17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 13:49:00

Libri

“Il pensiero meridiano” e “Breviario mediterraneo”: le riflessioni


Taranto non ha vinto la competizione a Capitale italiana della cultura, ma ciò non toglie che il processo per dare spazio al fare impresa culturale, nella nostra città è partito. Il libro e la lettura espressi nella forma di festival letterario e di attenzione politica a questo vulnus del nostro sud, possono essere un buon punto da cui ripartire con la riflessione pubblica. Perché sia mancato un elemento culturale così distintivo e importante dal dossier della candidatura, è un tema tutto da approfondire.

La risposta arriva dalle parole di Nicola La Gioia. Scrittore barese vincitore del premio Strega, direttore del Salone di Torino pronto a proporne uno a Bari in Fiera del Levante, salvando un carrozzone ormai sul viale del tramonto. Bari è arrivata prima di noi, da sempre. Taranto non ha gli strumenti adeguati. Meglio, per noi, affidarci al traino rassicurante della musica sinfonica dell’Ico Magna Grecia e dello spettacolo, sebbene sembra sia assente l’elemento trainante del Festival della Valle D’Itria. Eppure nella call di Taranto, un festival letterario è stato proposto, sebbene poi sia scomparso dal dossier finale. Nella competizione tra candidati a Capitale Italiana della cultura ‘22 la Puglia, che ha visto schierate Taranto e Bari, ha fatto riferimento alla analoga riflessione sociologica citando Franco Cassano ispiratore della nascita di Michele Emiliano.

Il resto è storia, oggi che si può vedere cosa sia successo, sentire De Caro e Melucci citare – entrambi – il sociologo barese, nel corso dell’audizione per la candidatura di due città che si “affiliano” all’ultimo secondo sotto la protezione tutelare del Presidente della Regione, fa sperare in una bella sinergia, finalmente, tra due realtà che si sono sempre osteggiate. Hanno incarnato un turbocapitalismo tutto rivolto a sud, per mutuare Cassano, in cui sembra evidente che Taranto non potrà mai raggiungere il livello di Bari città adriatica, in cui per sua natura e identità si sono trovati, loro, esposti ai traffici commerciali di un Mediterraneo più grande aperto e complesso del ‘nostro’ Mediterraneo, più chiuso e più lento. In ogni caso identità diverse.

Anche per questa ragione vale la pena di smettere di competere con Bari, ma cominciare a collaborare, in un’ottica più proficua per noi che, alla fine, siamo sempre stati costretti a cedere il passo, rinunciando a trasporti ferroviari, portuali, aereoportuali. Il massimo del senso di unità tra le due provincie. Loro metropolitani, noi provinciali destinati a seguire. Fino a oggi in cui ci leghiamo in un protocollo che, speriamo, porti benessere e visibilità oltreché una bella fetta di quanto ci spetta per diritto. Converrà convertirsi a S. Nicola e tifare la Bari, oppure accettare che necessitiamo di competenza e approfondimento per essere vincente e cambiare il destino di una comunità.

Franco Cassano – “Il Pensiero Meridiano” – Laterza
Occorre restituire al Sud l’antica dignità di soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso è stato pensato solo da altri. Il pensiero meridiano è, innanzitutto, riformulazione dell’immagine che il Sud ha di sé: non più periferia degradata dell’impero’, ma nuovo centro di un’identità ricca e molteplice, autenticamente mediterranea.

Fernand Braudel – “Memorie del Mediterraneo” – Bompiani
“Trasportando il lettore nel Mediterraneo, con tutto il suo spessore storico, dalla preistoria al compimento della conquista romana, Braudel non soddisfa soltanto il piacere del viaggio – che peraltro è ben presente – ma ci fa condividere la sua convinzione che ‘non esiste una storia veramente comprensibile se non ampiamente estesa attraverso l’intero tempo degli uomini”. Quest’opera sul Mediterraneo preistorico e antico rende un’efficace testimonianza su un cambiamento di prospettiva. Fernand Braudel esce dallo studio economico per esaminare le successive oscillazioni e l’articolarsi delle civiltà che hanno occupato le coste e creato il Mediterraneo: da quel momento la sua esplorazione non si calcola più in secoli ma in millenni.

Predrag Matvejević – “Breviario Mediterraneo” – Garzanti
Difficilmente classificabile sotto un’unica etichetta di genere, Breviario Mediterraneo ricostruisce la storia culturale, religiosa e profondamente umana di un mare che è da sempre culla di civiltà. L’autore naviga le acque di un Mediterraneo che non è soltanto geografico, ma anche profondamente concettuale, poliedrico, e proprio per questo conflittuale, allora come adesso; la rappresentazione era tanto vera nel 1987, quando il libro fu pubblicato, quanto lo è oggi, rimasto vivo e attuale nella sua problematicità.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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