19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Il commercialista

Decreto legge Natale 2020, nuove chiusure in vista e contributi per il settore della ristorazione

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Regali di Natale

Non esattamente come da buona tradizione natalizia, al posto del classico cinepanettone, il Governo rilascia un nuovo decreto legge destinato a stabilire un definitivo lockdown per tutte le giornate festive e prefestive di questo insolito anno.

Lo fa con lo strumento del Decreto Legge e non più del DPCM perché all’interno della misura sono contenute una serie di altri provvedimenti che avevano necessità di essere introdotti con uno strumento legislativo più importante. Al netto della statuizione di nuove chiusure e restrizioni, argomento lungamente trattato da questo giornale, il tema che riguarda il mondo delle imprese, in particolare quelle dedite alla ristorazione, è certamente l’invio di nuove forme di ristoro finanziario. Il DL 172/2020 infatti, questa volta per un limitato numero di soggetti esercenti attività classificate dall’ISTAT in modo analitico, stanzia 650 milioni di euro (455 milioni per il 2020 e 190 milioni per il 2021) di aiuti economici alle categorie colpite direttamente dalle nuove disposizioni.

Si tratta, in particolare, delle attività dei servizi di ristorazione di cui al gruppo Ateco ISTAT 56, con partita IVA attiva alla data del 19 dicembre 2020, con esclusione di coloro che hanno aperto la partita IVA dal 1° dicembre 2020. Ad essi verrà corrisposto un contributo a fondo perduto in misura pari al 100% (con un massimo di 150.000 euro) di quanto già percepito in passato con il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), essendo disposto che tale contributo spetti solo a chi lo ha già ottenuto (e non restituito) in base a tale decreto. L’accredito avverrà in automatico, a cura dell’Agenzia delle Entrate, senza che gli interessati debbano presentare un’apposita istanza. Le categorie interessate saranno di conseguenza solo quelle qui di seguito elencate sebbene le chiusure imposte dal Governo riguardino un numero molto più ampio di esercizi commerciali. In ogni caso il contributo arriverà per i seguenti soggetti: – Esercenti l’attività di ristorazione con somministrazione; – Esercenti l’attività di ristorazione connessa alle aziende agricole; – Esercenti l’attività di ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto; – Gelaterie e pasticcerie; – Gelaterie e pasticcerie ambulanti; – Esercenti l’attività di ristorazione ambulante; – Esercenti l’attività di ristorazione su treni e navi; – Catering per eventi, banqueting; – Mense; – Catering continuativo su base contrattuale; – Bar e altri esercizi simili senza cucina.

Si complica intanto la situazione di coloro i quali pur avendo presentato domanda di contributo a fondo perduto ad Agenzia delle Entrate per effetto del Decreto Rilancio e di quelli successivi (i decreti Ristori in tutte le loro versioni) non hanno ricevuto alcuna forma di indennità e si sono visti scartare la propria domanda per le ragioni più varie. Nella consuetudine emergenziale a cui ci siamo abituati in sistema informatico automatizzato dell’Agenzia delle Entrate ha spesso rinviato al mittente l’istanza bocciandola per la necessità di effettuare controlli contabili. In altri termini non avendo dati sufficienti a certificare in proprio lo scostamento di fatturato rilevato tra il mese di aprile 2019 e quello di aprile 2020 dei richiedenti, la struttura che riceve le domande ha pensato bene di non attribuire alcun beneficio a questi contribuenti lasciandoli in balia delle onde.

L’unico strumento “legale” a loro disposizione è rimasto quello della istanza in autotutela da notificare alle sedi provinciali e territoriali dell’Agenzia delle Entrate o quello, successivo, del ricorso tributario. Un vero e proprio caos, tanto perché tutti gli uffici pubblici interessati sul territorio vivono una fase di riduzione di lavoro ed esercizio provvisorio in smart working che non agevola facilmente l’elaborazione delle pratiche e soprattutto perché gli stessi uffici stanno cercando di mandare avanti, in ogni caso, anche l’attività ordinaria con ritardi naturali e senza precedenti. Non esiste purtroppo altra strada che ricorrere alle sedi territoriali per vedersi riconosciuto il diritto al contributo con tutti i problemi che ho citato. La digitalizzazione dei processi informativi della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese infatti, tanto auspicata, presenta ancora notevoli disservizi, alcuni dei quali certamente causati da questa fase di emergenza. Va da se che quelli, tra i soggetti sopra elencati, che sono incappati in questo limite del sistema informatico dell’Agenzia Entrate e non hanno ricevuto già le prime misure di assistenza previste da tutti i decreti precedenti, non si vedranno accreditati anche in questa occasione i contributi loro dovuti e quindi saranno costretti a chiudere durante le festività natalizie senza ottenere alcuna forma di sostegno se non dopo aver risolto le questioni valutative rimaste sospese presso gli uffici. Non se ne parlerà prima del mese di febbraio 2021.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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