16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 17:57:00

Il commercialista

Smart working per i lavoratori fragili, proroga al 31 dicembre 2021

foto di Smart working
Smart working

Smart working, c’è nuovamente una proroga per i lavoratori considerati fragili: il lavoro agile viene esteso e la modalità di svolgimento delle attività a distanza si applica ad alcune categorie fino al 31 dicembre 2021. La conferma di questo strumento di tutela per i soggetti più a rischio, messo in campo fin dall’inizio della pandemia, arriva al fotofinish mentre il Ministro Brunetta da diversi mesi si sta adoperando per far ritornare in sede i dipendenti della Pubblica Amministrazione entro la fine di ottobre. Questa ultima proroga, ultima di una lunga serie, dello smart working per i lavoratori fragili è prevista dall’articolo 2 ter del DL n. 11 del 6 agosto 2021. La conversione in legge del Decreto sulla ripartenza di scuole e università, entrata in vigore il 2 ottobre, è stata l’occasione per intervenire, allungando i tempi delle misure previste e prevedendo nuove risorse.

E’ stata l’occasione oggettivamente più appropriata per alleggerire la condizione lavorativa di molti cittadini purtroppo ancora condizionati dalla Pandemia. In particolare le novità approvate saranno le seguenti: fino al 31 dicembre 2021 i lavoratori fragili, dipendenti pubblici e privati, svolgono di norma le loro attività in modalità agile; nel caso in cui non sia possibile svolgere il proprio lavoro da remoto, in alcun modo neanche ricorrendo ad attività di formazione, l’assenza dal lavoro dei lavoratori fragili è equiparata a ricovero ospedaliero. Ad ogni conto la normativa, le tempistiche e l’applicazione delle due tutele non possono essere diversificate o scisse, come si evince dall’articolo 26 del Decreto Cura Italia che il DL n. 111/2021 modifica, e quindi entrambe le casistiche sono state incluse nel provvedimento. L’estensione dello smart working e dell’assenza equiparata a ricovero ospedaliero per i lavoratori fragili arriva proprio nel momento in cui il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, predispone le normative e le circolari che impongono il rientro in servizio dei lavoratori pubblici.

È già pronta una bozza di decreto della Funzione pubblica che deve passare l’esame del Comitato tecnico scientifico e prevede la ripresa delle attività in presenza dal 15 ottobre per i lavoratori impegnati in attività di sportello e di ricevimento degli utenti o di coloro che prestano attività nei settori per l’erogazione di servizi all’utenza. Entro fine mese dovrebbero, poi, ritornare in ufficio tutti gli altri: lo smart working nella PA in ogni caso non scompare. Il lavoro agile continuerà a esistere ma sulla base di specifici accordi e non in maniera prevalente. Non sembrano esserci particolari riferimenti ai lavoratori fragili, ma la norma parla chiaro: per dipendenti pubblici e privati, fino al 31 dicembre 2021, continueranno ad applicarsi regole specifiche. Dovranno continuare ad essere tutelati i soggetti esposti a un rischio maggiore in possesso di una certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali: immuno-depressi; affetti da patologie oncologiche o con terapie salvavita in corso; disabili che rientrano tra i beneficiari della legge 104. In questi casi i dipendenti “svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”. In altre parole, fino a fine anno bisogna garantire lo smart working ai lavoratori fragili in qualsiasi forma, e se non è possibile l’assenza dal lavoro è equiparata a ricovero ospedaliero. Notizie differenti ma sempre legate al mondo del lavoro provengono da INPS che impone l’accesso ai propri servizi telematici solo attraverso SPID, CIE o CNS dal 1° ottobre 2021. Sparisce cioè la possibilità di utilizzare i servizi mediante credenziali INPS e stesso processo avviene anche per quanto riguarda il portale INAIL.

Così le richieste di DURC potranno avvenire esclusivamente con la nuova procedura di accesso. Potrebbe trattarsi di una agevolazione se non fosse che per molti operatori ancora l’uso di queste metodologie di connessione e accesso ai servizi pubblici è complesso. In particolare l’adozione della CIE, la carta di identità elettronica, presuppone che si abbiano disponibili le credenziali rilasciate dal Ministero dell’Interno e che pervengono con la nuova carta ogni volta che viene rinnovata. La CNS o firma digitale, è uno strumento nato per firmare digitalmente dei documenti elettronici e che contiene delle credenziali con le quali è ora possibile accedere ai servizi telematici della pubblica amministrazione. E’ però necessario che la CNS sia fisicamente connessa ad un PC. Lo SPID è una identità digitale riconosciuta da terzi, Poste Italiane è tra questi, che la rilasciano verificando l’indennità del cittadino. Segue il rilascio di credenziali e attraverso quelle è possibile l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. E’ un passaggio obbligato nella digitalizzazione dei rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione che occorre tenere presente.

 

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche