25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 07:15:05

Libri

Testi di Mellone, Platone ed Hemingway per chi ama la lettura impegnata

foto di "Il vecchio e il mare" di Hemingway
"Il vecchio e il mare" di Hemingway

S e la grande abbuffata di decreti non ha ingenerato assembramenti, tra gli aspetti positivi dell’isolamento, resta il fatto che ci sia stato ‘donato’ tempo utile da dedicare alla lettura. Sebbene stare con noi stessi non garantisca sempre occasioni certe di felicità, sarà bene corroborare questo tempo sospeso con lo studio, quelle letture impegnate che magari in altri momenti non ci siamo voluti o potuti concedere per mancanza di tempo, di concentrazione o semplicemente per il fatto di non sentirci all’altezza di tale compito. Il tempo per studiare può essere ritrovato anche a distanza di molti anni dall’età scolare. Uno studio diverso, strutturato meno e focalizzato sui temi che ci interessano. Questo renderà il tempo libero meno vuoto e più ricco di tante iniziative che ci garantiscono libertà di pensiero e voglia di capire bene cosa succede attraverso quei necessari strumenti culturali che, magari, nel corso della nostra vita siamo stati costretti a tralasciare. Un tema su tutti la filosofia, per bilanciare grandi pensatori da tastiera che inondano le pagine dei nostri social, sarebbe utile riprendere i testi classici e scoprire, anche in età avanzata, i pensatori greci per esempio, ma se proprio non ci riesce abbiamo ricevuto in dono dal passato testi cosiddetti ‘leggeri’, che personaggi come Aristofane hanno costruito con assoluta sapienza, Le Nuvole, Gli Uccelli, Lisistrata, Le Rane. Per ritrovare noi stessi cerchiamo strumenti culturali, scopriremo le nostre origini e – probabilmente – una nuova prospettiva di vita e di futuro.

Angelo Mellone – “Fino alla fine” – Mondadori
Un romanzo che mantiene in maniera sorprendente un contatto con la realtà e anticipa quanto succede a Taranto, per l’ennesima volta. Non importa, come la si pensi sulla questione Ilva, in questo romanzo toccante e profondo. Taranto, in un futuro prossimo. Dindo, Claudio e Valeria, detta Gorgo, hanno ormai passato i cinquant’anni. Si ritrovano a Taranto per partecipare al funerale di un vecchio amico. La piazza è piena di gente, e l’atmosfera è pesantissima, incattivita, lacerata, come si sono lacerati nel tempo i rapporti tra gli amici, tanto uniti in gioventù dalle comuni passioni, umane e politiche, quanto lontani e divisi oggi, sia per le strade diverse che hanno preso le loro vite, sia perché la loro amicizia si è frantumata contro il Siderurgico di Taranto, lo stabilimento più grande d’Europa: per alcuni la fabbrica va salvata a tutti i costi anche perché è un monumento insostituibile di memorie e di orgoglio operaio; per altri, invece, il Siderurgico è ormai solo il “Mostro” da chiudere, abbattere, cancellare, bonificare, perché con i suoi fumi avvelena e uccide.

Platone – “Fedone” – Bompiani
Platone fonda e giustifica qui in modo sistematico il concetto di “anima”, creato da Socrate, inteso come capacità, di intendere e di volere e come vera e propria natura dell’uomo. E’ davvero un concetto epocale, in quanto dalla sua accettazione o dalla sua negazione dipende, sotto un certo aspetto, il senso che l’uomo è disposto a dare a sé stesso e alla sua esistenza. La composizione del dialogo si colloca dopo il 387 a.C., nel primo periodo dopo la fondazione dell’Accademia. Epilogo drammaturgico della trilogia socratica che si apre con l’Apologia e prosegue con il Critone, il Fedone prende come spunto l’ultima giornata di vita di Socrate che si conclude con la sua morte, dopo aver bevuto la cicuta. La scena si svolge in una cella del carcere di Atene, nella primavera del 399 a.C. Nel Fedone, insieme al problema dell’immortalità dell’anima e delle questioni escatologiche a esso inerenti, Platone affronta altri due grandi temi: quello metafisico della teoria delle Idee (“seconda navigazione”), e quello dei valori etici supremi e dell’autentica vita morale, che ne è la conseguenza.

Hernest Hemingway – “Il vecchio e il mare” – Oscar Mondadori
Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a prendere nulla, il vecchio Santiago trova la forza di affrontare il mare per una pesca che rinnova il suo apprendistato e ne sigilla la simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi, nella lotta contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria, Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura e, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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