08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 07:01:43

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Tognazzi e la Izzo al sit in a Roma per il lavoratore licenziato per il post Fb

foto di Simona Izzo e Ricky Tognazzi
Simona Izzo e Ricky Tognazzi

Mentre Fim, Fiom e Uilm hanno revocato lo sciopero in programma domani in seguito alla convocazione del ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti l’11 maggio, quindi due giorni prima della sentenza del Consiglio di Stato sullo spegnimento degli impianti, oggi a Roma, davanti al Mise, al presidio dell’Usb per il lavoratore licenziato da ArcelorMittal, ci saranno anche i registi Ricky Tognazzi e Simona Izzo e alcuni attori della fiction “Svegliati amore mio”.

“Riccardo Cristello è un padre di due figli, licenziato per un post. Il suo licenziamento -ha commentato Tognazzi- è inquietante. Spero che Giorgetti ci incontri. Noi attraverso la fiction volevamo richiamare l’attenzione sulle condizioni di un sistema che sta martoriando non solo Taranto ma tante città. L’Italia è piena di acciaierie, poli petrolchmici e di situazioni a rischio, basti vedere anche il caso di Cremona”. Oggi a Roma, alla manifestazione, ci sarà una delegazione dell’Usb di Taranto, guidata dal coordinatore provinciale Franco Rizzo e dell’Usb nazionale. Domani, invece, non ci sarà lo sciopero, con presidio sempre davanti al Mise, indetto da Fim, Fiom e Uilm.

Dopo la convocazione per l’11 maggio dell’incontro in presenza, da parte di Giorgetti, col Ministro del Lavoro Andrea Orlando e i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb, Ugl, Cgil, Cisl e Uil, le sigle confederali dei metalmeccanici hanno rivisto le loro decisioni. Da quanto si legge in un documento congiunto, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno optato per una decisione un po’ diversa rispetto alla Fim Cisl, “riprogrammando la mobilitazione del 23 aprile per la data della convocazione in sede ministeriale il prossimo 11 maggio”. Invece la Fim, in un altro documento, ha deciso di “revocare l’iniziativa già programmata per il prossimo venerdì 23 aprile a Roma”.

Per la Fim Cisl, “prima di qualsivoglia iniziativa di sensibilizzazione, è fondamentale conoscere i nuovi intendimenti del Governo centrale circa il futuro occupazionale e produttivo del gruppo ArcelorMittal, ivi compresi tutti coloro i quali attualmente sono rimasti nel perimetro di Ilva in as”. La Fim attende l’incontro di maggio e auspica, “una volta completato il riassetto con l’ingresso di Invitalia e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione della nascente Acciaierie d’Italia, di definire ogni questione rimasta ancora insoluta”. Intanto reputa la convocazione “un segnale importante” di “ripresa del dialogo sociale” nell’attesa “di riavviare a breve anche il confronto sindacale sulle scelte del piano industriale e sulla gestione dell’occupazione che eviti esuberi strutturali”.

La Fim chiede, però, “al Governo un concreto impegno di garanzia sul fronte occupazionale, anche per i lavoratori in Ilva as, soprattutto ora che con questa scelta, parteciperà, operativamente e attivamente con capitale pubblico al rilancio definitivo del polo siderurgico”. Poichè, evidenzia il sindacato, “la revoca della giornata di sciopero è un segnale di responsabilità che la Fim Cisl lancia in attesa dell’auspicato cambio di passo anche nelle relazioni sindacali che mettano al centro la capacità di produrre risultati e che punti ad una costruzione condivisa e partecipata delle scelte che verranno messe in campo”. In assenza di risposte “rispetto alle annose questioni più volte denunciate (opere di ambientalizzazione, salvaguardia di tutti i livelli occupazionali lavoratori Ilva in as e dell’Appalto compresi, manutenzione impianti, sicurezza dentro e fuori la fabbrica)”, conclude la Fim, “programmeremo le necessarie iniziative di lotta”. Invece hanno deciso di far slittare, ma non di revocare, la protesta Fiom e Uilm.

Entrambe le organizzazioni sindacali ritengono “inammissibile che si sia arrivati ad un investimento di 400 milioni da parte di Invitalia, attraverso i contributi in conto capitale assegnati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza che vi sia stato un confronto con le parti sociali e senza conoscere nel dettaglio gli accordi sottoscritti dal governo il 4 marzo e il 10 dicembre 2019”. Inoltre, fra le condizioni sospensive necessarie a perfezionare l’acquisto dei rami d’azienda di Ilva, “secondo quanto comunicato da ArcelorMittal, sembra non esserci la questione relativa all’accordo sindacale”.

Per questi motivi, “le organizzazioni sindacali proseguiranno con le assemblee per illustrare la piattaforma rivendicativa in cui dicono “no ai licenziamenti discriminatori e reintegro dei lavoratori illegittimamente licenziati”. Inoltre, ai Ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico, preannunciano che forniranno “un dossier dei casi che hanno visto coinvolti alcuni lavoratori”. Inoltre, Fiom e Uilm chiedono che l’ingresso di Invitalia garantisca “un reale processo di risanamento ambientale e di piena occupazione” e pongono fra le questioni prioritarie “l’individuazione di risorse economiche dedicate esclusivamente alla realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e all’introduzione di misure a salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini”, la “maggiore trasparenza della gestione commissariale di Ilva in as su bonifiche e interventi mirati alla salvaguardia degli impianti”. E, altra questione importante sulla quale lanciano l’Sos è “l’appalto quasi al collasso”.

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