24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 21:10:00

Il commercialista

Dal 15 marzo 2021 “Zona rossa” in quasi tutta Italia ed estensione completa nel fine settimana di Pasqua

foto di Zona Rossa
Zona Rossa

Come noto ormai da alcuni giorni, nel Consiglio dei Ministri tenutosi il 12 marzo 2021, il Governo ha deciso di operare una nuova stretta alla circolazione di persone su quasi tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna, allargando la qualificazione della separazione in zone rosse e arancioni a tutte le regioni e disponendo una “zona rossa” nazionale per il fine settimana di Pasqua. Dal 15 marzo 2021 e fino al 6 aprile 2021 cambiano, ancora una volta, le disposizioni anti Covid ed occorre tenere presenti le regole per gli operatori economici che potranno continuare ad esercitare e quelli che saranno costretti nuovamente a chiudere.

Cosa prevede il decreto in termini di spostamenti?
Dal 15 marzo 2021 al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, nelle Regioni nelle quali si applicano le misure stabilite per la zona arancione, è consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Lo spostamento non è consentito nei territori nei quali si applicano le misure stabilite per la zona rossa. Nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni i cui territori si collocano in zona bianca, si applicano le misure stabilite per la zona rossa. Però, nei medesimi giorni è consentito, in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Il decreto prevede per i lavoratori, in caso di sospensione delle attività scolastiche: – per i genitori lavoratori dipendenti la possibilità di usufruire di congedi parzialmente retribuiti; – per i lavoratori autonomi, le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari la possibilità di optare per un contributo per il pagamento di servizi di assistenza domiciliare all’infanzia, fino al 30 giugno 2021.

Cosa accade alle attività economiche?
Il decreto richiama espressamente tutto l’elenco delle attività che nei precedenti DPCM del Governo Conte hanno subito diverse restrizioni ed in particolare: – sono chiuse le attività di palestre, piscine, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente, nonché teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, discoteche e sale da ballo e comprensori sciistici; – sono sospesi i convegni, congressi e altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; – sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto; Nelle sole zone arancioni restano aperte le attività commerciali al dettaglio, a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; invece, nelle zone rosse le attività commerciali al dettaglio sono chiuse eccetto quelle di vendita di generi alimentari e di prima necessità sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l›accesso alle sole predette attività.

Sono chiusi, nelle giornate festive e prefestive, gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Sono chiusi in zona rossa i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Gli esercenti le attività di parrucchieri ed estetisti potranno aprire solo nelle zone arancioni. Per Taranto dovranno chiudere necessariamente in quanto zona qualificata a rischio rosso. Sono condizionate a chiudere tutte le attività dedite alla ristorazione in zona rossa, compresi i bar ed esercizi di somministrazione al pubblico. Potranno effettuare consegne a domicilio entro le 18.00 i bar ed entro le 22.00 i ristoranti. Attendiamo conforto in termini di ristori economici per questi operatori come avvenuto in passato, sperando che vi sia un certo automatismo nella trasmissione sui conti correnti degli operatori di qualche forma di sussidio. Di tale supporto ancora non vi è notizia da parte del Governo.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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