05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

Libri

I consigli per la lettura: Pupi Avati e Silvia Avallone

foto di Silvia Avallone
Silvia Avallone

Le occasioni della letteratura. Il titolo di un manuale scolastico di qualche tempo passato ma non troppo, mi inducono a ripercorrere un sentiero già battuto sulle mille sfaccettature ed opportunità che traiamo leggendo. Perché leggere si tramuta sempre o quasi in opportunità. Non fidatevi di chi dice: “leggo solo saggi, magari di politica”; non esiste un lettore anomalo, siamo tutti uguali. Pennac docet con le sue ‘dieci regole del lettore’, ma ci torneremo. Lettura è democrazia, c’è chi legge e chi proprio, non legge o dice di leggere, per farsi bello: “sono un divoratore di libri”.

La lettura come paravento per tentare di darsi un tono è dannosa come quelli che hanno ceduto al vizio del fumo in giovane età. Un peccato capitale perché in pochi istanti mette insieme la menzogna, la paura, il disprezzo dell’interlocutore, l’accidia e tante altre cosette che non ricorderemo qui. In questo momento storico, non va di moda leggere quanto dire di leggere. Status quo sempre più frequente che ci porta, in periodo di pandemia a vedere per televisione le librerie personali dei vip: virologi, politici, immunologi. Le figure che più circolano in televisione, nei talk. Gente che mette in piazza tutti i propri libri, i propri ricordi, le proprie emozioni, la vita privata e per cosa? Per un mero esercizio di vanità. “Qui ci sono tutti i libri che ho letto!“. Nella stragrande maggioranza dei casi è vero, ma ci sono falle e corti circuiti. Quando vedo sfilze di libri ordinate per collana, mi viene l’orticaria, Einaudi, Adelphi, Mondadori i colori giusti, messi copertina dopo copertina a fare da maniacale ornamento. Un cimitero. Per carità non offendetevi, se avete anni di militanza nella lettura e libri a non finire siete cinture nere, medaglie d’oro.

Qui si parla di chi si mostra in tv, di chi fa sfoggio di un patrimonio che dovrebbe essere privato e quasi occultato. Certo non dobbiamo essere tutti uguali, polvere e disordine non è disciplina per tutti. Ma di solito in quelle condizioni vivono i libri che hanno avuto una vita burrascosa: dediche, orecchie rivoltate e perfino pagine sottolineate. Per non parlare della poesia quella deve sapersi eclissare nei meandri una libreria in cui occhi indiscreti non possano penetrare. Ad ogni modo leggete ne varrà sempre la pena!

Pupi Avati – “L’Archivio del diavolo” – Solferino Edizioni
Quando don Stefano Nascetti viene trasferito alla parrocchia di Lio Piccolo, abbandonando sul nascere una bella carriera nella curia veneziana, la sua non è una scelta: è una fuga dalla vendetta del questore Carlo Saintjust, a cui lo legano un tradimento e un’offesa mai dimenticati. Ma il tranquillo paesino nel Polesine non è il rifugio che si aspettava. È troppo pericoloso e ambiguo il fascino della giovane maestra Silvana ed è troppo orribile la storia che assieme a lei gli accade, letteralmente, di dissotterrare: quella del funzionario ministeriale Furio Momentè, scomparso mentre indagava sull’omicidio commesso da un ragazzino, lasciando dietro di sé una compromettente valigia di documenti. Ma sulle ricerche si stende l’ombra velenosa di un Male molto più antico e inspiegabile.

Silvia Avallone – “Un’amicizia” – Rizzoli
Se le chiedessero di indicare il punto preciso in cui è cominciata la loro amicizia, Elisa non saprebbe rispondere. È stata la notte in cui Beatrice è comparsa sulla spiaggia – improvvisa, come una stella cadente – con gli occhi verde smeraldo che scintillavano nel buio? O è stato dopo, quando hanno rubato un paio di jeans in una boutique elegante e sono scappate sfrecciando sui motorini? La fine, quella è certa: sono passati tredici anni, ma il ricordo le fa ancora male. Perché adesso tutti credono di conoscerla, Beatrice: sanno cosa indossa, cosa mangia, dove va in vacanza. La ammirano, la invidiano, la odiano, la adorano. Ma nessuno indovina il segreto che si nasconde dietro il suo sorriso sempre uguale, nessuno immagina un tempo in cui “la Rossetti” era soltanto Bea – la sua migliore amica.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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