12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

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Modello 730 per l’anno 2021, ecco tutte le novità

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Si approssima la scadenza per la trasmissione del modello 730 attraverso intermediari abilitati e centri di assistenza fiscale con una serie di novità importanti da tenere presente; resta confermata e ormai consolidata la procedura di trasmissione della dichiarazione pre-compilata che, sebbene in crescita nei numeri, rappresenta una misura di scarso appeal per via della complessità del sistema fiscale italiano e della necessità di adeguati supporti informatici non sempre presenti nelle case dei contribuenti. I dati completi della dichiarazione pre-compilata saranno disponibili a partire dal 30 aprile 2021, mentre è già aperto l’accesso alla procedura direttamente dal sito di Agenzia Entrate.

La scadenza per la trasmissione è fissata al 30 settembre 2021. Prima delle novità da tenere presente è quella che riguarda il nuovo bonus IRPEF. Sostituisce l’ex bonus Renzi e decresce di importo fino ad azzerarsi nei redditi di importo superiore ai 40 mila euro. Potrebbe verificarsi pertanto la circostanza che si sia percepito il bonus IRPEF impropriamente se non si prevedeva di superare gli scaglioni previsti sino a quello massimo e si potrebbe essere chiamati a restituirlo, soprattutto nelle circostanze in cui durante l’anno si sia cambiato il contratto di lavoro dipendente o si sia passati da un datore di lavoro ad un altro.

Altro tema da considerare riguarda le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e superbonus 110%. Se si sono sostenute nel 2020 spese per ristrutturazione edilizia o si è fruito delle misure di miglioramento della classe energetica del proprio immobile potremmo trovarci in una delle seguenti condizioni: non aver ceduto il proprio credito fiscale e quindi avere diritto alla sua detrazione in dichiarazione dei redditi oppure aver effettuato una delle possibili cessioni o sconto in fattura. In questo ultimo caso il diritto alla detrazione si è perso e di conseguenza non andrà indicato nulla nel modello 730. Considerato che tutta la procedura di cessione della detrazione opera per via telematica attraverso l’identificazione del codice fiscale del contribuente è bene porre molta attenzione a questa parte della dichiarazione dei redditi e non dichiarare detrazioni che sono state cedute.

È possibile fruire nel modello 730 del credito di imposta per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche, abbonamenti a servizi di trasporto pubblici ed altri servizi di mobilità elettrica in condivisione per un valore massimo di 750 euro per gli acquisti effettuati dall’1 agosto 2020 al 31 dicembre 2020. Esistono condizioni specifiche per fruire di questo credito di imposta in dichiarazione e che riguardano la rottamazione di eventuali veicoli a motore di proprietà del nucleo familiare. Anche questo hanno è possibile destinare il 2 per mille delle imposte che afferiscono la propria dichiarazione dei redditi destinandolo ad associazioni culturali o partiti politici indicati in un apposito elenco tenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coloro i quali hanno inoltre fruito del Bonus Vacanze entro il 31 dicembre 2020 hanno diritto ad una ulteriore detrazione del 20% delle spese sostenute. Se sono state effettuate infine delle erogazioni liberali per gli interventi di contenimento della pandemia da COVID-19, si ha diritto ad una detrazione del 30% sino ad un importo massimo di 100 mila euro, riferito al valore totale della donazione. Tema di particolare rilevanza è quello della possibilità di detrarre spese mediche e spese veterinarie solo in presenza di un pagamento tracciato. Dall’1 gennaio 2020 infatti per poter portare in detrazione queste spese occorre che siano state pagate mediante un POS, un bonifico o un assegno e non più in contanti. L’intermediario o il centro di assistenza fiscale a cui vi rivolgerete potrebbe di conseguenza chiedere copia della documentazione attestante il tracciamento del pagamento oppure non assumere la responsabilità di trasmettere la dichiarazione.

Non si tratta di una pretesa senza fondamento ma della necessità di evitare eventuali sanzioni a carico del CAF o dell’intermediario per non aver vigilato sulla corretta imputazione dei dati. Cosa conviene fare in questi casi? Se si è conservato lo scontrino emesso dal POS è sempre opportuno farne una fotocopia e presentarla assieme alla ricevuta della spesa medica sostenuta. Se si è perso lo scontrino o non se ne può provare il tracciamento è sempre possibile utilizzare a certificazione del pagamento il passaggio su conto corrente allegando estratto assieme alla documentazione relativa la fattura o la ricevuta medica. Se la prestazione è stata pagata in contanti non c’è modo alcuno di recuperarla ai fini della detrazione ed è consigliabile non tentare in alcun caso di detrarla in dichiarazione. Restano invariate invece le modalità per fruire delle altre detrazioni già previste in passato. Ci stiamo riferendo alle spese di istruzione ad esempio – che si rammenta sono solo quelle sostenute presso enti di istruzione statale o riconosciuti dallo Stato – alle spese per interessi relativi a mutui per l’acquisto della abitazione principale, alle erogazioni liberali in favore di Onlus o associazioni caritatevoli, alle spese funebri. Ultimo cenno va fatto con riguardo alle dichiarazioni congiunte. Le coppie appartenenti allo stesso nucleo familiare possono optare per la dichiarazione congiunta inserendo i dati di entrambi i coniugi in un unico modello 730 ed incaricando il sostituto di imposta di uno dei due coniugi, di effettuare il rimborso. La scelta se seguire o meno questa strada dipende dalla capienza fiscale del coniuge il cui sostituto di imposta verserà il rimborso. Altrimenti conviene sempre effettuare dichiarazioni separate.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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