25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 21:56:23

Foto di Superbonus 110%
Superbonus 110%

Una delle misure più acclamate dei decreti di rilancio promossi dal Governo a seguito della pandemia da Covid 19 è certamente quella del Superbonus o Ecobonus 110% che prometteva di restituire ai cittadini il 110% degli investimenti in ristrutturazioni edilizie che apportassero sostanziali benefici in termini di risparmio energetico nelle abitazioni oggetto dei lavori. Per quanto si tratti di una misura interessante, la sua declinazione pratica ha subito diversi mutamenti rispetto alle promesse iniziali ed oggi è un corpo normativo stravolto che richiede il superamento di notevoli step tecnici prima di arrivare all’obbiettivo finale del recupero fiscale. I decreti attuativi stabiliscono definitivamente che le disposizioni e i requisiti tecnici previsti si applicano agli interventi di ristrutturazione che sono iniziati a partire dal 6 ottobre 2020.

Per gli interventi iniziati prima di tale data, si applicano invece, ove compatibili, le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico 19 febbraio 2007 e cioè le precedenti misure in materia di ristrutturazione edilizia già esistenti. La data di inizio lavori potrà essere comprovata, dalla data di deposito in Comune della relazione tecnica di cui all’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. n. 192/2005. Gli interventi edilizi ammissibili riguarderanno, in estrema sintesi, solo le seguenti tipologie: – interventi di riqualificazione energetica globale eseguiti su edifici esistenti o su singole unità immobiliari esistenti; – interventi sull’involucro di edifici esistenti o parti di edifici esistenti; – interventi di installazione di collettori solari; – interventi riguardanti gli impianti di climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria; – installazione e messa in opera di dispositivi e sistemi di building automation. Altra novità è senza dubbio l’introduzione dei massimali di spesa per le diverse tipologie di intervento, che non riguardano più la sola spesa complessiva (il limite di detrazione massima riconosciuta è di 60 mila euro), ma anche la spesa unitaria al metro quadrato (o al kilowatt termico/elettrico) delle opere. E quindi nel massimale di 60 mila euro di investimento si dovrà tenere conto di un limite di spesa a metro quadro per singola categoria di lavori.

Di conseguenza: – i costi per tipologia di intervento devono essere inferiori o uguali ai prezzi medi delle opere compiute riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, di concerto con le articolazioni territoriali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativi alla regione in cui è sito l’edificio oggetto dell’intervento. In alternativa ai suddetti prezziari, il tecnico può riferirsi ai prezzi riportati nelle guide sui “Prezzi informativi dell’edilizia” edite dalla casa editrice DEI – Tipografia del Genio Civile; – nel caso in cui i prezziari non riportino le voci relative agli interventi, o parte degli interventi da eseguire, il tecnico abilitato determina i nuovi prezzi per tali interventi in maniera analitica secondo un procedimento che tenga conto di tutte le variabili che intervengono nella definizione dell’importo stesso. In tali casi, il tecnico può anche avvalersi dei prezzi indicati da un allegato al Decreto attuativo. Per gli interventi per i quali l’asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore o dell’installatore (ad esempio come avviene per gli interventi di mera sostituzione degli infissi o della caldaia), invece, l’ammontare massimo delle detrazioni fiscali o della spesa massima ammissibile è calcolata sulla base dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento di cui all’Allegato I del decreto.

Sono ricomprese tra le spese agevolabili anche quelle per le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi, comprensive della redazione, delle asseverazioni e dell’attestato di prestazione energetica. Il nuovo decreto definisce anche gli adempimenti necessari per beneficiare delle detrazioni per la riqualificazione energetica che restano ovviamente in vigore e non sono sostituiti dal Superbonus 110%. Tra i diversi adempimenti richiesti si segnalano: – il deposito in Comune, nei casi previsti, della relazione tecnica di cui all’art. 8 comma 1 del D.Lgs. n. 192/2005 o un provvedimento regionale equivalente. La relazione tecnica è comunque obbligatoria per beneficiare del superbonus 110%; – l’asseverazione del tecnico abilitato che attesti la congruenza dei costi massimi unitari e la rispondenza dell’intervento ai pertinenti requisiti richiesti; – se la spesa è sostenuta da una persona fisica e nel caso in cui non si opti per la cessione della detrazione o per lo sconto sul corrispettivo: effettuare il pagamento delle spese mediante bonifico agevolato, dal quale risulti il numero e la data della fattura, la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA, ovvero il codice fiscale del beneficiario del bonifico; – conservare le fatture e le ricevute dei bonifici; – trasmettere la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Anche per il Superbonus 110% occorrerà trasmettere all’ENEA l’asseverazione dei tecnici attestante il rispetto dei requisiti previsti e la corrispondente dichiarazione di congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Altra novità fondamentale del nuovo decreto sono i nuovi valori di trasmittanza termica massima (distinti in 6 zone climatiche, dalla A alla F) per accedere alle detrazioni fiscali, indicati nell’Allegato E, molto più stringenti rispetto ai limiti finora in vigore.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista
– Revisore Legale

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