24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 20:35:00

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Lo stretto legame tra il cibo e le emozioni

Il cibo ha una funzione biologica essenziale per l’organismo, dagli alimenti ricaviamo tutto ciò che occorre per tenerci in vita: zuccheri, proteine, grassi rappresentano non solo una fonte di energia ma anche il materiale per la crescita e la riparazione dei nostri tessuti.

Mangiare non ha solo lo scopo di soddisfare un bisogno fisiologico ma è anche un’occasione d’incontro, di comunicazione, risponde a un bisogno di cura, di scambio e di affetto. Un’alimentazione sana deve tener conto anche dell’aspetto emozionale legato al cibo, tant’è che alla base della piramide del Modello alimentare mediterraneo viene posta la convivialità, intendendo così riconoscere alla condivisione con gli altri del momento del pasto e al piacere collegato al cibo una funzione positiva, anche da un punto di vista delle ricadute sulla salute. Mangiare è una delle soluzioni più facili per procurarsi le emozioni positive, è facilmente accessibile e sempre disponibile ma è chiaro che questo approccio inappropriato con il cibo può pericolosamente sfociare in un aumento di peso, che a sua volta genera sia senso di colpa che la rinuncia a cercare altre forme di gratificazione.

Le emozioni spiacevoli che sorgono finiscono a loro volta con il rafforzare lo stimolo a mangiare, e così si cade in un distruttivo circolo vizioso. Il rapporto con il cibo, quindi, è l’espressione di un appetito che non si limita a soddisfare la fame, ma coinvolge gli impulsi più istintivi e vitali della vita affettiva.

LE DIFFERENZE TRA LA FAME EMOTIVA E LA FAME FISICA
La fame emotiva si presenta improvvisamente, sopraggiunge in un istante, ha un potere quasi travolgente e si percepisce come un bisogno da soddisfare immediatamente, si tratta di un impulso che porta a ricercare cibi specifici (solitamente cibo spazzatura), non fornisce il senso di sazietà, si avverte un vuoto incolmabile, è legata a emozione e sensazioni negative, quali senso di colpa, impotenza e vergogna. La fame fisica si presenta gradualmente e il suo soddisfacimento può anche non essere immediato: sensazione che si può “resistere”, si orienta “naturalmente” verso il cibo ed è aperta ad ogni tipologia di alimento, fornisce un senso di appagamento e cessa quando avvertiamo di essere pieni, implica l’appagamento di un bisogno fisiologico e non è legata a sentimenti negativi Un approccio sano al cibo prevede, dunque, la cura del proprio equilibrio interiore che ci renderà capaci di scegliere alimenti salutari. Allo stesso tempo, un’alimentazione sana e consapevole ci aiuterà a riequilibrare il nostro assetto ormonale, rafforzando la sensazione di benessere psico-fisico.

Dott. Andrea Urso
Dietista Biologo Nutrizionista
Vicepresidente NutriProf

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