31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 13:54:00

Il commercialista

Cashback di Stato, uno stop che sa di addio

Il governo ha pensato di distogliere quelle somme a favore di misure assistenziali

Per adesso la misura è rinviata al 2022
Per adesso la misura è rinviata al 2022

Ne abbiamo descritto il funzionamento dalle pagine di questo giornale diversi mesi fa, quando il cashback fu introdotto, ed oggi ci troviamo a segnalare il suo stop temporaneo – per il secondo semestre 2021 in teoria – che sa di un addio quasi scontato.
Le ragioni dietro questa scelta sono molteplici ma tutte nascondono un problema di fondo che è quello della tenuta generale dei conti dello Stato.
Con un deficit di INPS segnalato in 7,1 miliardi di euro nel 2020, il Governo Draghi ha pensato di distogliere 1,5 miliardi di euro che avrebbero finanziato il Cashback per il secondo semestre 2021, spostandoli a copertura di misure assistenziali per i lavoratori, sui quali tra le altre cose pende anche il tema dello sblocco dei licenziamenti, fermi da troppo tempo secondo le associazioni datoriali e necessario per i sindacati che vorrebbero estenderlo ancora.
A ben guardare non si tratta esattamente di una decisione scorretta, si trasferiscono risorse da una misura nata per contrastare, assieme ad altre, il fenomeno dell’evasione fiscale ma finita per creare non poche perplessità quando sono emerse numerose segnalazioni in merito a comportamenti paradossali di alcuni cittadini, volti essenzialmente ad accelerare il numero di pagamenti attraverso micro transazioni, con il solo scopo di riuscire a classificarsi tra le migliori posizioni – perché esiste una classifica dei contribuenti che maggiormente utilizzano questa opportunità – e aggiudicarsi il super premio messo in palio periodicamente dal Governo.
Ma il Presidente Draghi coglie anche spunto per segnalare che il Cashback ha finito per agevolare le classi sociali più agiate in luogo di quelle meno abbienti sebbene occorra ricordargli che la misura non era nata con lo scopo di sostenere i consumi di queste ultime ma di aumentare il livello di tracciamento dei consumi proprio delle categorie di consumatori più ricche ed esposte al fenomeno della evasione.
In ogni caso probabilmente Mario Draghi su un argomento ha ragione in maniera indiscutibile: quasi il 73% delle famiglie già spende tramite le carte più del plafond previsto dal provvedimento. Pertanto, la maggior parte potrebbe ricevere il massimo vantaggio anche senza intensificare l’uso delle carte.
“E’ invece improbabile che – sono state le parole del Presidente del Consiglio – chi è privo di carte o attualmente le usa per un ammontare inferiore al plafond possa effettivamente raggiungerlo, perché la maggior parte di loro non può spendere quelle cifre”.
In media, le famiglie che si collocano nella fascia più povera tra i consumatori, dovrebbero infatti aumentare la loro spesa con carte di quasi il 40 per cento, mentre quelle più abbienti solo dell’1 per cento.
Lo dimostrerebbe il fatto che le transazioni che hanno raggiunto l’obiettivo previsto per l’erogazione del rimborso (50 transazioni nel semestre) rappresentano solo il 50% delle transazioni totali rilevate e che circa il 40% dei beneficiari ha comunque effettuato un numero di transazioni estremamente superiore, indice che si tratta di persone già lungamente abituate all’uso della moneta elettronica.
In altre parole, la misura del Cashback non servirebbe a ridurre l’evasione fiscale, incrementerebbe i consumi di un numero non significativo di cittadini e costerebbe una cifra non ragionevolmente utile a risolvere anche uno solo dei problemi per il quale è stato pensato.
Per di più le osservazioni del Presidente del Consiglio si estendono ad un altro aspetto: Draghi ha sottolineato come l’onerosità della misura, pari a 4,75 miliardi di euro, debba essere valutata non solo in relazione ai benefici attesi, ma anche del costo e dell’attuale quadro economico e sociale, che ha visto – nel 2020 – 335 mila nuovi nuclei familiari e oltre 1 milione di persone in più entrare in povertà assoluta (dati Istat).
“A fronte degli effetti regressivi, dei costi e delle criticità applicative, non possono a tutt’oggi stimarsi effetti significativi sul gettito. Al contrario, è probabile che le transazioni elettroniche – questa la riflessione del Premier – crescano per effetto del Cashback soprattutto in settori già a bassa evasione, come la grande distribuzione organizzata che, secondo l’Istat, assorbe quasi la metà della spesa al dettaglio, piuttosto che in quelli critici”.
Per adesso la misura è rinviata al 2022 ma se queste sono le osservazioni fatte dal Governo non c’è certezza alcuna che la misura verrà riproposta, almeno nelle intenzioni di questo Governo.
Ci sono inoltre numerose altre aree di intervento nelle quali pare che il Presidente Draghi voglia operare delle revisioni rispetto a misure introdotte in questi anni, ragione per la quale quasi tutta l’alleanza di centro sinistra ha sollevato velate proteste. Sarebbero infatti in discussione le modalità di accesso e funzionamento del Reddito di Cittadinanza, altro caposaldo delle politiche economiche del Movimento 5 Stelle in alleanza con la Lega prima e della intera coalizione di centro sinistra dopo. A difendere la misura infatti sono ora il Partito Democratico e i parlamentari che aderiscono a Sinistra Italiana, oltre ovviamente a quelli che rappresentano il Movimento. Dovrebbe avere inoltre termine la misura di assistenza alle famiglie costituita dal Reddito di Emergenza così come tutti gli altri strumenti introdotti durante la pandemia da Covid-19 e che ora vanno risolvendosi.
Purtroppo i numeri sono impietosi ma è anche vero che queste misure sono state introdotte quasi tutte in un contesto emergenziale che ne ha mortificato in troppi casi l’efficacia. Ci si riferisce in particolare proprio al Cashback introdotto mentre una enorme quantità di esercizi commerciali restava chiusa a causa dei ripetuti lockdown.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche