19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

Il commercialista

Il Fisco informatico a caccia di nuove competenze. L’Agenzia delle entrate assume

foto di Agenzia delle entrate
Agenzia delle entrate

Le Commissioni Finanze di Camera e Senato non senza impulso di Agenzia Entrate, si crede, hanno chiesto al Governo di accelerare sui processi di informatizzazione e digitalizzazione inserendo strumenti nuovi nella delega fiscale di prossima emanazione. Allo stesso tempo, in maniera piuttosto accorta, la stessa Agenzia delle Entrate ha deciso di assumere circa cento talenti con competenze informatiche di alto grado che possano essere di ausilio alla prevenzione ed al contrasto in tempi rapidissimi delle frodi, nazionali e comunitarie o all’uso improprio dei crediti fiscali. Cento nuovi esperti dovranno essere impiegati nella lotta ai fenomeni dell’evasione o dell’elusione fiscale.

Il concorso pubblico, la cui domanda scade il 30 settembre 2021, prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 2320 funzionari tributari e oltre ad essi 25 analisti di dati, 25 analisti di infrastrutture e sicurezza informatica, 50 funzionari con compiti di data scientist. La presentazione delle domande avviene attraverso il sito di Agenzia Entrate su cui tra l’altro è consultabile anche il bando. I campi di specializzazione nei quali verranno impiegate queste nuove figure sono il network science – attenzione all’uso dei social sempre più scandagliati per diverse finalità – l’intelligenza artificiale ed il data visualization. Le finalità sono rivolte a migliorare l’uso del vastissimo patrimonio di dati di cui l’Agenzia delle Entrate dispone e che non è sempre in grado di utilizzare per via della assenza di figure capaci e dei limiti di privacy imposti dalla autorità competente.

Le figure ricercate sono in prevalenza ingegneri della informazione, ingegneri industriali, laureati in scienze e tecnologie informatiche, laureati in scienze e tecnologie fisiche e laureati in scienze matematiche. Intanto procede speditamente l’informatizzazione della registrazione dei dati IVA e l’uso della precompilata IVA. Sembrava un lontano miraggio ed invece è realtà. Grazie al sistema di acquisizione delle fatture elettroniche dal 1° luglio 2021 è in sperimentazione l’elaborazione dei registri IVA precompilati. Cosa significa? Dalla introduzione della normativa in materia di IVA, avvenuta nel 1973, l’elaborazione dei dati IVA è affidata al singolo contribuente che è tenuto a registrare fatture emesse, corrispettivi e fatture ricevute su appositi registri, liquidare l’IVA dovuta e versarla al fisco. L’introduzione della fatturazione elettronica e dei corrispettivi elettronici, che risale ormai ad oltre due anni fa, ha consentito che questa serie di registrazioni avvenga in forma precompilata e automatizzata, consentendo al contribuente di verificare direttamente dal proprio cassetto fatture e corrispettivi, sul sito di Agenzia Entrate, lo stato delle elaborazioni delle fatture e delle posizioni debitorie IVA senza dover più procedere alla registrazione manuale.

Si tratta di un passo avanti notevole, affidato ad un sistema in sperimentazione e riservato ai soggetti che liquidano l’IVA in maniera trimestrale e non annuale. Attualmente la procedura presenta ancora alcune limitazioni di funzionamento ma in futuro dovrebbe contenere le procedure utili alla correzione dei dati, all’integrazione dei dati e al miglioramento delle informazioni contenute. La procedura dovrebbe semplificare notevolmente la vita ai piccoli imprenditori ed ai professionisti italiani, tuttavia la complessità della normativa IVA è tale da rendere oggettivamente impossibile considerare quel dato come definitivo. Cambiano le aliquote, esistono diversi casi di esenzione o non applicazione della normativa IVA, nei soggetti che applicano una contabilità semplificata anche i documenti utili alle deduzioni dei costi devono essere registrati nei registri IVA e non provenendo dagli automatismi del sistema di interscambio non sarà facile registrarne il contenuto. Il passo verso la completa digitalizzazione del fisco italiano in ogni caso è segnato e corre veloce anche in relazione alle promesse che nel PNRR sono contenute da parte del nostro Stato rispetto ai valutatori della Unione Europea.

 

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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