23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Libri

Caro Tommaso Anzoino, siamo stati tutti tuoi allievi

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Tommaso Anzoino

Caro Tommaso, cosa si perde quando un Amico ci lascia lo saprai bene. La fretta con cui ci si conosce è la stessa con cui ci si dice addio. Dentro lo spazio di un giorno, a volte di una manciata di minuti. Caro Tommaso. Saprai bene anche quello che ci lasci. Il lavoro, l’insegnamento, la scrittura, la politica. Sì caro Tommaso perché un uomo come te, lascia più di una sola eredità, tra gli affetti. La progettazione della vita culturale di questa nostra città di cui hai conosciuto tutti gli angoli, provando a smussarli e illuminarli. Siamo stati tutti tuoi allievi; del preside autorevole eppure pieno di gioia, umanità e attenzioni, dello scrittore dotato di una naturale informalità letteraria votata ai miti di Pasolini e Marquez. Caro Tommaso, ci lasci tante parole tutte bellissime e piene di senso.

L’amore per i libri, per la libreria, per la lettura, per lo studio. Un amore infinito per la lingua e per il suono delle parole stesse. Tante storie, anche quelle che non abbiamo fatto in tempo a pubblicare e forse avremmo potuto e dovuto. Un vuoto, però, non lo lascerai, perché quando sentiremo la tua mancanza – e già la sentiamo adesso – quando cercheremo i tuoi sorrisi, e ci mancheranno, quando sentiremo venir meno la convinzione che ci fa comprendere con chiarezza che non ci sei più, non sarà vuoto che lasci andando via, ma il senso pieno e convesso della tua esistenza generosa, sempre pronto com’eri ad adattarlo ad un’umanità sempre più concava. Un pozzo d’acqua sempre pieno: la vita. Questo sei: una sorgente. Un quadro fatto di mille idee, progetti colorati e tanto calore, tanta bellezza e migliaia di piccole sensazioni uniche, regalate a ciascuno di noi, anche con un sorriso di saluto donato per strada. Quella strada che ti piaceva, t’innamorava innescando continuamente spunti di umanità, di letteratura, di verità e in definitiva, piena della poesia della vita che ti piaceva tanto.

Non c’è niente di male nell’abbandonarsi al dolore, adesso. Andarsene è naturale, oggi piangiamo perché orfani di un Amore che resta come ferita e non si rimarginerà col tempo. Oggi che diventi un emblema e guardi il cammino della nostra comunità; oggi, che diventi un sogno indimenticabile, speriamo che quello che lasci sia di grande insegnamento per la nostra crescita. Quello che lasci, nell’esempio della politica, delle attenzioni verso l’altro, verso la tua idea popolare e giusta della cultura che si mescola e impasta ogni granello di questa esperienza terrena, è immenso. Senza snobismo, senza barriere, senza altezze vertiginose ma semplice come può essere semplice la poesia che hai sempre amato. Perché siamo su questa isola di ferro e nuvole scure, costruita come un trabiccolo e che oggi dobbiamo smontare pezzo per pezzo, prima che essa diventi nuovamente ricostruibile. Caro Tommaso, l’energia non ci manca e le idee nemmeno.

Agli altri i ricordi alti, la retorica aulica che pure la tua figura merita. Ti abbiamo visto all’opera, tra le righe di un progetto editoriale, nella nostra libreria tutte le sere, fino a notte con passione e umiltà. Conosciamo il tuo valore. Spero e chiedo che prestissimo si riesca a intitolarti una via del centro della nostra città oppure una bella piazza soleggiata, non una di quelle periferiche in cui possiamo intravedere il povero e mortificato Giò Ponti, sbattuto nella periferia di Talsano dalla pigrizia culturale di una terra in cui la superficialità è un vezzo dei potenti e la politica dopo di voi si è molto distratta. Torneremo caro Tommaso, a riconoscerci nel dovere politico e morale di vincere con la cultura che pensavamo timidamente, quasi vergognandocene, panacea di tutti i mali, una cultura aperta, gratuita e democratica in cui ognuno è libero di esprimere se stesso dentro la comunità oltre ogni divisione. Grazie Tommaso, per sempre!

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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