27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 17:56:00

Il commercialista

Imu 2021, pagamento della prima rata il 16 giugno

foto di Pagamento Imu 2021
Pagamento Imu 2021

Torna l’annuale appuntamento con il pagamento della prima rata dell’IMU, l’imposta comunale per eccellenza che assieme al tributo per lo smaltimento dei rifiuti costituisce la dotazione del bilancio degli enti municipali di maggior rilevo. L’imposta, che ha quale base imponibile il possesso di beni immobili nella forma del diritto di proprietà o di altri diritti reali, è di natura annuale sebbene si paghi in due scadenze, un acconto a giugno ed un saldo al mese di dicembre, e va parametrata in funzione dei giorni di possesso qualora ci si sia liberati del bene prima della fine dell’anno. L’IMU è un tributo in autoliquidazione e questo significa che è il contribuente ad effettuare il calcolo di quanto dovuto e a versare l’imposta in totale autonomia. Così le amministrazioni comunali non intervengono in alcun modo nella determinazione della imposta se non a posteriori, nella ipotesi in cui vengano effettuati accertamenti o verifiche fiscali successive.

È obbligo tuttavia del contribuente effettuare in ogni caso una dichiarazione di disponibilità del bene che costituisce base imponibile ai fini di imposta ed eventualmente ripeterla ogni volta che intervengano variazioni rispetto al proprio patrimonio immobiliare disponibile. La dichiarazione ai fini IMU può essere trasmessa telematicamente o protocollata presso i locali uffici tributi comunali ad eccezione dei casi di esenzione prevista dalla legge che stabilisce sia utilizzato in questo caso solo il canale telematico. Le esenzioni ai fini IMU sono ristrette a casi specifici di utilizzo di beni per particolari categorie di soggetti – in genere enti non economici o pubblici – ed investono anche il caso dei beni costruiti da imprese edili ed in attesa di essere collocati sul mercato. In tutti gli altri casi l’imposta è sempre dovuta. Per una corretta disamina dei casi di esenzione è sempre necessario verificare il regolamento comunale in materia IMU, regolamento che riporta tendenzialmente anche gli estremi tariffari e di aliquota.

Le aliquote IMU sono stabilite dai consigli comunali che hanno facoltà di modificarne gli importi in funzione delle esigenze di bilancio pubblico in un limite fissato dalla legge del 10,6 per mille, o se si preferisce dell’1,06%. Nei comuni nei quali l’aliquota è stabilita nella misura massima, non è possibile imporre al contribuente altre forme di tassazione locale con stessa base imponibile – i valori immobiliari appunto – così come è stato per Taranto sino alla applicazione della TASI, una tassa locale destinata al finanziamento di alcuni servizi comunali. Oggi la TASI è stata abolita ed in ogni caso non si è applicata alla platea dei contribuenti tarantini per moltissimi anni a seguito della statuizione della aliquota IMU ai massimi livelli per effetto della dichiarazione di dissesto. Il valore sul quale è determinato il calcolo dell’IMU è il seguente: per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, i seguenti moltiplicatori: • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10 (esempio: fabbricato A/2, rendita euro 520,00, valore imponibile = (€ 520,00 + 5%) x 160 = euro 87.360,00); • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5 (esempio: fabbricato C/3, rendita euro 870,00, valore imponibile = (€ 870,00 + 5%) x 140 = euro 127.890,00); • 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5 (esempio: fabbricato D/5, rendita euro 9.400,00, valore imponibile = (€ 9.400,00 + 5%) x 80 = euro 789.600,00); • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 (esempio: fabbricato D/1, rendita euro 26.700,00, valore imponibile = (€ 26.700,00 + 5%) x 65 = euro 1.822.275,00); • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1 (esempio: fabbricato C/1, rendita euro 960,00, valore imponibile = (€ 960,00 + 5%) x 55 = euro 55.440,00).

Le variazioni di rendita catastale intervenute in corso d’anno, a seguito di interventi edilizi sul fabbricato, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori, o, se antecedente, dalla data di utilizzo. Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino al momento della richiesta di attribuzione della rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo le scritture contabili. Nella sola area pertinenziale del Comune di Taranto l’IMU pesa per circa 120 milioni di euro l’anno rispetto al Bilancio dell’Ente. Sulla abitazione principale l’IMU no è dovuta, in questo caso sono assoggettate all’imposta esclusivamente le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (c.d. di lusso). L’abitazione principale è definita come l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente [art. 1, comma 741, lett. b), primo e secondo periodo, della legge n. 160 del 2019]. Sono assoggettate al regime IMU dell’abitazione principale le pertinenze della stessa classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna di tali categorie, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo [art. 1, comma 741, lett. b), terzo periodo della legge n. 160 del 2019].

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche