11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:07:16


Si ricorre sempre di più agli integratori alimentari per mantenersi in salute o per trattare piccoli disturbi, affidandosi al passaparola o ai consigli letti sulle riviste oppure sul web. Bisogna riflettere sull’importanza di un uso appropriato, perché gli integratori alimentari possono avere benefici notevoli sulla salute ma presentare anche dei rischi. Gli integratori alimentari un tempo erano disponibili sugli scaffali delle farmacie più fornite, mentre adesso occupano intere sezioni nei supermercati, sono vendutissimi attraverso il web, o tramite organizzazioni o strutture di commercio piramidali, che promettono risultai davvero miracolosi. Dal punto di vista legale il Ministero della Salute definisce gli integratori come: “prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine ei minerali, o altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva: amminoacidi, grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluri composti in forme predosate’’.

L’utilizzo di integratori nasce dall’osservazione che in determinate circostanze, per alcuni soggetti, l’assunzione di certi nutrienti potrebbe essere inferiore al fabbisogno. Gli integratori possono essere semplici vitamine o sali minerali, grassi o proteine, oppure sostanze molto particolari. Per molte di queste sostanze conosciamo bene i problemi legati ad eventuali carenze e quindi la necessità di andare ad integrare, appunto, il loro normale consumo. Tuttavia deve essere sempre tenuto presente che alcune sostanze possono causare problemi anche quando vengono consumate in eccesso. Ad esempio il consumo esagerato di vitamina A o di vitamina D può determinare problemi anche severi. Come dicono anche le etichette, gli integratori alimentari non sono dei sostituti di una dieta sana ed equilibrata. Se la vostra alimentazione è varia e prevede un buon consumo di frutta e verdura, di cereali e legumi, di proteine e grassi di buna qualità, e non ci sono particolari problemi di salute, la probabilità che abbiate bisogno di una integrazione è davvero moto bassa. Esistono ovviamente individui per i quali la integrazione potrebbe essere necessaria, come: i vegani, che necessitano una integrazione di vitamina B12, le donne in gravidanza, che necessitano di una integrazione di folati e vitamina, le persone sopra i cinquant’anni, per le quali l’integrazione di vitamina D, B12 e dei folati porta ad un beneficio, i bambini che non seguono una dieta varia ed adeguata, ai quali l’ integrazione di vitamina A, D e C porta dei benefici, le persone che raramente si espongono alla luce solare, hanno bisogno di una integrazione di vitamina D. Abbiamo visto che molti degli integratori in commercio, se utilizzati male, possono avere degli effetti indesiderati o addirittura pericolosi.

Come per esempio il caso delle indagini sugli integratori a base di curcuma e curcumina dell’anno scorso, dove evidentemente l’uso di questi integratori nelle dosi non concordate con il medico o nutrizionista ha provocato tanti casi di epatite colestatica acuta. A volte il ricorso agli integratori diventa come una giustificazione per condurre abitudini non tanto corrette. Si pensa che, assumendo sostanze antiossidanti, si possano evitare i danni provocati dal fumo, oppure che una compressa di multivitaminico sia in grado di sopperire alle carenze provocate da una dieta squilibrata, un bruciagrassi basti per giustificare l’eccesso di calorie a tavola. L’integrazione può portare effetti positivi solo quando siano presenti stati di carenza accertati. Le carenze possono essere dovute a diete non adeguate o che escludono certi tipi di alimenti oppure possono presentarsi in soggetti con particolari patologie, specialmente al tratto gastrointestinale o in soggetti che utilizzano alcuni farmaci in grado di interferire con l’assorbimento di alcuni nutrienti. L’assunzione di integratori in una dose superiore a quella consigliata non porta un maggior beneficio, anzi può portare ad un maggior rischio, a volte anche fatale. Come sempre nella vita è l’eccesso della dose che fa il veleno. Paradossalmente una eccessiva integrazione di alcuni nutrienti può determinare carenza di altri, come per esempio un’eccessiva assunzione di zinco può determinare una carenza di rame, visto che lo zinco riduce l’assorbimento di esso. Se il prodotto viene descritto come un prodotto naturale non significa che sia privo di rischi per la salute. Tanti prodotti considerati naturali e sicuri interagiscono con eventuali farmaci che si stanno assumendo in contemporanea, compromettendo la terapia in corso. Per esempio l’uso di Gingo biloba, noto per migliorare le performance cerebrali, assieme ad antiaggreganti piastrinici come la cardiospirina può potenziare gli effetti del medicinale, rendendo il sangue ancora piu fluido e aumentare il rischio di emorragie, anche nel caso di piccole ferite. Nota per la sua azione digestiva e depurativa, la liquirizia assunta assieme ai cortisonici, che sono potenti antiinfiammatori, oltre a ridurne gli effetti, aumenta anche l’eliminazione del potassio attraverso le urine, con il rischio di causare la stanchezza muscolare. Gli esempi come sopra elencati sono tanti, perciò la migliore forma di “integrazione” rimane sempre una dieta varia ed equilibrata. Nel caso che sia necessaria l’integrazione, la scelta e la posologia vanno concordate con una figura professionale.

Dr.ssa Monika Szczesna
Biologa nutrizionista
www.dietametabolic.it

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