18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

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Come liberare il fideiussore dal debito

I moduli fideiussori redatti sul modello ABI (Associazione Banche Italiane) e sottoposti alla firma della clientela, possono essere contestati in ogni stato e grado del giudizio a tutela del garante, quindi anche in fase di conclusioni di un processo; ad affermarlo il Giudice dott. Rita Di Salvo del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con sentenza n. 2357/2020 pubbl. il 13/10/2020.

Nel caso di specie, in sede di udienza conclusionale, gli opponenti ad un decreto ingiuntivo, hanno sollevato l’eccezione di nullità della fideiussione omnibus, prodotta in danno dei garanti, per essere la stessa fideiussione conforme allo schema ABI, in violazione dell’art. 2 della Legge 287/1990, in applicazione alle statuizioni, di cui al provvedimento nr. 55/2005 della Banca d’Italia. Ciò in quanto il contratto si caratterizza per la previsione di obblighi in capo al fideiussore non previsti dal codice civile. Ciò in particolare, agli artt. 2, 6 8. Riguardo la predetta dibattuta questione, la Suprema Corte (cfr Cass. civ. Sez. I, Sent., 22-05-2019, n. 13846) ha ribadito il principio già affermato già da Cass. 29810/2017 per cui le fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie redatte su modulo uniforme ABI sono totalmente nulle in quanto violano il divieto di intese anticoncorrenziali previsto dall’art. 2, comma 2, lett. a), della L. n 287/1990.

Anche la Banca d’Italia aveva avviato nei confronti dell’ABI, relativamente alle condizioni generali della fideiussione contratta a garanzia delle operazioni bancarie, una istruttoria dalla quale emergeva che gli artt. 2, 6 e 8 dello schema contrattuale tipo predisposto dall’ABI “contengono disposizioni che, nella misura in cui vengano applicate in modo uniforme, sono in contrasto” con la citata normativa. Il Tribunale asserisce che una volta che è stato accertati che l’Istituto di credito ha sottoposto al ricorrente una fideiussione contenete quelle clausole che sono state ritenute in contrasto con l’art. 2, comma, 2, lettera a), della legge n. 287/90.

Dunque, il giudice di merito è tenuto essenzialmente “a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidono con le condizioni oggetto dell’intesa restrittiva”, cioè se coincidono con quelle, individuate dalla Banca d’Italia, che violano la legge L. n. 287 del 1990. Tale nullità totale del contratto fideiussorio in contrasto con l’articolo 2 della Legge n. 287/1990, è rilevabile anche se la domanda è stata formulata per la prima volta in sede di precisazione delle conclusioni proprio perché rilevabile d’ufficio e nel caso non sia stata rilevata dal Giudice del primo grado ben può esserlo anche dal Giudice di appello. (cfr Corte di Cassazione a Sezioni Unite con le pronunce gemelle n. 26242 e 26243 del 2014). Per cui non si applicherà una nullità parziale ex art. 1419 c.c., ma una nullità così potente che travolgerà l’intero modulo fideiussorio, liberando definitivamente il garante dai debiti.

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