17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

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Le nuove regole anti-Covid, ecco che cosa cambia

foto di Mariastella Gelmini
Mariastella Gelmini

Coprifuoco alle 22? “Il fatto che nel testo del decreto non sia stato riprogrammato il coprifuoco, non significa che durerà fino al 31 luglio. Questa è una lettura distorta del provvedimento che abbiamo preso”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, durante la registrazione di ‘Iceberg’, in onda su Telelombardia, parlando di uno dei temi che più sta facendo discutere dopo l’ok del governo alle nuove misure anti-contagio. Lo riporta l’agenzia AdnKronos.

“Sappiamo che – se non faremo errori e se i comportamenti saranno responsabili – i dati dei contagi, dell’occupazione delle terapie intensive, dei decessi, continueranno a migliorare. E in aggiunta a questo abbiamo cominciato a correre con la campagna vaccinale e nei prossimi giorni accelereremo ancora. Quindi io sono assolutamente certa che presto il coprifuoco sarà solo un brutto ricordo. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco”. Gelmini ha analizzato anche l’altro tema “caldo”, la scuola in presenza: “Le scuole, con questo governo, sono state le prime a riaprire. Non dimentichiamo che oltre sei milioni di alunni sono in classe. Restava il problema dei licei, delle scuole superiori: sono quelle più problematiche per una questione logistica, per il problema dei trasporti”.

“Le regioni ci hanno chiesto di poter procedere con gradualità ed è ragionevole farlo. Tutti vogliamo il ritorno al 100%, e ci arriveremo. Il governo ha stabilito un range entro il quale deve essere assicurata la didattica in presenza. E questo range andrà fra il 70 e il 100%. Le regioni avevano chiesto di partire dal 60% ed in questo senso avevamo raggiunto un accordo. Il presidente del Consiglio Draghi ha chiesto di fare uno sforzo ulteriore, ha posto un obiettivo minimo più alto, per cercare di far tutti meglio, ogni giorno. Nel decreto ci sarà scritto il 70%: ma non metteremo a rischio nessuno. Se non sarà possibile assicurare queste quote regioni ed enti locali potranno derogare. Stiamo lavorando per trovare la quadra”, sottolinea. “Tutti vogliamo tornare alla nostra vita normale ed è volontà ed interesse del governo farlo prima possibile. Ma c’è una cosa che dobbiamo assolutamente evitare perché non ci sarebbe perdonato: il rischio di riaprire per poi richiudere. È per questo che si procede con riaperture graduali e in sicurezza”, ha spiegato ancora il ministro Gelmini durante la registrazione di ‘Iceberg’.

“Esattamente un anno fa i nostri ragazzi erano tutti a casa con la prospettiva di non rientrare in classe fino a settembre, i negozi erano chiusi, e così anche bar e ristoranti: e avevamo fra i 2 e i 3mila contagi al giorno. Ora di nuovi contagi ce ne sono stati quasi 14mila, ma con il 26 aprile la gran parte delle attività saranno riaperte. E i nostri ragazzi sono in larga parte già tornati a scuola. Non mi pare poco. Tutto e subito non è sempre la scelta più appropriata quando sono in gioco le vite umane. Ma questo resta il decreto delle riaperture e del ritorno alla vita”.

“Io avrei sicuramente allungato di un’ora adesso e man mano che le temperature salgono avrei portato sino a mezzanotte” il coprifuoco, ha detto il governatore pugliese Michele Emiliano a Timeline su SkyTg24. Per Emiliano il coprifuoco alle 22, a luglio, “è una cosa senza senso che rischia di distruggere il nostro turismo”. Poi, il governatore della Puglia ha aggiunto: “Il governo deve fidarsi di Regioni, Comuni e Province che se dicono che, guardando i dati dei contagi, allungare il coprifuoco in estate è possibile, bisogna avere il coraggio di fare questa scelta”. “Gli spazi a scuola sono quelli che sono. Quindi a settembre se si vorrà tornare con tutti gli studenti si dovrà abolire il limite del metro per il distanziamento, altrimenti non si riuscirà a tornare al 100%”, ha detto il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, in un’intervista a InBlu2000, come riporta l’Ansa.

Da lunedì almeno 7,6 milioni di alunni saranno in classe, l’89,5% del totale in Italia. In base alla capienza delle scuole e al “colore” delle Regioni, il numero di alunni in presenza per tutti gli ordini di scuola sarà compreso in una “forchetta” tra 7,6 e 8,5 milioni. Il numero degli alunni in classe potrebbe oscillare – secondo stime Tuttoscuola – tra 7.611.372 e 8.506.765, cioè tra l’89,5% e il 100% dell’intera popolazione scolastica delle scuole statali e paritarie. La variabilità riguarda le superiori. Si registrerà un significativo incremento rispetto ai 6 milioni e 850mila alunni (l’80,5%) a scuola in questa settimana. Non sono previsti rientri generalizzati o uguali per tutti, ad eccezione di 5,7 milioni tra bambini della scuola dell’infanzia e alunni di primaria e secondaria di I grado che potranno essere tutti a scuola, compresi 106mila alunni del 2/o e 3/o anno della secondaria di I grado che nelle zone rosse questa settimana sono ancora in Dad. Per i 2,8 milioni di studenti degli istituti superiori invece le variabili in gioco, tra eventuali zone rosse e decisioni delle singole istituzioni scolastiche, sono numerose. Si può comunque stimare un numero minimo e un numero massimo di studenti delle superiori che dal 26 saranno in presenza.

In particolare Tuttoscuola stima che si potrebbero avere al massimo tutti in presenza (2,8 milioni) e nessuno in Dad (ipotesi improbabile) oppure un minimo di un milione e 899mila studenti delle superiori a scuola e 895mila alternativamente in Dad. Le variazioni tra questi estremi dipendono dal dispositivo contenuto nel decreto che il Consiglio dei Ministri ha varato che prevedono che dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, della scuola dell’infanzia, della scuola primaria (elementari), della scuola secondaria di primo grado (medie), e, per almeno il 50 per cento degli studenti, della scuola secondaria di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.). Nella zona rossa, l’attività didattica in presenza è garantita fino a un massimo del 75 per cento degli studenti ed è sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nelle zone gialla e arancione, l’attività in presenza è garantita ad almeno il 70 per cento degli studenti, fino al 100 per cento.

COSA PREVEDE IL DECRETO
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto- legge che introduce misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19. Di seguito le principali previsioni. Proroga dello stato d’emergenza – Il decreto prevede la proroga fino al 31 luglio dello stato d’emergenza connesso all’emergenza sanitaria in atto, già deliberato il 31 gennaio 2020. La proroga è stata decisa su proposta della Protezione civile e su indicazione del Cts che ritiene esistano le condizioni per il mantenimento delle misure contenitive e precauzionali adottate con la normativa emergenziale. Certificazioni verdi – Il decreto prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette “certificazioni verdi Covid-19”, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore.

Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea. Spostamenti – Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della “certificazione verde”, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa. Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.

Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune. Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa. Bar e ristoranti – D al 2 6 a prile 2 021, n ella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Spettacoli aperti al pubblico – Dal 26 aprile 2021, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.

Competizioni ed eventi sportivi – A decorrere dal 1° giugno 2021, in zona gialla, le disposizioni previste per gli spettacoli si applicano anche agli eventi e alle competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP), riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali. La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso. E’ possibile inoltre, anche prima del 1° giugno, autorizzare lo svolgimento di eventi sportivi di particolare rilevanza. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico.

Sport di squadra, piscine, palestre – Dal 26 aprile 2021, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre.

Fiere, convegni e congressi – Dal 15 giugno in zona gialla, è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere. Dal 1° luglio 2021, dei convegni e dei congressi. E’ consentito, inoltre, svolgere, anche in data anteriore, attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico. L’ingresso nel territorio nazionale per partecipare a fiere di cui al presente comma è comunque consentito, fermi restando gli obblighi previsti in relazione al territorio estero di provenienza. Centri termali e parchi tematici e di divertimento – Dal 1° luglio 2021 sono consentite in zona gialla le attività dei centri termali e quelle dei parchi tematici e di divertimento.

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