27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 11:58:00

Il nutrizionista

Caffè, 3 tazzine al giorno tolgono il medico di torno…

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Caffè

Che sia espresso o americano, il caffè è il tipico esempio che mostra come la scienza negli anni possa cambiare idea. Se nel 1991 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classificava il caffè come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo, oggi il consumo della bevanda sembra addirittura essere un fattore protettivo per il tumore del fegato e dell’endometrio, come risulta dalla recente pubblicazione sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine. Il primo dato riguarda la mortalità per tutte le cause, una meta-analisi segnala per i bevitori di caffè (fino a 3-4 tazzine al giorno) una minore mortalità per tutte le cause, nel confronto con chi non assume caffeina, confermato anche dopo aver tenuto conto di fattori di rischio come fumo e consumo di alcol, età e peso corporeo. Un’altra meta-analisi ha stabilito un’associazione tra consumo di caffè e una riduzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Nei bevitori di caffè si è riscontrata un’attenuazione della resistenza all’insulina e dell’intolleranza al glucosio, un miglioramento della funzione epatica e del metabolismo, con una tendenza alla riduzione della massa grassa. Ciò che rende unico il caffè sono i polifenoli che contiene, in particolare l’acido clorogenico. Il caffè apporta il maggior contributo di questi particolari polifenoli alla dieta. L’acido clorogenico è associato ad alcuni benefici sul controllo del glucosio che potrebbero spiegare gli effetti protettivi sul diabete di tipo 2. Un altro pregiudizio smentito dagli studi degli ultimi anni riguarda il possibile impatto del caffè sulla pressione sanguigna. Il consumo non eccessivo di caffè non comporta aumenti della pressione , ma addirittura una modesta riduzione del rischio di ipertensione. Le ipotesi che si fanno sui possibili effetti protettivi a livello cardiovascolare riguardano le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie del caffè, oltre alla capacità di ridurre marker di rischio CV, come leptina e proteina C reattiva.

L’impatto del caffè sul colesterolo sembra fortemente dipendente dalla forma in cui viene assunto, bevitori di caffe espresso non filtrato hanno dimostrato livelli più elevati di LDL . Per quanto riguarda gli effetti sulle funzioni cerebrali la ricerca conferma il dato che ci viene dall’esperienza comune: il caffè favorisce concentrazione, prontezza nelle reazioni e un miglior controllo motorio. Queste proprietà stimolanti possono avere un ruolo nell’alleviare alcuni disturbi dell’umore e migliorare la salute mentale, come nel caso della depressione. I dati forse più significativi emersi negli ultimi anni sugli effetti dell’assunzione di caffè e caffeina riguardano il fegato. I bevitori di caffè non solo riducono significativamente il rischio di sviluppare la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), ma sono anche meglio protetti contro la fibrosi epatica se hanno già la NAFLD.

Il caffè sembra anche rallentare la progressione della malattia epatica nei pazienti con epatite C avanzata. Ci sono diversi potenziali meccanismi che possono spiegare questi effetti. La caffeina e stimola il rimodellamento dei tessuti agendo come antagonista del recettore dell’adenosina, prevenendo così potenzialmente la fibrosi epatica e limitando anche la capacità del collagene di depositarsi nel fegato. Gli autori di questo studio, che riportano effetti positivi per la salute di un consumo moderato di caffè, tengono a sottolineare che il consumo di questa bevanda non è esente da rischi. La caffeina può potenzialmente aumentare il rischio di glaucoma, aumentare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca in coloro che non sono abituati a berlo, compromettere la qualità del sonno e indurre sentimenti di ansia, disforia e, in rari casi, sintomi psicotici o maniacali.

L’assunzione di caffeina deve essere ridotta o eliminata durante la gravidanza, dato il suo legame con il minor peso alla nascita e le interruzioni di gravidanza. Sotto il profilo nutrizionale va ricordato che alcuni prodotti industriali a base di caffè sono ricchi di zuccheri in eccesso, inoltre non sono chiari gli effetti del caffè sul cervello dei bambini in sviluppo e su quello di popolazioni che non sono abituate a consumarlo. Una tazzina di caffè espresso contiene circa 80 mg di caffeina. L’assunzione fino a 400 mg al giorno non desta problemi per la salute. Attenzione a non superare quattro tazzine di caffè al giorno, oltre che a tenere conto anche delle altre fonti di caffeina (una tazza di tè da 220 ml ne contiene 50 mg e 30 g di cioccolato ne contengono 18 mg). Se si consumano altre fonti di caffeina quindi, il numero di tazzine giornaliere deve essere diminuito.

Dr.ssa Monika Szczesna
Biologa nutrizionista
www.dieta metabolic.it

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