18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Libri

Trasformare Taranto in una città che legge ed educare i giovani alla lettura

foto di Piergiorgio Pulixi – “Un colpo al cuore” - Rizzoli
Piergiorgio Pulixi – “Un colpo al cuore” - Rizzoli

Ci siamo emancipati da poco riuscendo ad ammettere trasversalmente che la cultura sia sempre, un volano per l’economia. Non basta, siamo solo a metà dell’opera. Ora serve capire che educare alla lettura sia un esercizio necessario per colmare una serie di vuoti. La lettura è la malta che tiene insieme vari comparti culturali seppur diversi. Il lato meno positivo di questa riflessione è la costatazione amara, di un approccio approssimativo, che non ci consente di essere all’avanguardia di un processo di rinnovamento culturale e territoriale necessario; se vogliamo dopo mille fallimenti diventare capitale della cultura o capitale di qualcos’altro. Sono anni che in città aleggia l’ombra di un festival letterario mai nato, nessuno sa bene cosa si voglia realizzare.

Le divisioni aiutano il potere, sempre, ad esercitare le proprie funzioni. In ambito culturale le divisioni aiutano il potere a restare in vita. Senza tralasciare poi le grandi occasioni di un festival letterario in terra di Puglia emancipato dalla sfilata di Polignano in cui la lettura, purtroppo non è la protagonista ma una comparsa quasi invisibile. Ora che finalmente Taranto si trasforma in “città che legge” come da ranocchio a principe azzurro, andrebbe programmato un ragionamento sul tema, che sia attento alle dinamiche da sviluppare per far aumentare i lettori, meglio accompagnando i giovani alla lettura, prestando meno attenzione al lavoro sui consensi facili che restano passeggeri e spesso non sono veritieri, ma buoni alla costruzione di una narrazione con cui la politica normalmente usa difendersi abusando del costrutto: “abbiamo fatto”.

Piergiorgio Pulixi – “Un colpo al cuore” – Rizzoli
“Occhio per occhio, dente per dente” è la regola del serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario. Dove non arrivano le giurie, arriva lui, rapendo, torturando ed eliminando i criminali che l’hanno fatta franca. Indossa una maschera dai tratti demoniaci. A colpi di clic il richiamo alla giustizia sommaria diventa virale. Vendicatore spietato come il conte di Montecristo, al pari del Joker che sollevò Gotham City, il Giustiziere gioca la sua partita mortale. L’indagine sul caso che sta scuotendo l’Italia è affidata al vicequestore Vito Strega, esperto di psicologia e filosofia, tormentato criminologo dall’intuito infallibile, avvezzo alla seduzione del Male. Lo affiancano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Diverse come il giorno e la notte, le due formano una coppia d’eccezione: i modi bruschi e l’impulsività di Mara sono compensati dall’acutezza e dal riserbo sfuggente di Eva.

Giancarlo Liviano D’Arcangelo – “L.O.V.E.” – Saggiatore
Quello eretto da Italo negli anni con cinismo e spregiudicatezza è un impero tentacolare dai contorni mostruosi, che dalla natia Villalibera si estende ai quattro angoli del globo; un panegirico al capitalismo più bieco e sregolato, con il primogenito Isacco, l’erede designato, pronto a superare il padre in amoralità e ambizione. Solo Giordano, il figlio minore, sembra immune all’attrazione per la ricchezza che incanta la famiglia: obeso, vergine, dall’animo sensibile e con una passione per le scienze umane, Giordano vive i suoi giorni isolato, disprezzato dal padre e tiranneggiato dal fratello. Ma la scomparsa improvvisa dei due lo costringe a prendere in mano la mastodontica azienda familiare e fare i conti con il lato oscuro della propria anima; il suo si trasformerà in un viaggio di continente in continente all’interno dei loschi traffici della Sunrise Inc., tra faccendieri e conti off-shore, amministratori corrotti e milizie private, per scoprire che nel regno del denaro e della finanza nessuno è innocente.

Cesare Paradiso – “Come Margherite” – Manni
Pierfrancesco è un ragazzo brillante, intelligente, pieno di energia, di amici, di passioni, e in quel 1974 corre verso un futuro sicuramente magnifico. Ma un incidente in moto frena la corsa, e lascia un altro Pierfrancesco a percorrere la strada: a passo lento e strascicato, al laccio di qualche ricordo e di molti rimpianti, il protagonista vive una vita a ranghi ridotti, sogni spiccioli, ambizioni modeste; trovandovi comunque una compiutezza. È la parabola di un uomo cui il destino ha invertito la rotta, ma che riesce a restare tenacemente ancorato a una propria dignitosa umanità. Così fanno le aiuole di fiori che schiudono i petali al mondo: come margherite, senza essere margherite.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche