26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Il nutrizionista

Il trend dei cibi proteici per un’alimentazione corretta

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I cibi proteici

Negli ultimi anni abbiamo assisto ad un forte incremento di consumo e di vendita di cibi proteici. Dai dati provenienti dall’Osservatorio Immaggino Nielsen GS1, che incrocia le informazioni riportate sulle etichette dei circa 112000 prodotti digitalizzati a dicembre 2019 dal servizio Immagino di GS1 Italy (oltre 100 variabili tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, e indicazioni di consumo) con le rilevazioni Nielsen su venduto, consumo e fruizione dei media, risulta che rispetto al 2018, in Italia è aumentato il consumo di cibi proteici comuni come formaggi, affettati, hamburger e uova ma anche di quelli che poco tempo fa erano meno conosciuti come l’albume liquido in brik, lo yogurt greco, i fiocchi di latte, lo yogurt colato islandese, il latte fermentato svedese, lo skyr islandese o il kefir orientale.

A questa crescita si aggiungono anche vari drink, shake, latte e pasta , arricchiti di proteine. Ma perché questa ricerca di cibi ricchi o arricchiti di proteine? Quali possono essere gli effetti sulla salute? Le proteine son indispensabili nella dieta perché entrano nella costituzione delle principali strutture dei tessuti. Queste molecole, formate da lunghe catene di aminoacidi, servono per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino delle cellule. Oltre ad essere necessarie per creare e riparare i muscoli, le proteine sono fondamentali componenti di organi e pelle, di enzimi, di ormoni, di anticorpi del sistema immunitario e di neurotrasmettitori. Basandosi sul modello della dieta mediterranea le proteine dovrebbero fornire circa il 10-15% dell’energia totale.

Ciò corrisponde a 0,9 g di proteine per kg corporeo. La giusta quantità di proteine per ogni individuo potrebbe variare ovviamente perché dipende da molti fattori, tra cui il livello di attività di carattere sportivo o lavorativo, la massa muscolare, l’età e lo stato fisiologico e di salute attuale. Con l’età e durante la gravidanza, consumare la quantità sufficiente di proteine di alta qualità è particolarmente importante, poiché la capacità di elaborare le proteine diminuisce con l’età, aumentando il fabbisogno proteico. Ad ogni modo, una quota sufficiente di questi “mattoni” dell’organismo è fondamentale per una dieta sana ed equilibrata. Pero c’è un limite massimo di proteine che il corpo può usare. In media, le persone consumano da tre a cinque volte più proteine di quelle di cui hanno bisogno per una salute ottimale, insieme a troppi carboidrati e a una quantità insufficiente di grassi sani. È il primo rimedio per alcuni per liberarsi velocemente dei chili di troppo al ritorno dalle vacanze , una dieta iperproteica, dove non si bada alla grandezza della bistecca messa sul piatto, pensando “tanto è solo proteina”. Inizialmente può far dimagrire ma non ci fa guarire dallo squilibrio ormonale.

Le proteine come i carboidrati stimolano il rilascio di insulina, l’eccesso porterà ad uno squilibrio ormonale garantito. L’organismo rischia di pagare un prezzo per le conseguenze a medio e lungo termine dell’abuso di proteine, perché il loro abuso produce sostanze tossiche sotto forma di scorie azotate, per il rene e per il fegato. La strategia migliore è di non eccedere, di non escludere dalla propria dieta le fonti vegetali, che causano meno infiammazione all’organismo, di non scordare che le proteine si trovano anche nei legumi e cereali, nelle noci e nei semi, in alcune verdure, ad esempio i broccoli oppure i funghi. Se mangiamo più proteine di quante ne richieda il nostro corpo, questo semplicemente convertirà la maggior parte di quelle calorie in zucchero e poi in grasso.

L’aumento dei livelli di zucchero nel sangue può anche alimentare batteri patogeni e lieviti, come la Candida albicans, oltre ad alimentare la crescita delle cellule tumorali. Un eccesso di proteine può avere un effetto stimolante su un importante percorso biochimico chiamato il bersaglio mammifero della rapamicina (mTOR). Questo percorso ha un ruolo importante e significativo in molti tumori. Quando riduci le proteine e consumi solo ciò che serve al tuo corpo, lo mTOR rimane inibito, il che aiuta a minimizzare la possibilità di crescita del cancro. Inoltre, quando si consumano troppe proteine, il corpo deve rimuovere dal sangue più prodotti di scarto di azoto, il che stressa i reni. Secondo l’American Family Physician, un basso apporto di fluidi insieme ad un eccesso di proteine (oltre che di sale e ossalati) è un fattore di rischio cruciale per lo sviluppo dei calcoli renali. Uno studio recente, pubblicato su The Lancet sull’impatto di introito proteico sulla saluta metabolica, dimostra come la riduzione di assunzione di alcuni aminoacidi, come la metionina (che risulta essere elevata nelle carni) può portare benefici sul benessere metabolico. Se prendiamo in considerazione le raccomandazioni generali per un giusto l’introito proteico, per la maggior parte delle persone si tratta di 40 – 80 gr di proteine al giorno.

Raramente una persona ha bisogno di più proteine: l’eccezione è costituita da coloro che si allenano in modo inteso o competitivo, dalle donne in gravidanza, che dovrebbero assumerne circa il 25% in più o le persone anziane. 40 grammi di proteine non equivalgono a molto cibo, sono circa 160 gr di petto di pollo. Il consiglio ? Non eccedere , come sempre ci vuole un giusto equilibrio fra i nutrienti e un non eccesso di uno a sfavore dell’altro .

Dr.ssa Monika Szczesna
Biologa nutrizionista
www.dietametabolic.it

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