21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

Il commercialista

Chi può andare in pensione nel 2021, il quadro delle finestre disponibili per accedere all’assegno Inps

foto di Inps
Inps

Nel nuovo anno resta stabile il sistema delle vie di accesso alla pensione da parte di chi è in possesso dei requisiti previsti dal legislatore. Tuttavia il 2021 è anche l’anno in cui Quota 100 finisce il suo iter di sperimentazione e dovrebbe entrare a regime o essere ridimensionato asseconda delle decisioni che assumerà in Governo dal 2022.

È bene riflettere sul punto che i dati ISTAT sull’invecchiamento della popolazione non danno grandi margini di speranza. Il numero di anziani per ogni bambino nato passa da 1 del 1951 a 5 del 2019 e l’indice di vecchiaia è notevolmente aumentato. Inoltre l’esplosione prevedibile del debito pubblico a causa del COVID-19 dovrebbe portare notevoli problemi in tema di stabilità delle finanze.

In ogni caso, almeno ancora per il 2021, le condizioni di accesso al sistema pensionistico saranno le seguenti:

PENSIONE DI VECCHIAIA
Non cambiano i requisiti previsti nel 2020, per cui occorrono 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Così come stabilito infatti dal decreto dello scorso 5 novembre 2019 del Ministero del Lavoro-Ministero Economia il requisito anagrafico rimane immutato anche nel 2021 e nel 2022 non avendo prodotto impatto l’osservazione statistica della speranza di vita. Per il pensionamento di vecchiaia non si prevede l’applicazione della “finestra” per cui il trattamento previdenziale decorre di regola il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti. Per i lavoratori impiegati da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi a condizione che sussistano almeno 30 anni di anzianità contributiva.

PENSIONE ANTICIPATA
Anche per la pensione anticipata non ci sono modifiche. A prescindere quindi dall’età anagrafica, è possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Con riferimento a tale canale di flessibilità in uscita vale però la finestra mobile trimestrale. La pensione anticipata prevede requisiti differenti per i lavoratori precoci con almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni, appartenenti a particolari categorie (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose) i quali devono maturare solamente 41 anni di contributi, con una finestra di 3 mesi per la decorrenza.

QUOTA 100
Quota 100 termina nel 2021 il proprio naturale iter di sperimentazione e dovrebbe essere sostituito da una nuova opzione. Per avere diritto al trattamento pensionistico anticipato con Quota 100, è necessario avere almeno 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni (anche cumulando i periodi assicurativi, non coincidenti, presenti in due o più gestioni dell’INPS, compresa la Gestione separata). Per la decorrenza sono previste finestre mobili di 3 mesi per il settore privato e di 6 me-si per il settore pubblico. Quota 100 dovrebbe essere sostituita secondo le previsioni da un modello a quota 102 con una soglia minima di 64 anni di età e 38 anni di contributi e con la introduzione di una possibile penalizzazione percentuale con riferimento agli anni che intercorrono tra l’età di anticipo e l’età canonica di pensionamento di vecchiaia.

Sulla decisione pende una valutazione generale sulla gravosità di certe occupazioni rispetto ad altre. Opzione donna La legge di Bilancio 2021 estende la possibilità di aderire a questa opzione anche per le donne che abbiano maturato il diritto di accesso nel 2020. L’opzione è esercitabile con un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome). Per opzione donna si applica la finestra mobile pari a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome. La Manovra finanziaria 2021 stabilisce che l’opzione sia esercitabile entro il 28 febbraio 2021 per il personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico.

APE SOCIALE
La Manovra 2021 proroga poi a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta APE sociale, consistente in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni. Può accedervi chi maturi il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 e rientri in una delle categorie previste dalla normativa, vale a dire: 1. i disoccupati che da almeno 3 mesi abbiano esaurito la prestazione per disoccupazione loro spettante; 2. i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con disabilità grave; 3. i lavoratori affetti da riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74 per cento; 4. i lavoratori che da almeno 6 degli ultimi 7 anni di lavoro, svolgono in maniera continuativa una delle 15 professioni difficoltose e rischiose elencate dalla normativa.

Agli appartenenti alle prime tre categorie è richiesta un’anzianità contributiva minima di 30 anni, che sale a 36 anni per la quarta. Per le donne con figli è previsto uno “sconto contributivo” per l’accesso al beneficio, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi (APE sociale donna). È in discussione l’ipotesi che l’APE sociale potrebbe diventare una misura strutturale anche per il futuro.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche