27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 20:52:00

Avvocati in aula
Avvocati in aula

La Corte di Appello di Torino, con la sentenza n. 872 del 27/08/2020, in allineamento con l’orientamento della Corte di Cassazione, ha confermato che la violazione del limite di finanziabilità comporta la nullità assoluta del contratto in quanto incompatibile con la disciplina di ordine pubblico voluta dal legislatore quale limite inderogabile all’autonomia privata in ragione della natura pubblica dell’interesse tutelato, volto – tra gli altri – a regolare il quantum della prestazione creditizia.

Un intermediario finanziario stipulata un particolare mutuo fondiario denominato “Mutuo casa 95”, in manifesta violazione del limite di finanziabilità, provvedendo a finanziare l’acquisto di beni in misura “non inferiore all’80,01% e non superiore al 95% del minore tra il pezzo risultante dal compromesso ovvero il valore riportato in perizia”.

Il mutuatario contestava la validità del finanziamento, deducendo che il mutuo fondiario doveva essere rispettosa del limite di finanziabilità e che la violazione comportava la nullità integrale del finanziamento. La Corte di Appello accolto l’impugnazione del cliente, condannando la banca al restituzione delle somme versate in eccesso al capitale erogato. La decisione conferma la linea rigorosa, tracciata dal Corte di Cassazione, per la quale gli intermediari finanziari devono concedere i mutui fondiari in forma corretta e trasparente, rispettando il criterio di proporzionalità tra il valore del bene e la somma erogata.

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