27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 15:57:00

Il commercialista

Manovra 2022, nuovi cambiamenti in attesa della versione definitiva

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Manovra 2022

Sembra che la traccia della manovra di bilancio per il 2022 sia ormai definita in attesa di modifiche ulteriori dell’ultimo minuto che arriveranno certamente nella fase di approvazione della legge per accordare richieste provenienti da molte parti politiche. Come anticipato nelle settimane scorse sembra ormai certa la riduzione delle aliquote IRPEF a quattro, da cinque, e sul tema si è scatenata una forte opposizione da parte dei sindacati dei lavoratori i quali fanno rilevare che la stessa produrrebbe effetti migliorativi solo per redditi medio alti. Si vedrà a tutti gli effetti come si declinerà questo miglioramento nella realtà perché la variazione delle aliquote non è il solo strumento esistente per applicare la progressività nel sistema fiscale italiano.

Esiste anche il sistema delle detrazioni e delle deduzioni fiscali che dovrebbero subire altrettante modifiche. In ogni caso le aliquote dovrebbero diventare le seguenti: il 23% per redditi fino a 15 mila euro, del 25% per i redditi compresi nella fascia tra i 15 mila euro e i 28 mila euro, del 35% per i redditi compresi nella fascia tra i 28 mila euro e i 50 mila euro e del 43% oltre i 50 mila euro. Il bonus Renzi da 100 euro al mese dovrebbe trasformarsi in una detrazione fiscale fino ai 15 mila euro di reddito complessivo del contribuente. Scomparirà l’IRAP per circa 900 mila partite IVA, si tratta di professionisti e ditte individuali che dovrebbero essere esentate dalla imposta regionale che finanzia generalmente il sistema sanitario. Sul tema è estremamente significativo il contenzioso esistente, consolidatosi in Cassazione, che statuiva già da tempo la inapplicabilità della imposta ai professionisti privi di una organizzazione produttiva complessa. La riforma metterebbe fine al caos del contenzioso stratificatosi negli anni risolvendo questioni interpretative demandate purtroppo al giudizio della Suprema Corte numerose volte. A fronte dell’insistente incremento dei prezzi delle bollette di luce e gas sarà consentito ad i cittadini impossibilitati a pagarne gli importi, nei primi 4 mesi del 2022, di rateizzarli in massimo dieci mesi.

E’ prevista inoltre la riduzione degli oneri generali di sistema che si trovano generalmente in bolletta e che pesano non poco fruendo di una dotazione messa a disposizione dal Governo per 480 milioni di euro. Altri 912 milioni di euro dovrebbero essere messi a disposizione per potenziare il bonus sociale che consente una riduzione delle spese in bolletta per famiglie economicamente svantaggiate o con problemi di salute gravi. Sono previsti 68 milioni di euro per il bonus TV che ha la finalità di incentivare il ricambio tecnologico dei ricevitori televisivi per via del prossimo passaggio di tecnologia che attende il sistema televisivo italiano. Saranno stanziati 180 milioni di euro per la scuola di cui parte necessaria a prorogare gli incarichi temporanei del personale ATA legati all’emergenza Covid. Saranno poi stabilizzati probabilmente i 4.800 magistrati onorari in servizio come sollecitato dalla Commissione Europea. I giudici potranno essere confermati a tempo indeterminato a domanda sino al compimento del settantesimo anno di età. La stabilizzazione sarà subordinata al superamento di una procedura di valutazione che dovrebbe portare il personale destinato a tali funzioni a 2.200 unità entro il 2032. E’ infine caos sul tema delle cartelle esattoriali piombate sulle spalle dei cittadini in un numero spropositato a causa dello stop imposto in precedenza dalla pandemia e che il Governo aveva promesso di scaglionare in diversi mesi. In verità uno scaglionamento vero e proprio non si è manifestato e gli atti hanno iniziato ad essere notificati in modo talmente pervasivo che gli stessi uffici della riscossione sono andati in tilt dovendo gestire le richieste di verifica provenienti dai cittadini. Così si suppone arriverà una nuova sospensione nel 2022 di almeno 180 giorni per i pagamenti ed è allo studio una nuova rottamazione, la quater, che dovrebbe coinvolgere i ruoli del 2018 e del 2019. Il punto è dirimente per una parte importante del centro destra e non solo. La misura dovrebbe ricalcare la struttura delle precedenti agevolazioni, prevedendo l’eliminazione di sanzioni ed interessi ed il versamento del saldo in un numero limitato di rate trimestrali. Una misura, quella della rottamazione quater, oggettivamente divenuta necessaria. La quantità di atti sospesi e poi improvvisamente notificati ai cittadini sfiora i 50 milioni di documenti e sono quasi impossibili da pagare per un numero di imprese straordinariamente importante proprio a causa della insistente pandemia che non accenna a diminuire negli effetti. Probabilmente la misura troverà ragionevole accoglienza ma ne avremo contezza solo nei prossimi giorni.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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