26 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Luglio 2021 alle 16:41:18

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I l governo non fa in tempo ad emettere il decreto di soccorso in favore delle imprese e dei contribuenti interessati dal DPCM del 28 ottobre 2020 che è nuovamente costretto ad intervenire per affrontare il mutato scenario introdotto dalla divisione dell’Italia in fasce di rischio. Così al decreto “Ristori”, di cui abbiamo scritto la scorsa settimana, si affianca il decreto “Ristori bis” approvato nella notte del 6 novembre. Sono diverse le misure previste e che era opportuno considerare.

Intanto il Contributo a fondo perduto, erogato per il tramite di Agenzia delle Entrate (ricordiamo che ce ne è stato anche uno erogato per il tramite di INPS, il cui sito internet collassò in diverse occasioni per effetto del numero enorme di richieste), viene raddoppiato espressamente per le imprese ricadenti in zona di massima gravità arrivando al 200% di quanto già percepito o spettante. Non è il caso della Puglia che ricade invece in zona di gravità media. Le imprese operanti in area di allerta media come per Taranto – zona arancione – dovrebbero percepire un contributo pari al 150% rispetto a quanto già ricevuto con decreto Rilancio e tuttavia per quelle ricadenti nei settori quali gelaterie, pasticcerie, bar e altre forme di ristorazione senza cucina il contributo sarà del 200%. All’elenco del decreto “Ristori”, quello della scorsa settimana, si aggiungono ora anche altri operatori di impresa che verranno sostenuti dal nuovo contributo a fondo perduto. Verranno sostenuti pertanto anche i bus turistici, i tour operator, le agenzie di viaggio, le pizzerie da asporto, i corsi di danza e i pirotecnici. A causa del fatto che la situazione è in continuo aggiornamento, le zone ora classificate in fascia di rischio medio, zone arancioni, o inferiore, zone gialle, potrebbero salire di rischiosità e per tale motivo il Governo ha già stanziato 400 milioni di euro nella ipotesi di transizione da fascia a fascia ed incremento dei contributi necessari.

Già a partire dal decreto Rilancio era stato previsto quale incentivo un bonus locazioni sotto forma di credito di imposta riconosciuto agli esercenti colpiti dal lockdown. Il Decreto “Ristori bis” lo riconferma per i mesi di ottobre, novembre e dicembre nelle zone di massima gravità – zone rosse – ed in quelle di gravità media – zone arancioni. Quindi anche per gli esercenti della Puglia e di Taranto che operano in locazione sarà possibile percepire un credito di imposta. Si applicano le stesse regole previste nel decreto “Ristori”, quindi, ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Inoltre, si applica la regola secondo cui il credito d’imposta spetta anche in assenza dei suddetti requisiti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza da COVID-19. Due ulteriori misure meritano di essere citate. Cancellazione seconda rata IMU. Per le attività di cui all’Allegato 2 del D.L. “Ristori Bis” delle regioni rosse e arancioni, viene prevista la cancellazione della seconda rata IMU per il 2020. Resta confermata la condizione secondo la quale i relativi proprietari debbano essere anche gestori delle attività ivi esercitate. Non è specificata la riduzione di fatturato quale condizione necessaria, è sufficiente rientrare nell’elenco ed esercitare l’attività in zona rossa o arancione, quindi anche in Puglia.

Rinvio al 30 aprile 2021 delle scadenze fiscali relative al pagamento degli acconti previsti per fine novembre 2020 per le imprese ricadenti nelle zone rosse o arancioni e rientranti negli elenchi pubblicati dai decreti “Ristori” e “Ristori Bis”. Si tratta di una misura di non poco conto atteso che al 30 novembre per questi soggetti sarebbe stato pressoché impossibile versare gli acconti. Tale proroga opera indipendentemente dalla diminuzione di fatturato o dei corrispettivi. Infine per gli esercenti che su tutto il territorio nazionale esercitano attività sospese ai sensi del decreto “Ristori” e quelli ricadenti a maggior ragione nelle zone rosse e arancioni del decreto “Ristori bis” sono sospesi tutti i pagamenti previsti nel mese di novembre 2020 con particolare riguardo ad IVA e ritenute del personale dipendente – attenzione non dei contributi – e rimandanti al 16 marzo 2021 senza sanzioni o interessi. I provvedimenti, in continua evoluzione, certamente segneranno nuovi interventi nei prossimi giorni allorché diverranno sempre più prossime alcune ulteriori scadenze fiscali. E’ di questi giorni inoltre l’emissione dal parte del Governo dei BTP Futura che andranno in gran parte a finanziare questi interventi.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista
Revisore Legale

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