23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

Il commercialista

Riforma della crisi di impresa, si introduce la composizione negoziata telematica

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Riforma della crisi di impresa

La riforma della legge fallimentare doveva partire già diversi mesi fa ed introdurre una serie di strumenti nuovi per affrontare il tema della liquidazione di imprese insolventi ma la pandemia da Covid19 ne ha posticipato di gran lunga l’entrata in vigore, spostata quasi certamente al 2022. La riforma, estremamente complessa, ha il pregio di raggruppare in se tutti gli istituti fallimentari, maggiori e minori che una serie di norme e di strumenti legislativi hanno via via introdotto dal 1942 in poi stratificandosi in modo irregolare. Sono pertanto inseriti in un unico testo le norme che riguardano il fallimento, oggi denominato “liquidazione giudiziale”, quelle inerenti il concordato, quelle inerenti il sovraindebitamento del consumatore e tutti gli altri istituti legati al fenomeno della crisi di impresa. Una delle norme contenute nel testo e di pronta introduzione entrerà in vigore invece dal 15 novembre 2021e sarà in forma telematica.

Si tratta della composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa che viene avviata su istanza dell’imprenditore e prevede la nomina di un esperto, con il compito di affiancare l’imprenditore appunto in un percorso di rinegoziazione dei debiti senza passare per un iter giudiziario. L’imprenditore spontaneamente, o se presente un organo di controllo societario su invito di esso, si può attivare volontariamente per chiedere ausilio da un esperto al fine di superare la crisi che vive ma conservando l’ordinaria e straordinaria amministrazione dell’impresa. L’esperto si occuperà di svolgere una funzione di mediazione tra l’imprenditore e i suoi creditori verificando l’utilità delle trattative per la buona risoluzione comune e che essa non ostacoli una eventuale liquidazione giudiziale se essa è preferibile nella tutela di questi ultimi.

L’imprenditore viene solo affiancato dall’esperto e non sostituito. L’esperto, per altro, non avrà alcun potere costrittivo ma solo di accompagnamento alle trattative che avranno anche carattere di segretezza. L’imprenditore tuttavia non sarà completamente libero di agire in quanto dovrà informare l’esperto, per iscritto, del compimento di ogni atto di straordinaria amministrazione, come pure della esecuzione di pagamenti non coerenti con le prospettive di risanamento aziendale. L’esperto in questo caso può sempre evidenziare le proprie perplessità all’imprenditore e all’eventuale organo di controllo e se l’imprenditore deciderà di proseguire nelle sue scelte, l’esperto potrà segnalarne la propria contrarietà attraverso una segnalazione pubblica al registro delle imprese competente per il territorio. E’ proprio attraverso il sito delle Camere di Commercio, depositarie del registro delle imprese, che si accederà alla procedura per via telematica.

La procedura appunto dovrà contenere una lista di controllo che contempli gli adeguati comportamenti da assumere da parte della impresa e le indicazioni operative per la redazione di un piano di risanamento e di un test autodiagnostico teso alla verifica della ragionevole eseguibilità della attività imprenditoriale. Si tratta certamente di introdurre alcuni dati contabili che consentano all’imprenditore di autovalutare la sostenibilità del debito accumulato assumendo di conseguenza una piena consapevolezza dello squilibrio finanziario attraversato.

Saranno richiesti da inserire in piattaforma:
• I bilanci degli ultimi tre esercizi;
• Le dichiarazioni dei redditi e IVA riferite agli ultimi tre esercizi;
• Una situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata a non oltre 60 giorni dall’inoltro dell’istanza;
• Una relazione chiara e sintetica sulla effettiva attività esercitata con incluso dettagliato piano finanziario prospettivo che analizzi i successivi sei mesi e le indicazioni strategiche che l’imprenditore intende adottare;
• L’elenco dei creditori con specifica dei rispettivi crediti scaduti o a scadere e la presenza di garanzie prestate;
• Una dichiarazione sulla esistenza o meno nei propri confronti di dichiarazioni di fallimento o di insolvenza;
• Un certificato dei debiti tributari;
• Una situazione debitoria complessiva;
• Una certificazione dei debiti contributivi o in alternativa un documento di regolarità contributiva;
• Un estratto delle informazioni presente in centrale rischi non anteriore a tre mesi dalla data di presentazione della istanza.

Tra chi verranno scelti gli esperti? Un elenco di professionisti che abbiano gli stessi requisiti già individuati per la nomina a curatori giudiziari verrà redatto presso le locali Camere di Commercio e a scegliere i professionisti sarà una commissione composta da un magistrato, un membro designato dal Prefetto e un membro designato dal presidente della locale Camera di Commercio. La nomina dovrà seguire criteri di rotazione.

Una volta nominato, l’esperto dovrà dichiarare la propria indipendenza rispetto alla impresa, il possesso delle adeguate competenze e della disponibilità ad accettare l’incarico, entro 2 giorni lavorativi dalla ricezione della nomina. L’incarico avrà un tempo massimo di 180 giorni se l’attività di mediazione non avrà sortito effetti. Il compenso riconosciuto varierà dall’importo di 4.000 euro a quello di 400.000 euro in base al valore dell’attivo patrimoniale della impresa debitrice. Sono previsti diversi incentivi alla adesione alla procedura per le imprese, tra questi una riduzione delle sanzioni e degli interessi, l’esonero da azioni revocatorie per i pagamenti effettuati e la possibilità di tradurre l’azione in un accordo che genera gli stessi effetti del piano di risanamento. Attendiamo di conoscere il funzionamento della procedura nel dettaglio.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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