20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2022 alle 20:34:00

Il commercialista

Speciale Legge di Bilancio 2022: le modifiche al Reddito di Cittadinanza

foto di Reddito di Cittadinanza
Reddito di Cittadinanza

Il tema delle modifiche al Reddito di Cittadinanza nell’ambito della legge di Bilancio per il 2022 ha prodotto non poche perplessità tra le forze parlamentari divise tra soggetti ostili alla misura, soggetti che ne accettano gli effetti sul bilancio dello Stato ed altri che ne difendono l’istituzione come misura di equità. Certo la stampa nazionale quasi ogni giorno rileva forme di abuso scoperte dalle forze dell’ordine da diversi mesi, non ultima la notizia dell’impresa dedita a produrre pelletteria per prestigiosi marchi di moda nazionali e che impiegava oltre undici lavoratori, tutti detentori della misura di sostegno e conseguentemente assunti senza alcuna forma di contratto. Sarebbe l’ultimo di migliaia di altri casi per i quali in verità si dovrebbe condannare non tanto il modello di assistenza in sé e per sé ma la cattiva fede di alcuni lavoratori e di alcuni datori di lavoro che getta discredito su una forma di ausilio di ultima istanza utile per molte famiglie.

Nella legge di Bilancio per il 2022 in ogni caso il Reddito di Cittadinanza è rifinanziato con nuove risorse ma sono numerosissimi gli interventi correttivi. Per quanto attiene il caso di percettori che detengono beni all’estero sarà compito di INPS prevedere un piano di verifiche annuali da definire entro il 31 marzo 2022, per fare rilevare la presenza dei requisiti patrimoniali rispetto a quanto dichiarato nella Dichiarazione Sostitutiva Unica propedeutica alla formulazione dell’ISEE. Il Reddito di Cittadinanza inoltre viene configurato come un sussidio di sostentamento per le persone comprese nell’elenco dei soggetti “poveri” divenendo di conseguenza un beneficio finanziario impignorabile. Tuttavia la domanda presenta dall’interessato ad INPS viene ora considerata come equivalente alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Nella ipotesi in cui cambi la condizione occupazionale nel nucleo familiare che beneficia dell’intervento per avvio di una attività di impresa o lavoro autonomo di uno o più componenti il nucleo familiare, anche in forma societaria, occorrerà comunicare ad INPS tale variazione il giorno antecedente all’inizio della nuova attività a pena di decadenza dal beneficio. Il numero massimo delle offerte congrue che il beneficiario potrà ricevere ai fini della accettazione della misura di sostegno scende da tre a due fermo restando l’obbligo di accettarne almeno una. Sulla congruità dell’offerta essa non viene più rapportata alla durata della fruizione del beneficio del Reddito di Cittadinanza ma è definita se avviene nel limite di 80 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario e raggiungibile nel limite di 100 minuti con mezzi pubblici. Tale principio di congruità vale nel caso di prima offerta. Nel caso di seconda offerta il limite di distanza decade totalmente e si considera congrua qualsiasi chiamata sul territorio nazionale. E’ contestualmente abrogato il limite temporale di dodici mesi di fruizione del beneficio che delimita lo spazio entro cui sono proponibili al beneficiario le offerte di lavoro. Con riferimento alla verifica dei requisiti di residenza e di soggiorno da parte dei Comuni, questi ultimi effettuano a campione, all’atto della presentazione dell’istanza, verifiche sostanziali e controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato nella domanda per l’accesso al Reddito di cittadinanza e sull’effettivo possesso dei requisiti. Sono introdotte nuove figure sanzionatorie cui consegue la revoca del beneficio del Reddito di Cittadinanza.

L’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore è riconosciuto al datore di lavoro privato che assuma a tempo indeterminato, pieno o parziale, o determinato o anche mediante contratto di apprendistato i soggetti beneficiari di Reddito di cittadinanza. Dall’1 gennaio 2022 inoltre il beneficio economico mensile è ridotto di una somma pari a 5 euro per ciascun mese a partire dal mese successivo a quello in cui si è eventualmente rifiutata un’offerta congrua. La riduzione si applica solo nei casi in cui il beneficio economico mensile non risulti inferiore a 300 euro, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza ed è sospesa dal mese successivo a quello in cui almeno un componente del nucleo familiare abbia avviato attività da lavoro dipendente o autonomo da almeno un mese continuativo. In sintesi una serie di misure particolarmente stringenti che se non hanno condotto all’abolizione dello strumento di sostegno per le famiglie, ne hanno ristretto fortemente il campo di applicazione.

Non sarà questa l’occasione per discutere della validità generale di questa misura, certo risulta ancora suscettibile di qualche perplessità l’idea di poter necessariamente coniugare offerta di lavoro, collocamento dei lavoratori ed assistenza alla lotta alle nuove povertà senza avvertire l’esigenza di analizzare come il mercato del lavoro è cambiato nel corso degli ultimi decenni. Le classi di soggetti sotto occupati si misurano con un radicale cambiamento del modello di lavoro, del tipo di lavoro disponibile, della formazione multidisciplinare ormai necessaria anche solo per trasportare generi alimentari, per fare lavori edili o per occuparsi della somministrazione alimentare. Lo scollamento tra mercato del lavoro e offerta di lavoratori è tutto li.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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