15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

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Operazione “Oro Nero”, arrestati sei autotrasportatori tarantini

foto di Operazione "Oro Nero"
Operazione "Oro Nero"

Sei autotraportatori, tarantini sono finiti agli arresti domiciliari, per furto di carburante destinato alla centrale termoelettrica “Federico II”. Si tratta di Giovanni Amatulli, ventinove anni, nato a Mola di Bari e residente a Taranto, di Giuseppe Gentile, quarantatrè anni, nato a Taranto e residente a Massafra, di Carmelo Laiola, cinquantaquattro anni, nato e residente a Palagianello, di Andrea Matarrese, ventidue anni, nato e residente a Taranto, di Franco Saracino, cinquantotto anni, nato a Torino e residente a Monteiasi, di Antonio Sciarra, sessantatrè anni, nato a Foggia e residente a Taranto.

L’operazione “Oro nero” è ststa condotta dai carabinieri della Compagnia di Brindisi per furti di carburante e di gasolio, compiuti tra giugno e novembre dello scorso anno. I militari del Comando provinciale di Brindisi, coadiuvati dai loro colleghi di Taranto, Massafra, Martina Franca e Castellaneta hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del Tribunale di Brindisi, dott. Vittorio Testi. A coordinare le indagini il pm Pierpaolo Montinaro. Il gasolio rubato, come detto, era destinato alla centrale termoelettrica “Federico II” di Brindisi, che è di proprietà della Enel Produzione Spa. Gli arrestati devono rispondere di furto di carburante, con le aggravanti di aver commesso il fatto avvalendosi di mezzi fraudolenti. Il gasolio era destinato al servizio pubblico ed è stato sottratto a una infrastruttura indispensabile per il funzionamento dell’impianto di produzione di energia elettrica. Le indagini sono partite dopo aun esposto presentato da Enel Produzione Spa nel febbraio del 2020. Erano stati registrati consumi abnormi di carburante, non commisurati al normale esercizio della centrale elettrica.

Da giugno a novembre del 2020 gli investigatori dell’Arma hanno scoperto trentacinque furti. Gli investigatori dei carabinieri hanno ricostruito il modus operandi utilizzato degli indagati. Enel Produzione Spa acquista normalmente il gasolio direttamente dalla raffineria Eni di Taranto. Il carburante è destinato ad apparecchiature ausiliarie e ai motori, indispensabili per il funzionamento della centrale elettrica. Dal capoluogo jonico a Brindisi, il gasolio viene trasportato a bordo di autoarticolati dotati di cisterna. I volumi mensili del trasporto sono ingenti, si parla di circa 3.340 tonnellate. Eni provvede alla fornitura con un servizio appaltato a una società. Quest’ultima, a sua volta, si avvale di altri trasportatori locali del Tarantino.

Alcuni di questi sono indagati nell’operazione “Oro nero”. Sono almeno tre i modi individuati dai militari dell’Arma attraverso i quali gli indagati avrebbero sottratto il gasolio. Alcuni avrebbero trasferito parte del gasolio dalla cisterna di un autoarticolato a quello di un altro che aveva già concluso le operazioni di scarico. In altri casi sarebbe avvenuto il trasferimento di parte del gasolio dalla cisterna di un articolato, in fase di scarico alla centrale elettrica, al serbatoio di alimentazione della motrice dello stesso automezzo oppure a quello della motrice di altra autocisterna di altri indagati. Riguardo al terzo metodo secondo l’accusa gli indagati avrebbero fatto aumentare in modo artificioso il peso lordo dell’autocisterna nascondendo, a bordo, vari recipienti contenenti acqua oppure altri oggetti (secchi in plastica e in metallo, estintori portatili in dotazione all’autocisterna), per poi scaricarli a terra nell’area della centrale destinata alla pesa, al fine di poter sottrarre un quantitativo di gasolio corrispondente al peso aumentato, così alterando in maniera fraudolenta le operazioni di pesatura dell’autocisterna all’ingresso e all’uscita della centrale termoelettrica.

I carabinieri hanno scoperto che in ogni episodio sarebbero stati sottratti non meno di 80 litri per ciascun carico trasportato. In un caso, hanno proceduto all’arresto in flagranza di un ventottenne tarantino, incensurato, con il contestuale sequestro di 8.660 litri di gasolio sottratto dalla centrale Federico II, e alla denuncia per lo stesso reato di un quarataduenne di Massafra. Il gasolio, una volta sottratto, sarebbe stato utilizzato come carburante per gli autoarticolati. Non si esclude che il furto di gasolio potesse avere altre finalità. Gli indagati non agivano tutti insieme, ma due persone per volta, per questo motivo non è stato contestato il reato di associazione per delinquere.

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