16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 10:30:59

Il commercialista

Decreto Sostegni, è battaglia alle Camere. Ragioneria Generale dello Stato blocca gli emendamenti del M5S

foto di Decreto Sostegni
Decreto Sostegni

Come era prevedibile che fosse, nelle aule del Parlamento della Repubblica si sta giocando una partita intensa volta a rivedere il contenuto del decreto Sostegni in diverse parti mentre la Ragioneria Generale dello Stato pone il veto su una serie di misure – non ultima quella proposta dal Movimento 5 Stelle sulla cartolarizzazione dei crediti fiscali delle imprese – in attesa di capire se c’è copertura finanziaria sull’emendamento. I promotori della misura, molto auspicata dalle imprese, sostengono che non fermeranno la loro azione parlamentare a riguardo. Inoltre la stessa Ragioneria Generale inizia a esprimere perplessità sulla tenuta del Bonus 110% e sulla cessione dei crediti per via della probabile necessità di garantire una copertura certa alla misura di incentivazione.

Si tratta di verificare nei prossimi mesi come andrà a finire la questione. Viene bocciato inoltre, sempre in sede parlamentare anche l’emendamento che rendeva impignorabile il reddito di cittadinanza, misura questa chiesta dalla Commissione Bilancio e Finanze. Prima tra le revisioni introdotte al decreto sarà invece l’estensione del contributo a fondo perduto anche alle imprese nate tra il 1° gennaio 2018 ed il 31 dicembre 2018 e che abbiano iniziato la propria attività solo l’anno successivo, nel 2019. A questi soggetti che in precedenza erano stati esclusi dalla misura, alle stesse condizioni previste dal decreto e con la stessa differenza per perdite subite spetterà un contributo nella misura massima di 1.000 euro. Passa inoltre un emendamento che stabilisce l’impignorabilità dei contributi a fondo perduto ricevuti. Sul tema dell’esenzione della prima rata IMU per il 2021 ad imprese e professionisti che esercitino l’attività in locali di proprietà migliora la platea dei beneficiari per effetto di un nuovo emendamento: sono esenti dal versamento della prima rata Imu i soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione e di reddito agrario, titolari di partita Iva residenti o stabiliti nel Territorio dello Stato, che nell’anno 2019 abbiano conseguito un ammontare di ricavi o di compensi non superiore a 10 milioni di euro. Inoltre, è necessario che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

Con un altro emendamento è stata prorogata, dal 30 giugno al 31 dicembre 2021, l’esonero dal versamento di Tosap, riguardo alle occupazioni effettuate dalle imprese di pubblico esercizio. Prorogato anche il blocco degli sfratti, limitatamente ai casi di morosità e pignoramento. In particolare, il blocco è esteso fino al 30 settembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020; fino al 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021. Le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, comprese le attività similari svolte da enti del terzo settore sono esonerate dal pagamento del canone Rai per il 2021.

Viene estesa di altri 6 mesi, passando quindi a 24, la validità dei voucher emessi a seguito di viaggi, soggiorni, pacchetti turistici, annullati a causa della pandemia. Il voucher può inoltre essere ceduto all’agenzia di viaggi. Viene istituito inoltre un fondo per genitori lavoratori separati o divorziati, per garantire a questi l’erogazione dell’assegno di mantenimento. Il fondo prevede la dotazione di 10 milioni di euro e sarà possibile fare domanda per ricevere fino a 800 euro mensili e quindi finanziare per intero o solo in parte l’assegno di mantenimento dei figli. Ulteriore tema connesso alla legge di conversione del DL Sostegni riguarda certamente la platea dei beneficiari della Cassa Integrazione Ordinaria. I datori di lavoro che a causa del COVID19 hanno dovuto ridurre o sospendere l’attività lavorativa hanno ora la possibilità di fruire di ulteriori 13 settimane di integrazione salariale nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 ed il 30 giugno 2021. Queste nuove 13 settimane devono aggiungersi a quelle messe a disposizione dal Governo nel periodo 1° gennaio 2021 – 31 marzo 2021, che erano in totale 12 settimane. Purtroppo le imprese che non hanno fruito integralmente delle prime 12 settimane in questione, nel periodo citato che corrisponde al primo trimestre 2021, non potranno recuperare le settimane perdute nel trimestre successivo e quindi non si potrà totalizzare le 25 settimane tutte in un unico trimestre ma i due periodi restano separati.

Per i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione dei Fondi di solidarietà bilaterali e della Cassa integrazione in deroga, che sono strumenti di sostegno diversi dalla Cassa integrazione ordinaria, il Governo ha previsto la possibilità di fruire tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021 di un prolungamento della cassa per 28 settimane. Poiché per queste imprese era stata prevista la possibilità di godere di 12 settimane di cassa integrazione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, potrebbe verificarsi una certa cumulabilità delle settimane totali concesse, che sono in questo caso 40, secondo il seguente calendario: 12 settimane dal 1° gennaio al 30 giugno 2021; 28 settimane dal 1° aprile al 31 dicembre 2021. Per quanto riguarda infine la platea dei lavoratori beneficiari, hanno diritto al nuovo periodo di integrazione salariale, indipendentemente dalla specificità di intervento per ciascuna azienda, i lavoratori che risultino in forza al datore di lavoro richiedente alla data del 23 marzo 2021 senza distinzione riguardo un minimo periodo di assunzione pregresso.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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