19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Legale

Transazione fiscale per le imprese in difficoltà economiche


Avvocati

La transazione fiscale salva le imprese in difficoltà stralciando il debito con il Fisco e INPS, anche senza il loro “OK” E’ possibile, con la Transazione Fiscale, salvare imprese insolventi anche se indebitate con l’Erario e con gli enti previdenziali per debiti tributari, contributivi e previdenziali. Con questa operazione è possibile, per l’impresa, ottenere la riduzione o la dilazione di somme da dare al fisco o all’INPS e continuare a proseguire nella propria attività.

La transazione fiscale
Trattasi di un istituto già presente nella vecchia legge fallimentare (sostituita dal nuovo codice della crisi e dell’impresa introdotto dal D.L.gs. 14/19 che entrerà in vigore il prossimo settembre del 2021), che consente all’imprenditore in stato di crisi di ottenere la riduzione e la dilazione dei debiti fiscali e contributivo-previdenziali, presentando all’Amministrazione finanziaria o agli Enti che gestiscono le forme di previdenza e assistenza obbligatorie (Inps, Inail, Cassa Edile, ecc.) una proposta di definizione dei debiti, in modo da pagare i tributi o i contributi dovuti solo parzialmente e in forma dilazionata, ad esempio a rate. La transazione fiscale è possibile nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dell’impresa o del concordato preventivo: deve essere, pertanto, chiesta in una di queste due procedure. Sta nei fatti che è stata potenziata con l’obbiettivo di aiutare le imprese ad ottenere l’omologazione degli accordi o dei concordati anche quando l’Amministrazione finanziaria non fornisce il proprio parere, o meglio il proprio voto in tali procedure: il giudice potrà procedere anche se il Fisco non si è espresso.

È così stata pubblicata in G.U. la L. 27 novembre 2020, n. 159 di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 7 ottobre 2020, n. 125 con misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19. Con queste nuove disposizioni si anticipa un istituto del Codice della crisi, concedendo la possibilità ai debitori a raggiungere le maggioranze nei concordati e accordi di ristrutturazione in cui Stato o enti previdenziali non votino e però siano decisivi per l’approvazione. Si rileva che l’art. 3, comma 1 bis, D.L. 125/2020 introdotto dalla L. 159/2020 infatti, consente di ottenere l’omologazione di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione quando il voto dell’agenzia delle entrate e degli enti di previdenza e assistenza è determinate per ottenere la maggioranza dei creditori, a condizione che sia dimostrato che la liquidazione del proprio patrimonio nell’ambito del fallimento è meno conveniente rispetto la proposta formulata.

Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 4 dicembre 2020 (art. 7 D.L. 125/2020 conv. in L. 159/2020) con applicazione immediata dai tribunali in tutti i procedimenti pendenti e quelli non ancora omologati. Ciò che rileva, dunque, è che la transazione fiscale e previdenziale potrà essere omologata dal tribunale anche in mancanza dell’adesione dell’Agenzia delle entrate e degli enti previdenziali, quando ne sia dimostrato il vantaggio e/o la convenienza per tali soggetti e la loro adesione sia determinante. Sarà dunque possibile un’ abbattimento dei debiti , che verrà individuato caso per caso, in base allo stato di crisi della tua impresa. Si potrà porre in essere uno stralcio delle somme dovute e il pagamento parziale e/o dilazionato della debitoria accumulata e ciò avverrà in modo mirato avverrà in modo mirato e su “vestito” della singola azienda tenendo conto della sua situazione patrimoniale, reddituale e finanziaria. Sarà necessario redigere una proposta di riduzione o dilazione del debito, a seconda del caso, che verrà presentata contestualmente alla relazione positiva di un professionista indipendente, e anche se il Fisco o l’INPS, non saranno d’accordo o comunque non manifesteranno adesione, sarà il giudice di merito a decidere, il quale omologherà la proposta quando questa sarà più conveniente rispetto alla prospettiva liquidatoria. In questo modo, l’azienda in continuità della propria attività, si vedrà ridotto l’ammontare dei suoi debiti in modo anche considerevole, tale da risultare adeguato alla concreta capacità economica di rimborsarli, anche a rate compatibili con la gestione e le esigenze dell’impresa stessa.

Per maggiori info su come ridurre i debiti con il Fisco o con le banche e finanziarie è possibile scrivere un quesito a: avvocatomandico@libero.it el: 08172814504 – sito: http://www.avvocatomandico.it/

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