18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Il commercialista

Da oggi in vigore il nuovo Decreto Anti-covid: cosa cambia per imprese e partite Iva

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Decreto Anti-covid

Da oggi 7 aprile 2021 e sino a tutto il mese di aprile entrano in vigore nuovi provvedimenti di contenimento della pandemia che riguardano, come ci siamo abituati ormai da molto tempo, il mondo delle imprese e delle partite IVA.

Lo stabilisce il DL 44 del 2021. Il decreto prevede ancora limitazioni e l’inasprimento di alcune misure già esistenti: – l’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione; – l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) sia con ordinanza del Ministro della salute che con provvedimento dei Presidenti delle Regioni; – la possibilità, nella zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale. Inoltre restano chiuse le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; sono sospesi i convegni, congressi e altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto; nelle zone arancioni restano aperte le attività commerciali al dettaglio, a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; nelle zone rosse sono chiuse le attività commerciali al dettaglio, eccetto quelle di vendita di generi alimentari e di prima necessità; nelle giornate festive e prefestive, sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali; in zona rossa sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici; nelle zone arancioni restano aperti i servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, lavanderie, pompe funebri, ecc.), invece nelle zone rosse è prevista la chiusura di parrucchieri ed estetisti; le attività di ristorazione sono sospese. Prevista la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Misura controversa contenuta nel decreto riguarda la posizione assunta dal Governo nei confronti del personale sanitario che si oppone alla campagna vaccinale. Il personale sanitario avrà l’obbligo di vaccinarsi ed in caso di inadempimento sarà sospeso da attività professionali che comportino il rapporto con il pubblico. Viene inoltre esclusa ogni responsabilità penale per il personale sanitario che somministra i vaccini per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose per le attività svolte nel periodo vaccinale a condizione che le vaccinazioni siano compiute seguendo precisamente i protocolli stabiliti dalle circolari del Ministero della Salute. Riaprono inoltre le scuole. Il tema controverso, affrontato anche da un provvedimento del Presidente Emiliano riguarda le disposizioni di riapertura che il Governo ha stabilito. È previsto lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, nonché dell’attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado; per i successivi gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione. In zona rossa le attività dovranno svolgersi a distanza, garantendo l’attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Riprendono infine i concorsi pubblici: nei concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale si prevede l’espletamento di una sola prova scritta e di una prova orale; si prevede ancora l’utilizzo di strumenti informatici e digitali e lo svolgimento in videoconferenza della prova orale, garantendo comunque l’adozione di soluzioni tecniche che ne assicurino la pubblicità, l’identificazione dei partecipanti, la sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali; infine è prevista una fase di valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali. Dal 3 maggio 2021, i concorsi riprenderanno in presenza nel rispetto delle linee guida del Comitato tecnico-scientifico.

Si avvia in ultimo la fase istitutiva dei sistemi di gestione del Registro Unico del Terzo Settore. Il Registro Unico conterrà l’indicazione analitica di tutto il mondo del terzo settore che vi aderirà (l’adesione non è obbligatoria) attraverso il passaggio da modelli associativi decaduti alla formula dell’Ente del Terzo Settore. Il governo ha stabilito il piano di riparto delle formule di sostegno agli enti locali per l’assolvimento di queste funzioni il che fa presagire che siamo ormai in dirittura d’arrivo per questa riforma epocale. L’associazionismo italiano è una costola importante dell’economia nazionale sebbene chiaramente non la principale. La necessità di riformarne il sistema deriva dalla soluzione a numerosi abusi dei suoi modelli che gli imprenditori hanno condotto nel tempo per nascondere, dietro una veste associativa, una normale attività di impresa con la finalità di eludere il fisco. Il nuovo modello dovrebbe contenere questo fenomeno definitivamente.

 

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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