19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57


I l latte materno è il primissimo alimento col quale il bambino appena nato entra in contatto e sarà l’unico alimento che lo sosterrà fino ai primi giorni di svezzamento. Sulle proprietà del latte materno si è detto molto negli anni, così come sono tante le ricerche effettuate in merito e che hanno portato a scoprire le innumerevoli ricchezze di cui si compone. Essendo l’unico alimento che il neonato deve assumere sino ai primi sei mesi di vita, il latte materno è pertanto composto da tutti i nutrienti necessari al suo sviluppo, come i carboidrati, i grassi, le proteine, i sali minerali e le vitamine e sono tutti naturalmente bilanciati in funzione delle necessità del bambino.

Ovviamente il latte materno è condizionato dal tipo di alimentazione che segue la madre e non sempre le mamme mangiano in maniera adeguata, sia in termini di qualità che di quantità. Infatti, se da un lato accade che, a causa di una alimentazione scorretta, il latte risulti non altrettanto qualitativamente buono per il piccolo, così si verifica che, se l’alimentazione della madre è eccessivamente ridotta, il latte possa perdersi col tempo. Diversamente non è possibile pensare che se si mangia molto, “mangiando per due” così come si diceva un tempo, il latte sarà sicuramente migliore. Molto dipende dallo stato fisico e di salute della donna ma è altrettanto vero che molto viene garantito dalla corretta alimentazione che può favorire un’ottimale produzione di latte per lungo tempo. Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parlano di alimentazione esclusiva del bambino sino ai 6 mesi di vita per poi prolungarsi anche fino ai due anni come alimento in aggiunta ai cibi solidi che si introducono gradualmente dal sesto mese in poi. Il latte materno non svolge solo un ruolo di nutrimento al bambino, ma fornisce anche le immunoglobuline (anticorpi) specifiche della madre che sono di sostegno e di formazione del sistema immunitario.

L’importanza di una corretta educazione alimentare materna si riflette sul bambino anche dal punto di vista dei gusti che lui stesso andrà a sviluppare nel tempo. Sia nel liquido amniotico che nel latte materno si trovano sostanze aromatiche derivanti dal cibo introdotto dalla madre e che il piccolo inizia ad assaporare, creando così una sorta di memoria del gusto che ritroverà avanti nel tempo. Il bambino, nel grembo materno, già sente i diversi sapori del liquido amniotico, poiché le papille gustative sono mature e funzionanti a partire dal terzo trimestre di gravidanza. Intorno alla 27esima settimana è possibile osservare la mimica facciale del feto che percepisce i diversi gusti del liquido amniotico, che sono in funzione di ciò che mangia la madre.

Appena nati i bambini riescono a percepire il sapore del dolce, mentre per il salato sono necessarie alcune settimane, fino ad arrivare ad alcuni mesi. Pertanto, è bene che la donna, prima ancora di concepire il proprio figlio, cominci a stabilire nuove e più adeguate regole alimentari necessarie alla crescita ed allo sviluppo sano del piccolo, senza contare che, di riflesso, anche lei stessa ne potrà trarre giovamento in termini di salute fisica. Ed è quindi importante una dieta varia in gravidanza e durante l’allattamento. Ma a riguardo, i luoghi comuni si sprecano e si sentono dire tante cose che inducono in errore e confusione la donna in gravidanza o alle prese con l’allattamento e il divezzamento. Non è corretto bere birra pensando di aumentare la produzione del latte, così come non corretto bere tanto latte, pensando che “il latte generi altro latte”! Sono luoghi comuni duri a morire ma che sono comunque gestibili con una corretta informazione. Intanto è certamente necessario incrementare i liquidi e sarà sufficiente bere qualche bicchiere in più rispetto ai circa due litri al giorno che si consigliano classicamente. Diversamente, non è necessario incrementare le quantità di latte o dei suoi derivati, poiché non vi è alcuna evidenza scientifica che attesti che l’assunzione del latte possa stimolare la produzione di altro latte. Un altro luogo comune che difficilmente si riesce a smontare è quello del “mangiare per due”.

L’apporto energetico superiore in gravidanza è di circa 80calorie nel primo trimestre, 250calorie nel secondo trimestre e circa 500calorie nel terzo trimestre, solo durante l’allattamento il fabbisogno può arrivare sino a 500calorie per i primi mesi. Ovviamente sono tutti numeri che vanno calcolati con precisione sulla persona, tenendo conto di moltissimi fattori che caratterizzano e differenziano una donna dall’altra. Ma in aggiunta a questi numeri dobbiamo tenere conto anche dello stato emotivo che la donna attraversa e che talvolta viene gratificato con alimenti che trovano giustificazione nello stato di gravidanza. L’integrazione vitaminica e dei sali minerali trovano difficilmente strada nella quotidianità della donna in gravidanza o in allattamento se l’alimentazione è soddisfacente ed è varia, diversamente deve essere considerata in caso di dieta che esclude intere categorie alimentari in caso di allergie o intolleranze alimentari specifiche. Ma è sempre bene e necessario evitare il faidaté, ma è importante affidarsi a personale sanitario qualificato e preparato che sappia fornire una adeguata Dieta Mediterranea così come le Linee Guida Nazionali indicano.

Dr. Martino Martellotta
Biologo nutrizionista
www.martinomartellotta.com
Presidente A.Bi.Sa

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