23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:34:41


Novità e nuove regole del 2021 per far parte del mondo della messaggiastica istantanea di WhatsApp. Infatti molti utenti stanno ricevendo in queste ore un messaggio di aggiornamento della privacy. Attenzione però non è uno dei soliti aggiornamenti periodici dei termini e delle condizioni di utilizzo di WhatsApp, ma un vero e proprio ultimatum: accettando si consente di condividere i propri dati personali con Facebook; rifiutando, invece, si può perdere la possibilità di utilizzare WhatsApp.

La notifica apparsa sui display di vari telefonini avverte che: “Toccando ACCETTO, accetti i nuovi termini e l’informativa sulla privacy, che entreranno in vigore l’8 febbraio 2021. Dopo questa data, dovrai accettare questi aggiornamenti per continuare a utilizzare WhatsApp. Puoi anche visitare il Centro assistenza se preferisci eliminare il tuo account e desideri ulteriori informazioni». In parole povere, significa che sei libero di accettare o no, ma se rifiuti non potrai più usare l’applicazione di messaggistica e questo avverrà dall’8 febbraio prossimo.” In molti hanno accettato e aderito le nuove condizioni, alcuni in modo consapevole e altri con superficialità, così sembra dalle dichiarazioni che si stanno raccogliendo e manifestando sui social dagli utenti; a rassicurare arriva anche il portavoce di WhatsApp: “Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea (incluso il Regno Unito) derivanti dall’aggiornamento dei Termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy”.

WhatsApp “non condivide i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità” precisa ancora il portavoce. In riferimento al capitolo ‘Società affiliate’ dei termini di servizio, si legge: “Facciamo parte delle aziende di Facebook. In qualità di una delle aziende di Facebook, WhatsApp riceve informazioni da, e condivide informazioni con, le aziende di Facebook come illustrato nell’Informativa sulla privacy di WhatsApp, anche al fine di fornire integrazioni che consentano all’utente di connettere la sua esperienza WhatsApp con altri Prodotti di un’azienda di Facebook, per garantire sicurezza, protezione e integrità nei Prodotti di un’azienda di Facebook e per migliorare le inserzioni e l’esperienza dell’utente relativa ai prodotti facenti parte dei Prodotti di un’azienda di Facebook”.

Si ricorda che dal 2014, Facebook ha acquisito WhatsApp, tuttavia solo oggi, a distanza di sei anni viene chiesto agli utenti di dare il consenso alla cessione e condivisione dei propri dati personali alla società statunitense, alle sue controllate ed anche ai suoi “clienti”, cioè alle aziende e gli inserzionisti della piattaforma. Su l’informativa privacy, si legge quanto segue: “WhatsApp condivide informazioni a livello globale, sia internamente con le aziende di Facebook che esternamente con i nostri partner, con i fornitori di servizi e con le persone con cui l’utente comunica in tutto il mondo” ed aggiunge che: “Le informazioni dell’utente potrebbero ad esempio essere trasferite o trasmesse a, oppure archiviate e trasmesse: negli Stati Uniti; in paesi o territori dove risiedono le società affiliate e i partner delle aziende di Facebook o i nostri fornitori di servizi risiedono; in qualsiasi paese o territorio in tutto il mondo in cui i nostri Servizi sono forniti oltre a dove risiede l’utente per gli scopi descritti nella presente Informativa sulla privacy”.

La società, sulle nuove regole, ha chiarito con la seguente dichiarazione: “WhatsApp utilizza l’infrastruttura globale e i data center di Facebook, inclusi quelli negli Stati Uniti. Questi trasferimenti sono necessari per fornire i Servizi globali riportati nei nostri Termini. Si ricorda all’utente che i paesi o i territori in cui le informazioni dell’utente vengono trasferite potrebbero avere leggi in materia di privacy e protezione diverse da quelle del paese o territorio in cui l’utente risiede”. Ma se l’utente non volesse accettare le nuove regole? “Se scegli di non fornire le informazioni necessarie per utilizzare una funzione, non sarai in grado di utilizzare la funzione. Ad esempio, non puoi condividere la tua posizione con i tuoi contatti se non ci autorizzi a raccogliere i dati sulla tua posizione dal tuo dispositivo. Le autorizzazioni possono essere gestite tramite il menu Impostazioni su dispositivi Android e iOS”.

Questo è quanto emerge dalla Faq dell’informativa che si legge sull’impostazione C’è chi asserisce che per una maggiore protezione dei propri dati e per meglio comprendere come verranno gestiti, è necessario andare su “Impostazioni Account” e cercare le opzioni utili per impedire le specifiche condivisioni, con il rischio però di subire limitazioni considerevoli nell’utilizzo delle parti dell’applicazione che potrebbero richiederle come necessarie. Va da sè che appare chiare che si tratta di un’imposizione a cui sarà difficile sottrarsi se si vuole utilizzare, al meglio il sistema della messaggistica. La soluzione, è quella o di accettare in blocco i nuovi Tos (termini di servizio) o di cambiare applicazione per i messaggi. WhatsApp ha comunque fatto e sta facendo una comunicazione delle nuove regole chiara e trasparente, difatti nella nuova informativa privacy comunica che “Raccogliamo informazioni sulla tua attività, il tempo, la frequenza e la durata delle interazioni; le funzionalità che utilizzi come la nostra messaggistica, chiamata, stato, gruppi (incluso nome del gruppo, immagine del gruppo, descrizione del gruppo), pagamenti o funzioni aziendali; foto del profilo, “informazioni”; quando sei stato online l’ultima volta che hai utilizzato i nostri Servizi (il tuo “ultimo accesso”); e l’ultima volta che hai aggiornato le informazioni su di te”.

La questione è però rilevante perchè riguarda un bene prezioso, ossia il dato personale che verrà profilato. La profilazione è l’insieme delle attività di raccolta ed elaborazione dei dati inerenti agli utenti di un servizio, al fine di suddividerli in gruppi a seconda del loro comportamento (segmentazione). In ambito commerciale, la profilazione dell’utente è il mezzo che consente la fornitura di servizi personalizzati oppure l’invio di pubblicità comportamentale. L’articolo 4 del nuovo Regolamento europeo 679/16 definisce la profilazione come “qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati personali per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare per analizzare o prevedere aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica”.

Il Considerando 24 specifica ulteriormente che, per stabilire se si è in presenza di profilazione “è opportuno verificare se le persone fisiche sono tracciate su internet, compreso l’eventuale ricorso successivo a tecniche di trattamento dei dati personali che consistono nella profilazione della persona fisica, in particolare per adottare decisioni che la riguardano o analizzarne o prevederne le preferenze, i comportamenti e le posizioni personali”. (PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI SUL TEMA: https://www.maggiolieditore. it/privacy-e-gdpr-manuale-applicativo-conesempi-e-casistiche-settoriali.html) Ovviamente la profilazione deve essere svolta utilizzando i soli dati strettamente necessari per la finalità indicata, in ossequio al principio di pertinenza e di proporzionalità. In sintesi, si ha profilazione in presenza di 3 elementi: – un trattamento automatizzato; – eseguito su dati personali; – con lo scopo di valutare aspetti personali di una persona fisica. Non deve trattarsi di mero “tracciamento” dell’interessato che naviga online, ma di analisi per prendere decisioni che riguardano il soggetto oppure per analizzarne o prevederne le preferenze o i comportamenti.

Per cui ci sarà profilazione in relazione allo scopo dei dati raccolti. Information Privacy on computer keyboard background Quelli raccolti da WhatsApp sono dunque dati preziosi, perché consentono di “profilare” ogni utente nelle proprie preferenze e abitudini e, dunque, hanno un notevole valore commerciale per le aziende che offrono i loro prodotti commerciali su Facebook, permettendogli così di indirizzare le offerte a clienti mirati, selezionati in base ai loro gusti e tendenze. WhatsApp, ha già dichiarato che in ogni caso il contenuto del messaggio dell’ utente, protetto dal sistema di crittografia “end-toend”, non sarà divulgato e resterà riservato al mittente ed al destinatario e non verrà mai condiviso o ceduti a Facebook ed ai suoi operatori; anche il numero di telefono non sarà in nessun caso inviato o condiviso su Facebook o diffuso ai suoi inserzionisti. Le novità, dunque, entreranno in vigore dall’8 febbraio e su i vari smartphone di molti utenti inizia o a breve comparirà la nuova versione delle norme che richiede il via libera ai cambiamenti, relativi in particolare alla gestione dei dati degli utenti del server con connessioni con Facebook.

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