31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 21:23:00

Il commercialista

Dichiarazione dei redditi 2021, prima data utile il 30 giugno

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Dichiarazione dei redditi 2021

La prima data utile per il pagamento delle imposte relative all’anno 2020, che si dichiarano attraverso modelli in questo anno 2021, è fissata al 30 giugno 2021. Così tutti i contribuenti che hanno redditi da dichiarare, ad eccezione di coloro i quali possono utilizzare lo strumento dichiarativo del 730, potranno versare le imposte dovute già a partire da fine mese senza pagare ulteriori interessi. Gli stessi contribuenti possono rimandare questo appuntamento di un mese, versando le imposte al 30 luglio con una maggiorazione in termini di interessi dello 0,4%. E’ sempre possibile versare in rate successive l’importo delle imposte dovute con una differenza di fondo: – i contribuenti che sono possessori di partita IVA hanno la possibilità di rateizzare le imposte in 6 rate consecutive se iniziano a versare il 30 giugno (30 giugno, 16 luglio, 20 agosto, 16 settembre, 18 ottobre, 16 novembre) ovvero in 5 rate successive se iniziano a versare il 30 luglio (30 luglio, 20 agosto, 16 settembre, 18 ottobre, 16 novembre); – i contribuenti che non sono possessori di partita IVA hanno in entrambi i casi la possibilità di versare in 6 rate successive (30 giugno o 30 luglio la prima rata, 20 agosto, 31 agosto, 30 settembre, 2 novembre, 30 novembre).

Come pagare? I contribuenti titolari di partita IVA sono obbligati a pagare le imposte in modalità telematica direttamente utilizzando i canali messi a disposizione dall’Agenzia Entrate o dagli istituti di credito o per il tramite degli intermediari abilitati quali i commercialisti o altri soggetti riconosciuti. I contribuenti che non sono titolari di partita IVA possono ancora usare un modello di pagamento non telematico, un modello F24 cartaceo, oppure adottare anche essi uno strumento telematico. Il modello F24, utilizzato per il versamento delle imposte, contiene una serie di codici che identificano il tipo di tributo che si pagherà e può essere versato in contanti o con addebito su conto, con carte di credito o Pago Bancomat presso gli sportelli abilitati, con carta Postamat o assegni, presso gli uffici postali, con assegni circolari e vaglia cambiari presso gli agenti della riscossione.

Quali sono le novità di questo anno? Si profila un anno particolarmente difficile per le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani, in particolare quelli che sono possessori di partita IVA per i quali lo strumento del modello UNICO è obbligatorio. La dichiarazione dei redditi infatti si arricchisce di una notevole serie di complicazioni legate paradossalmente alle agevolazioni ricevute dal Governo in materia di aiuti di stato durante la pandemia del 2020, che si replicheranno ovviamente anche per la dichiarazione del prossimo anno. Andranno separatamente dichiarati i bonus ricevuti per la sostituzione dei registratori di cassa, per via della introduzione dei corrispettivi telematici, i bonus ricevuti per i canoni di locazione, per le imprese rimaste chiuse a causa delle restrizioni, i bonus ricevuti in materia di contributi a fondo perduto e quelli ricevuti in materia di sanificazione degli ambienti di lavoro che tra le altre cose prevedevano all’origine una percentuale di agevolazione e poi in corsa sono stati ridimensionati e pertanto occorrerà iscrivere gli esatti importi ricevuti. Altro capitolo riguarda l’applicazione o meno degli studi di settore, oggi denominati Indici Sintetici di Affidabilità fiscale o ISA. Per chi non avesse dimestichezza con l’argomento è bene sapere che tutti i possessori di partita IVA in Italia devono compilare un quadro statistico in dichiarazione dei redditi, che serve per verificare se la propria posizione reddituale è conforme o meno con l’andamento dei redditi per categorie di attività medio. In estrema sintesi il proprio reddito verrà paragonato a quello medio statistico previsto per la tipologia di attività in questione e ad esso verrà attribuito un punteggio.

A bassi punteggi corrisponderà l’avvio di una fase di verifica fiscale da parte delle autorità competenti. A punteggi via via più alti corrisponderanno diverse agevolazioni, tra le quali l’esenzione da possibili accertamenti fiscali o la possibilità di compensare i crediti fiscali senza limitazioni. Coloro i quali si trovano in una condizione di basso punteggio possono decidere di adeguare il valore dei ricavi a quello previsto come riferimento per la normalità e versare spontaneamente più imposte e più IVA. Possono decidere altresì di non modificare alcun dato e correre il rischio di una verifica fiscale che purtroppo non sarà sempre basata su fatti oggettivi, quali ad esempio la verifica analitica dei documenti contabili, ma tante volte interviene in modo sintetico sulla base di supposizioni avanzate dagli organi di accertamento e che occorrerà eventualmente affrontare poi in sede di contenzioso. E’ chiaro che la pandemia da Covid19 ha fatto saltare ogni possibile parametro di valutazione e i redditi di tantissime imprese, rimaste chiuse, sono totalmente non assimilabili a quelli medi statistici di settore. Il Governo ha previsto in questi casi l’introduzione di una lista di codici attività esentati dalla compilazione di questo quadro della dichiarazione dei redditi escludendo tuttavia una ampia serie di soggetti che indirettamente hanno ricevuto una riduzione di ricavi perché legati in maniera indiretta ai settori colpiti principalmente. E’ il caso di tutta la platea di coloro i quali vendono servizi alle imprese, consulenze alle imprese o forme di commercio all’ingrosso, agenzie di commercio e altri settori della produzione industriale che senza il terminale commerciale delle imprese direttamente coinvolte con il rapporto col pubblico, hanno subito allo stesso tempo una forte riduzione dei ricavi. Per tutti questi casi si vedrà nelle prossime settimane cosa fare. Il consiglio generale è quello di disapplicare lo strumento degli ISA quando ci sono fondate ragioni per ritenere l’anno fiscale di tipo “non normale”.

Francesco Andrea Falcone

Dottore Commercialista – Revisore Legale

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