21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 09:58:00

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Riparte la notifica degli atti fiscali, da settembre quattro milioni di atti in arrivo

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Riparte la notifica degli atti fiscali

Settembre è iniziato da pochi giorni ma porta con se notizie non felici per i contribuenti italiani che hanno debiti nei confronti del Fisco. Mentre si attendono gli effetti delle verifiche incrociate che Agenzia delle Entrate e Agenzia Riscossione stanno effettuando per tener fede alla cancellazione “automatica” delle cartelle esattoriali notificate entro il 2010 e di importo ridotto, è purtroppo tempo di ripartenza per la notifica di milioni di atti rimasti sospesi a causa della pandemia. Sono circa 25 milioni tra cartelle, avvisi di accertamento e altri atti impositivi che, a causa del Covid, i Governi Conte I e II avevano sospeso. Il Governo Draghi ha mantenuto inalterati i termini di sospensione che ufficialmente ripartono dal primo settembre 2021.

In un certo senso, fortunatamente, la riscossione è ripartita con un avvio graduale; si spediranno gli atti più vecchi in giacenza e la ripartenza sarà scaglionata su 24 mesi. Questo significa che saranno notificati a partire dal solo mese di settembre 2021 circa 4 milioni di atti. Gli altri verranno via via inoltrati ai contribuenti a seguire. Lo conferma il Sottosegretario all’Economia, Maria Cecilia Guerra, in una recente intervista radiofonica in cui ha precisato che il periodo che abbiamo attraversato di sospensione delle attività di riscossione è stato piuttosto lungo e che si sono accumulati 25 milioni di atti ma che questi non verranno ovviamente inviati in un giorno solo, ci sarà uno scaglionamento di circa due anni. Sull’argomento ad onor del vero si deve ricordare che già il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate aveva lanciato un allarme diversi mesi fa, segnalando che il protrarsi a tempo indeterminato della sospensione delle notifiche si sarebbe tradotto in una “catastrofe” con stretta attinenza alla massa di atti da notificare ai cittadini tutta insieme.

La Guerra ha anche precisato che da qui alla fine dell’anno si potrà pensare all’invio di circa 4 milioni di atti che possono riguardare importi di misura molto diversa, dalla multa stradale all’accertamento fiscale che ha comportato un debito più elevato. Verrà anche ripresa l’attività di riscossione ordinaria. Cosa significa in termini precisi per il cittadino tutto questo? Significa che coloro i quali hanno pendenze con il fisco che dovevano essere già trasmesse al loro indirizzo nel 2020 potrebbero vedersele recapitare in questo mese di settembre 2021 o a seguire nei successivi due anni. Si tratterà quindi di gestire un processo di ripresa lungo e complesso che camminerà di pari passo con gli adempimenti ordinari e i debiti fiscali che ne discenderanno via via nel corso dei prossimi mesi. A tutto questo purtroppo non c’è alternativa. Sul fronte della riforma del fisco, di cui abbiamo già segnalato sulle pagine di questo giornale alcune anticipazioni in diverse occasioni, il Sottosegretario Guerra ha rimarcato che questo Governo non intende operare per anticipazioni di legge come avvenuto nel precedente, quando i decreti in fase di emissione arrivavano sui canali social di quasi tutti i cittadini interessati o sui loro telefoni con una diffusione atipica e generalizzata, superando il ruolo del Parlamento della Repubblica. In altri termini le informazioni che via via trapelano dal MEF o dalle commissioni parlamentari non saranno seguite dalla diffusione di alcun testo.

Il Governo intende infatti licenziare documenti definitivi e successivamente decreti attuativi. Si sa di certo che oltre alla riforma dell’IRPEF, quella della giustizia tributaria e delle imposte indirette, anche la riforma della riscossione è inclusa in un dossier alla attenzione dei ministri competenti. La riforma fiscale passerà quindi per una generale semplificazione, tanto auspicata dai professionisti del settore, per un sistema tributario più compressibile per tutti. Il Ministro dell’Economia, Daniele Franco annuncia inoltre un rinvio del termine di trasmissione precedentemente anticipato, delle dichiarazioni dei redditi, per coloro i quali intendono chiedere ad Agenzia Entrate un contributo a fondo perduto calcolato sulla differenza di utili maturata tra il 2019 ed il 2020. I lettori ricorderanno che il Governo Draghi ha modificato il sistema di concessione di aiuti alle imprese a causa del Covid, triplicandone le modalità rispetto alla formula precedente. L’ultima tra queste modalità prevede che si possa essere ammessi alla fruizione di un contributo a fondo perduto nella ipotesi ci sia una differenza estremamente rilevante di utili, maturati tra il 2019 ed il 2020.

Per effettuare domanda di riconoscimento di questa forma di contributo occorreva, sino a pochi giorni fa, presentare anticipatamente la dichiarazione dei redditi al 10 settembre 2021, rispetto alla naturale scadenza dei termini, termine purtroppo troppo stringente per molte centinaia di migliaia di imprenditori. Il Governo ha deciso, lo scorso 2 settembre, di fare slittare il termine di presentazione anticipata della dichiarazione dei redditi, per fruire del contributo a fondo perduto basato sul differenziale di utili, al 30 settembre 2021. La percentuale di differenza di utili che consente di ricevere un contributo a sostegno della propria attività non è tuttavia ancora chiara e verrà indicata in un successivo decreto. Questo è il motivo per il quale si richiedeva anticipatamente di conoscere i dati reddituali e di utile degli imprenditori italiani.

Una valutazione generale dei risultati tratti dalle dichiarazioni dei redditi dei cittadini e degli imprenditori avrebbe consentito di stabilire che scarto minimo oltre il quale ricevere sostegno sulla base delle risorse disponibili. Tutto rimandato al 30 settembre dunque.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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