26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 15:57:00

Il commercialista

Bonus bollette 2021, come funziona lo sconto luce e gas

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Bonus bollette 2021

Ha fatto particolarmente scalpore l’annuncio del Ministro per la Transizione Ecologica di alcune settimane fa che lanciava l’allarme sull’improvviso incremento del costo dell’energia per le prossime settimane se non si fosse intervenuti per tempo a calmierare la corsa al rialzo dei prezzi delle materie prime. Un aumento dei prezzi addirittura del 40% che ha lasciato sconcertata l’opinione pubblica nazionale, poco informata su quanto stesse succedendo.

Esistono tuttavia, da molti anni, strumenti per calmierare il prezzo delle forniture energetiche, pensati principalmente per le fasce di popolazione meno abbienti e che operano su istanza del cittadino attraverso i centri di assistenza fiscale sparsi sul territorio nazionale. Lo sconto, altrimenti denominato Bonus bollette, per il 2021, dovrebbe operare in automatico senza più necessità di presentare domanda. E’ riconosciuto in riduzione della bolletta della luce e del gas per tutti i cittadini con un ISEE non superiore al limite di 8.265 euro annui, alle famiglie numerose ed ai percettori del reddito e della pensione di cittadinanza. Bisogna invece presentare la domanda se l’accesso alla agevolazione perviene in caso di disabilità fisica. Resta necessario comunque farsi rilasciare una certificazione ISEE sulla cui modalità descriveremo successivamente le procedure.

Riepilogando tuttavia possono accedere alla agevolazione solo i contribuenti con ISEE non superiore ad euro 8.265 euro, le famiglie numerose con più di tre figli a carico e con ISEE non superiore ad € 20.000 ed i titolari di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza. Non sarà più necessario presentare domanda al Comune di residenza, come avveniva in passato ma sarà l’ARERA – l’autorità nazionale che regola il mercato dell’energia e del gas – accedendo ai dati INPS ad individuare i contribuenti che rispettano i parametri in oggetto. Sarà ovviamente necessario che almeno uno dei componenti il nucleo familiare incluso tra i soggetti per i quali è calcolato l’ISEE sia titolare di una fornitura energetica o del gas anche se sospesa o morosa. Il bonus riservato alla fornitura di energia elettrica inoltre sale nel 2021 da 128 euro a 177 euro in base al numero dei componenti il nucleo familiare. Sarà perciò di 128 euro per famiglie composte da massimo 2 componenti, di 151 per famiglie composte da massimo 4 componenti e 177 euro per famiglie con più di 4 componenti.

Per la fornitura di gas invece il bonus viene calcolato seguendo un doppio parametro, il numero di componenti il nucleo familiare e la zona climatica in cui lo stesso nucleo risiede. Varierà così dai 30 euro ai 245 nelle condizioni peggiori per area climatica e numerosità del nucleo familiare. Continua purtroppo ad essere riconosciuto il bonus solo a domanda per i cittadini che vivano un grave disagio fisico. Si tratta di utenze domestiche nelle quali risieda un soggetto colpito da grave malattia e al quale compete una riduzione in bolletta indipendentemente dal valore ISEE. Il bonus riconosciuto per disagio fisico è cumulabile con quello riconosciuto in caso di disagio economico e la domanda va presentata come in precedenza presso il Comune di residenza utilizzando i moduli messi a disposizione. Alla domanda va allegato un certificato ASL che dichiari o attesti la grave condizione di salute e la tipologia di macchinari elettromedicali necessari per la sopravvivenza o la cura del cittadino, nonché la sede presso cui è installata, il documento di identità e il codice fiscale del richiedente e del malato ed un apposito modulo. Attenzione a rilevare il codice POD della propria fornitura energetica – si trova in lettura presso il proprio contatore – e la potenza impegnata.

Lo sconto che varia in tre fasce comprese tra i 600, i 1200 ed oltre i 1200 kwh/anno ha un importo variabile tra i 189 euro ed i 676 euro. L’importanza della corretta compilazione del modello ISEE resta primaria. Lo strumento di classificazione delle condizioni economiche dei cittadini italiani, necessario per fruire di moltissimi servizi, non solo quelli INPS a dire il vero, perviene attraverso la compilazione telematica offerta dai CAF di un modello chiamato DSU che riepiloga il complesso dei componenti il nucleo familiare, tutti i loro redditi, le loro proprietà e la classificazione di risparmi ed investimenti. Accade per esempio che soggetti che abbiano una grande dote finanziaria che perviene ad esempio da una eredità ma non abbiano una redditività altrettanto elevata – perché non producono un reddito altrettanto elevato – si vedano riconosciuto un indice ISEE piuttosto elevato e questo li esclude dalla fruizione a basso costo di una serie svariata di servizi, da quelli sanitari a quelli scolastici. In passato la determinazione di questo indice richiedeva che venisse dichiarata la giacenza media dei conti correnti in possesso al contribuente nell’anno precedente a quello di dichiarazione oltre al saldo finale, al patrimonio immobiliare e ad altre informazioni. Dallo scorso anno, complice il COVID, il dato relativo alla propria posizione finanziaria – conti correnti e investimenti – deve essere calcolato tornando indietro di due annualità. Esiste inoltre la possibilità di fruire di un servizio ISEE precompilato sul sito INPS. Lo abbiamo testato ed è abbastanza funzionale e rispondente alla realtà, vi si accede con il proprio SPID e semplifica notevolmente l’ottenimento della certificazione ISEE. Tuttavia non è sempre precisissimo e pertanto affidarsi ai servizi CAF o dei Commercialisti è decisamente più sicuro.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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