27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 13:57:00

Il nutrizionista

Sindrome dell’ovaio policistico, la giusta dieta può aiutare

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Sindrome dell'ovaio policistico, la giusta dieta può aiutare

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disordine endocrino che colpisce il 5-10% delle donne in età riproduttiva. La diagnosi avviene se sono presenti almeno 2 dei seguenti:

  • alterazioni mestruali (oligomenorrea e/o anovolulazione);
  • segni clinici e biochimici di iperandrogenismo;
  • ecostruttura policistica dell’ovaio. La PCOS può accompagnarsi a 3 tipi di squilibri: – riproduttivo con amenorrea, oligomenorrea, cicli anovulatori, problematiche di fertilità. – iperandrogenico con irsutismo, acne, seborrea e alopecia – metabolico con obesità addominale, aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi, ipertensione e alterata regolazione glicemica. Circa il 70% delle donne con PCOS soffre di insulinoresistenza.

L’insulinoresistenza è una diminuita sensibilità delle cellule, data la minor capacita di cellule di utilizzare questo ormone. Insulina rimane in circolo causando tutta una serie di conseguenze metaboliche come iperglicemia, aumento di trigliceridi e degli acidi grassi, diminuzione di colesterolo “buono” HDL. Insulinoresistenza ha un effetto anche sull’utilizzo delle riserve energetiche e questo si traduce in una minor capacità di dimagrire connessa ad maggior predisponine ad ingrassare.

QUALE È IL RUOLO DELLA DIETA?
L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo nelle donne affette da PCOS diventando un vero e proprio strumento terapeutico. La dieta permette di ottenere: – miglioramento dell’insulino-resistenza; – riduzione del peso corporeo; – diminuzione dei livelli di colesterolo e trigliceridi; – riduzione del peso e della circonferenza vita; – scomparsa dell’acne; – miglioramento dell’irsutismo e dell’alopecia; – cicli più frequentemente ovulatori; – minor rischio di aborto. La perdita di peso porta ad un netto miglioramento della PCOS e di tutte le manifestazioni correlate: irsutismo ed androginismo, insulinoresistenza, infertilita, amenorrea. Già perdendo il 4-5% del peso si ha un miglioramento considerevole della regolarità mestruale con diminuzione degli androgeni circolanti. Donne sovrappeso o obese con PCOS possono aumentare del 78% le possibilità di concepire qualora perdessero almeno il 5-10 % del peso corporeo iniziale.

QUALE DIETA?
La strategia alimentare migliore è una dieta a basso carico glicemico e insulinemico la quale permette di controllare l’insulino-resistenza e le problematiche ad essa correlate. Attenzione a non confondere indice e carico glicemico. Indice glicemico: indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un alimento. Carico glicemico: indice glicemico dell’alimento per grammi di carboidrati presenti nella porzione/100. Quindi il carico glicemico tiene conto della quantità di carboidrati presenti nella porzione. Esempio: la zucca ha un alto indice glicemico, tuttavia se consideriamo i carboidrati presenti in una porzione di zucca scopriamo che il carico glicemico complessivo è comunque basso. Altro aspetto da tenere in considerazione è la composizione dell’intero pasto, se consumiamo pasti completi e bilanciati che comprendono un quota di carboidrati, di proteine, di grassi e di fibra riusciamo a tenere sotto controllo il carico glicemico e quindi la risposta insulinemica.

I LATTICINI NELLA PCOS?
Latte e derivati sono da limitare poiché pur contenendo pochi zuccheri, hanno alto indice insulinemico. E’ possibile mantenerli con bassa frequenza e di buona qualità se il ciclo è regolare e ovulatorio e se non è presente acne. Inoltre, è stato dimostrato che una determinata organizzazione dei pasti può essere benefica nelle donne affette da PCOS. In particolare fare una colazione molto abbondante, un pranzo normale e una cena molto leggera migliora l’ovulazione e permette di avere cicli più frequentemente ovulatori.

E LA DIETA CHETOGENICA?
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di dieta chetogenica, la quale può essere, in alcuni casi, una strategia dietetica vincente in caso di PCOS. La dieta chetogenica per PCOS è una dieta normoproteica, a basso tenore in carboidrati e ipolipidica. Non è una dieta adatta a tutte, occorre fare alcune analisi per capire se quel soggetto è idoneo e, mai come in questi casi, il fai da te è assolutamente sconsigliato e controproducente. Utile applicare la dieta chetogenica ad esempio nelle donne con marcato sovrappeso che hanno necessità di perdere peso rapidamente. Sottolineo comunque che una dieta a basso carico glicemico ben strutturata porta al dimagrimento e al miglioramento del quadro clinico risultando anche più semplice da seguire per la paziente.

Nell’approccio della dieta a basso carco glicemico si crea le condizioni e stimoli metabolici che frenino l’immissione di zuccheri e di insulina nel sangue. La lenta secrezione di insulina si riflette sulla produzione degli ormoni sessuali , migliorando quei segni clinici causati dallo squilibrio ormonale (irsutismo, alopecia, cisti ovariche, accumulo del grasso addominale). Il basso carico glicemico permette anche dia aumentare le possibilità di concepire, proprio per la sua azione diretta sull’insulina. Un esempio pratico: il riso è un alimento ad alto indice glicemico, ma questo non significa che sia controindicato in. PCOS. Infatti, il carico glicemico e la risposta insulinica dipendono dalla composizione del intero pasto: se mangeremo solo riso, e magari anche un piatto abbondante, avremmo un carico glicemico elevato, a parità di calorie, diminuendo la quantità di riso e inserendo una componente di fibra (verdure) e grassi (olio extravergine) e/o proteine (legumi /pesce/carne) avremmo una conseguente diminuzione del carico glicemico.

Dr.ssa Monika Szczesna
Biologa nutrizionista
www.dieta metabolic.it

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