11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 07:59:38

Il commercialista

Decreto Ristori Quater, nuove misure economiche contro la crisi

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Soldi

Nuovo aggiornamento del “Decreto Ristori”, siamo arrivati alla quarta versione che il Governo mette in campo per contenere gli effetti di una crisi che non accenna a fermarsi. Gli sforzi dei Ministeri competenti sono tutti orientati nel tentativo di accogliere le istanze che provengono dalle categorie produttive e dai territori ma purtroppo l’introduzione costante di novità, spesso da una sola settimana all’altra, si traduce in una amplificazione dei problemi di interpretazione ed una generale confusione su scadenze e provvedimenti.

Ha fatto particolarmente scalpore la decisione del Governo di accogliere le istanze delle categorie produttive e dei commercialisti italiani di spostare il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi relative all’anno fiscale 2019 al 10 dicembre 2020. Il termine, spostato di soli 10 giorni rispetto alla già prorogata scadenza precedente, rappresenta un unicum nella normativa fiscale italiana arrivando particolarmente tardi rispetto alla chiusura dell’anno fiscale ed in ogni caso non è sembrato sufficiente agli operatori di settore spesso piegati dai problemi emergenziali in tutta Italia. La risposta di Agenzia Entrate di fronte alle richieste di maggiore tolleranza nelle ipotesi di ritardi dichiarativi dovuti a cause di forza maggiore connesse alla pandemia è stata tranciante ed è sembrata particolarmente irritante per i professionisti di settore.

L’unica proroga concessa è al 10 dicembre ed in caso gli studi professionali italiani vivano una condizione di chiusura per il Covid, le imprese dovranno vedersela da sole. E’ purtroppo anche il frutto della necessità di tirare le somme dei dati fiscali italiani per completare in tempo l’iter di approvazione del bilancio di previsione 2021 e comunicare determinati dati alla Unione Europea per tempo. La divisione in fasce di gravità della diffusione del virus sul territorio non aiuta inoltre a trovare un percorso di chiarezza nel caos delle scadenze che si è generato. Assieme allo slittamento del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi slitta nuovamente il termine per il pagamento degli acconti di novembre. La nuova formulazione prevista dal “Ristori quater” è la seguente: – versano gli acconto il 10 dicembre 2020 tutti gli operatori economici senza distinzione; – possono versare al 30 aprile 2021 tutti gli operatori economici con fatturato non superiore a 50 milioni di euro che abbiano subito una riduzione del 33% del loro volume d’affare nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso dato del 2019, indipendentemente da dove sono collocati territorialmente; – possono versare al 30 aprile 2021 inoltre tutti i soggetti presenti negli elenchi indicati dal “Ristori” e dal “Ristori bis” che svolgono attività in zone rosse e tutti i ristoratori che la svolgono anche in zone arancioni.

Ma il nuovo DPCM non si ferma qui, verrà introdotta la sospensione delle attività di esecuzione operate dalla Agenzia Riscossione ed in particolare lo stop al Fermo Amministrativo sui veicoli e a tutte le altre procedure. Si allarga inoltre la platea degli esercenti a cui sarà destinato il nuovo fondo perduto. Come noto il loro elenco era stato stabilito dai precedenti decreti ma si va allargando anche agli esercenti il settore commercio calzaturiero e presto agli agenti di commercio colpiti dalla impossibilità di spostarsi sul territorio. E’ presentata in Parlamento una mozione volta a integrare in questa elencazione anche i professionisti italiani duramente colpiti dalla crisi, arrivano inoltre 1000 euro per i lavoratori stagionali del turismo e 800 per i lavoratori delle società sportive dilettantistiche aderenti al CONI e al Comitato Paraolimpico. Sul fronte del sostegno al personale della Pubblica Amministrazione, il nuovo decreto dovrebbe contenere un corposo stanziamento per i lavoratori del Ministero dell’Interno, Polizia e Vigili del Fuoco in particolare, impegnati nell’emergenza in tutta Italia, a cui dovrebbero andare circa 63 milioni di euro per la copertura dei compensi da lavoro straordinario.

Arriva tuttavia un allarme sull’andamento del debito pubblico italiano, a settembre 2020 aveva raggiunto quota 2.581 miliardi di euro e viaggia spedito verso quota 2.600 miliardi preoccupando non poco per la tenuta generale del sistema. Senza una ripresa sostenuta della crescita e con l’esigenza di continuare ad assistere i cittadini, gran parte degli operatori di settore prevedono criticità a partire dal mese di aprile 2021 quando dovrebbero terminare le misure a sostegno del mondo del lavoro – cassa integrazione e blocco dei licenziamenti – e ci sarà bisogno di dare nuovo vigore ad interventi per la ripresa sostanzialmente senza risorse certe. Si approssima infine la scadenza del pagamento dell’IMU prevista per il 16 dicembre 2020. Per dovere di chiarezza saranno esonerati dal versamento della seconda rata della imposta locale solo gli operatori che esercitano in strutture di proprietà colpite dalla pandemia. Per tutti gli altri cittadini resta l’obbligo di versare una imposta tanto poco sopportata quanto rivenuta oggettivamente troppo esosa. Solo nel Comune di Taranto, come in quasi tutti quelli che ormai applicano l’aliquota massima per tenere in piedi il bilancio della amministrazione comunale, ogni anno i cittadini versano poco più dell’1% del valore dei loro immobili alle casse dell’Ente, somme che hanno ridotto gli investimenti nel settore e hanno complicato non poco le negoziazioni dei rapporti di locazione ovunque per via della scarsa convenienza a detenere immobili a bassa redditività.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale

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