01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 17:54:00

Il commercialista

Sgravi fiscali per chi assume previsti nella legge di Bilancio 2021

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Ricerca del lavoro

Buone notizie sono in arrivo sul fronte del contrasto alla disoccupazione giovanile e femminile, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia. Sono contenute nel Disegno di Legge di Bilancio dello Stato per il 2021, licenziato dal Capo dello Stato il 19 novembre ed inviato alle Camere. Le misure sono principalmente due, una riservata alla assunzione di giovani under 35, alla prima occupazione ed una riservata appunto alle donne.

Sgravi per l’assunzione di giovani
Il Disegno di Legge per la Manovra 2021 prevede lo sgravio dei contributi previsti per l’assunzione di giovani che non abbiano compiuto i 36 anni di età nelle annualità 2021 e 2022 alla prima occupazione o nella ipotesi di trasformazione di contratto da tempo determinato in tempo indeterminato. La decontribuzione ha durata di 36 mesi per un massimale di 6.000 euro l’anno e si estende a 48 mesi per le assunzioni effettuate da imprese private ubicate o con sedi produttive nel territorio del Mezzogiorno d’Italia – Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’esonero contributivo per le nuove assunzioni spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto nei sei mesi precedenti, né procedano nei nove mesi successivi, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva. L’efficacia della misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato.

Sgravi in favore delle assunzioni di personale di sesso femminile
Questa misura, riservata alla assunzione di lavoratrici donne è garantita nella misura del 100% della decontribuzione e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. L’agevolazione è prevista in via sperimentale nel biennio 2021- 22 e dovrà essere autorizzata in sede di Unione Europea per la annuale definizione dei limiti di aiuti di Stato concedibili alle imprese. L’incentivo riguarda le assunzioni che comportino un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti.

I dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale sono ponderati in base al rapporto tra le ore pattuite e l’orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. Gli incentivi a dire il vero non finiscono qui. Il Disegno di Legge di Bilancio prevede l’estensione della riduzione del 30% dei contributi per le imprese che hanno sede o unità produttiva nelle otto regioni del Mezzogiorno sino al 2029. In particolare lo sgravio dovrebbe durare nella misura del 30% sino al 2025, per poi passare al 20% fino al 2027 e al 10% sino al 2029. Si compirebbe in questa maniera l’attuazione della annunciata fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno che il Governo Conte aveva comunicato all’indomani della fine del primo lockdown.

Sarebbero così destinati al Sud oltre 28 miliardi di euro in agevolazioni contributive che trovano in verità copertura solo per il 2021. Per gli anni successivi dovrebbero essere utilizzate risorse rinvenimenti dai fondi strutturali UE e da quelli previsti dal piano Next Generation UE. L’attenzione a famiglie e donne non finisce qui. La Manovra 2021 dovrebbe contenere la misura dell’assegno unico in favore delle famiglie ed il nuovo bonus asilo nido e prevedere inoltre il rifinanziamento di un fondo periodicamente coperto e destinato alla imprenditoria femminile.

Questa formula agevolativa prevede il finanziamento di interventi per supportare l’avvio dell’attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia; programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile; programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello comunitario e nazionale. Sono infatti ancora troppo poche le imprese rosa nel nostro Paese rispetto alla intera media UE. Gli interventi prevedono: – contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili, con particolare attenzione alle imprese individuali e alle attività libero professionali in generale e con specifica attenzione a quelle avviate da donne disoccupate di qualsiasi età – il requisito dell’età massima decadrebbe definitivamente; – finanziamenti a tasso zero, finanziamenti agevolati, combinazioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti per avviare e sostenere le attività di imprese femminili; – incentivi per rafforzare le imprese femminili, costituite da almeno 36 mesi, sotto la forma di contributo a fondo perduto del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’ottanta percento della media del circolante degli ultimi 3 esercizi; – percorsi di assistenza tecnico-gestionale, per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi – la procedura dovrebbe essere affidata ad Invitalia ed al nascente Comitato Impresa Donne presso il MISE; – investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e delle PMI innovative, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali; – azioni di comunicazione per la promozione del sistema imprenditoriale femminile italiano. Un pacchetto di misure di tutto rispetto a cui si accoderanno quasi certamente nuove agevolazioni e la previsione di una rottamazione quater.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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