5 regi commissari straordinari, 18 commissari prefettizi e 5 podestà. Il termine Sindaco non ha assunto lo stesso valore e significato nel corso dei secoli.

Non è chi non veda infatti che una cosa è il Sindaco della Taranto del 1200 altra cosa è il Sindaco di quella del 1700 e altra ancora il Sindaco della città post unitaria e contemporanea. Scorrendo l’elenco dei sindaci che si sono avvicendati nel corso di otto secoli nella nostra città e osservando le loro biografie ci accorgiamo che ricorrono di frequente alcuni cognomi appartenenti ad un gruppo ristretto di famiglie per la stragrande maggioranza nobiliari. I nomi più ricorrenti sono i Marrese, i Galeota, i Capitignano compreso il ramo Capitignano Domini, Carducci.

Ma il palmares della famiglia che ha dato il maggior numero di sindaci alla città è certamente la famiglia dei Carducci che, dal primo sindaco con questo nome che incontriamo nel 1642, Ludovico Carducci, all’ultimo recentissimo Alfengo, Sindaco nel 1991, ha fornito alla città ben 10 primi cittadini. C’è però da osservare che l’ultimo dei Carducci, l’Alfengo dei nostri giorni, non può essere ascritto alla logica che ha governato l’elezione dei suoi antenati essendo stato eletto per meriti personali e non per meriti dinastici. Del resto tra l’ultimo Carducci sindaco (1991) e il suo immediato predecessore il cav. Lodovico Carducci, Sindaco di Taranto dal 1885 al 1886, passa quasi un secolo, ed in un secolo ne è passata davvero tanta di acqua sotto i ponti della storia sul terreno della democrazia. Poi ci sono nomi illustri come i D’Aquino di cui uno Tommaso Niccolò è passato alla storia della città non tanto per il suo operato di Sindaco quanto come illustre letterato e per essere autore delle famose Deliciae tarentinae.

Dal 1258 data di cui si ha notizia di un sindaco fino all’unità i sindaci erano, come abbiamo già detto, per la maggior parte reclutati fra i rampolli delle grandi famiglie nobiliari. Fino al 1465 questo era un obbligo. Nel 1465 re Ferrante I con proprio decreto diede un nuovo assetto al governo civile della città. Secondo tale decreto il governo della città e quindi anche i sindaci potevano essere scelti anche fra i ceti dei civili, dei mercanti, dei popolari e degli artigiani. Questo rimase per parecchio tempo solo sulla carta perché almeno fino al ‘700 i sindaci continuarono ad essere rampolli della nobiltà e della borghesia agiata e del commercio.

E si comprende anche il perché. Fino alla Rivoluzione francese il livello culturale delle classi popolari rimarrà molto modesto giacchè la cultura rimarrà appannaggio solo delle grandi famiglie nobiliari e ricco-borghesi. Diciotto tra le famiglie nobili e borghesi di Taranto si spartiranno tra la fine del ‘400 e la fine del ‘700 la poltrona di primo cittadino. Per tre secoli infatti i nomi dei sindaci saranno ricorrenti: Carducci, Galeota, Marrese, Capitignani, De Cristiano, Amati ecc. Il primo posto in quanto a “produzione” di sindaci spetta senza dubbio come già detto alla famiglia Carducci nei suoi due rami: i Carducci Artenisio e i Carducci Agustini, a loro volta nella loro diramazione dei Carducci Agustini dell’Antoglietta. Il secondo posto alla nobile famiglia dei Capitignano con la sua diramazione in Capitignano Domini con sei sindaci seguita dalla famiglia Galeota con cinque sindaci e dai Marrese con quattro sindaci.

Seguono poi a ruota le famiglie De Cristiano, Amati e Ungaro con tre sindaci e le famiglie Protontino, La Riccia, D’Aquino, Della Riccia, Villegas, Calò,Delli Ponti, Foresio, De Cantore e De Cesare con due sindaci. Nell’intervento della prossima settimana vedremo nel dettaglio quali sono queste famiglie i cui rampolli sembravano essere predestinati a guidare la città e quindi studiavano da sindaco fin dall’adolescenza.

 

1 Commento
  1. Serena Falcone Foresio 5 mesi ago
    Reply

    Ringrazio vivamente la vostra redazione x l’articolo sulla mia famiglia Foresio in veste di erede
    Cordialmente saluto
    Serena Falcone Foresio

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