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08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

foto di Superbonus 110
Superbonus 110 per cento

Era prevedibile che la faccenda Superbonus avrebbe riservato sorprese dalla presentazione della Legge di Bilancio per il 2022 al passaggio per l’iter parlamentare e così è stato. Si susseguono praticamente ogni giorno notizie sul ridimensionamento delle agevolazioni in materia di ristrutturazione edilizia al punto che, come si consiglia in questi casi, forse è opportuno anche smettere di seguire gli aggiornamenti sino al passaggio della norma in Gazzetta Ufficiale perché ancora per settimane ci saranno continui “aggiustamenti”.

Tuttavia considerando che le agevolazioni casa hanno suscitato un notevole interesse tra i contribuenti italiani è anche importante che questi comprendano se potranno nel prossimo anno ancora usufruire degli incentivi oppure no, a maggior ragione che mancano poche settimane alla fine del 2021. Quello che attualmente la legge di bilancio prevede, e che come anticipato dovremmo non considerare come un valore assoluto, è che il Superbonus 110 viene esteso a tutto il 2022, illimitatamente per i condominii e limitatamente per le proprietà individuali a condizione che il contribuente dichiarante abbia un reddito ai fini ISEE non superiore a 25 mila euro. E’ una soglia assai penalizzante se si considera che l’incentivo ha riscosso il successo maggiore proprio sulle piccole proprietà individuali atteso che la conformazione dell’avvio delle ristrutturazioni per i condominii richiede tempi assai più lunghi. Il bonus facciate al 90% dovrebbe essere abolito con certezza, tuttavia sul punto non sono poche le proposte che lo vorrebbero nuovamente funzionante per tutto il 2022 con una riduzione dello sconto fiscale, intorno al 40%. Tempi piuttosto lunghi ci vorranno per comprendere se l’incentivo sarà riproposto in questa nuova veste.

Restano in vigore il Bonus Ristrutturazione al 50% e l’Ecobonus al 65% – questa ultima agevolazione era stata superata dal Superbonus 110 che contiene analoghi obbiettivi ma meglio incentivati e tuttavia non è mai stato abolito. Ma anche per queste due misure dovrebbero essere previsti dei ridimensionamenti, in particolare in tema di cessione del credito. In altri termini le detrazioni resteranno ma solo nella dichiarazione dei redditi del contribuente, non potendosi più cedere il credito a banche o terzi, salvo ripensamenti che riguardano il 2022. Siamo in alto mare per una definizione certa di cosa accadrà ma almeno per ora questo è il quadro riepilogativo. Cosa accadrà per chi ha avviato i lavori nel corso del 2021? In linea teorica sono salvi coloro i quali hanno avviato lavori per il Superbonus 110 entro il mese di settembre 2021 con una SCIA o CILA depositata presso i comuni nei quali sono collocati gli immobili. Da quel termine in poi entrano in vigore i limiti di cui sopra – limite ISEE.

Questo significa che i fortunati soggetti che hanno avviato l’iter di ristrutturazione prima di tale termine potranno terminare i lavori entro il 2022 fruendo comunque della agevolazione. Potrebbero salvarsi in corner, per usare un termine calcistico, tutti gli altri se questo spartiacque fissato al mese di settembre verrà ridimensionato o spostato più avanti. Per i condominii invece si potrà procedere tranquillamente. I soggetti che hanno avviato entro il 31 dicembre 2021 la ristrutturazione di facciata al 90% potranno continuare e terminare i lavori entro il 2022 senza perdere il diritto alla agevolazione. L’orientamento generale di chi segue la materia è che sino alla approvazione definitiva della legge di bilancio ci saranno certamente degli adeguamenti alle richieste che vengono dal mondo delle imprese e da una vasta parte del parlamento. Il tema purtroppo resta la difficile situazione dei conti pubblici italiani. Intanto, probabilmente non a caso, il Direttore Generale di Agenzia Entrate accetta di farsi intervistare dal Sole24Ore proprio sul tema denunciando che su 19 miliardi di crediti transitati nella piattaforma della amministrazione finanziaria, almeno 800 milioni avrebbero natura fraudolenta e dovranno essere ripresi a tassazione. Secondo le sue dichiarazioni, certamente da verificare ancora completamente, tali 800 milioni si riferirebbero in totale prevalenza a crediti da ristrutturazioni al 50% piuttosto che a quelli da Superbonus 110 perché questi ultimi sono assistiti da un notevole numero di verifiche intermedie che ne impedirebbero comportamenti illegali. Così non è con le ristrutturazioni semplici le quali sarebbero cedibili con adempimenti semplificati e spesso privi dei giusti controlli.

Dalle verifiche di Agenzia delle Entrate sarebbero emerse frodi legate alla totale assenza di pratiche edilizie presentate dal cittadino, false fatturazioni per operazioni di ristrutturazione inesistenti, casi non rari di sostituzione di persona mediante intestazione di fatture a soggetti totalmente inconsapevoli coinvolti in ristrutturazioni edilizie mai realizzate. Un triste primato quello degli 800 milioni di crediti che si associa anche a ipotesi nelle quali parte di queste operazioni siano servite a finanziare la criminalità organizzata o attraverso il riciclaggio di denaro o attraverso la simulazione di opere di ristrutturazione e la successiva vendita dei crediti alle banche. L’attività di recupero cadrà sul primo soggetto che ha effettuato la cessione – il primo contribuente – e certamente non sarà indolore.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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