15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Libri

Un Paese di lettori più forti per una società più evoluta

foto di Giuseppe Catozzella - “Italiana” - Mondadori
Giuseppe Catozzella - “Italiana” - Mondadori

Per accrescere la comunità di lettori piccoli e grandi serve progettare e costruire un piano di azioni mirate al raggiungimento di obiettivi, non sensazionali ma – come in una maratona- un passo alla volta. Ogni piccolo passo contribuirà a metterci nelle condizioni di cambiare dapprima l’approccio al tema, poi anche i numeri che, in questo momento, sono impietosi. Nella settimana in cui si celebrano le donne, più che una festa di genere vale la pena di ricordare i numerosi elementi di disparità sociale in cui la figura femminile versa nella nostra società, con una serie di disvalori educativi conseguenti e dentro il cuore ed il corpo della società italiana. Quale sia il nesso tra una società rinnovata e l’accrescimento del numero dei lettori, è la riflessione che dovrebbe scaturirne.

Una società che ristabilisca le priorità: culturali, identitarie e familiari in cui le donne abbiano maggior tempo per esprimere le proprie capacità professionali e umane. Un paese di lettori più forti sarebbe in grado di giungere prima a questo genere di riforme, come insegna l’esempio del nord Europa. Laddove cresce il numero dei lettori cresce quindi il benessere economico e sociale della comunità. Sembra tuttavia che questo argomento resti declassato nel fondo dei cassetti delle immense scrivanie della politica, quando invece vorremmo vedere politici frequentare le librerie, acquistare libri, dichiarare i propri gusti letterari, non per esibire ma per testimoniare. Come dire, meglio un giorno in più trascorso in una libreria fisica a comprare e scegliere libri, che mostrarsi con librerie fornitissime alle spalle, come accade di frequente nei talk show. Se è vero, come sosteneva il filosofo tedesco Feuerbache, che siamo quello che mangiamo dovremo convincerci, prima o poi, che siamo anche quello che leggiamo e quanto leggiamo.

Giuseppe Catozzella – “Italiana” – Mondadori
Una donna italiana. Maria Oliverio, altrimenti conosciuta come Ciccilla, nasce a Casole, nella Sila calabrese, da famiglia poverissima. Dalle strade del paese si sale sulla montagna che è selvaggia, a volte oscura, a volte generosa come una madre. Quelle strade, quei sentieri li imbocca ragazzina quando la sorella maggiore Teresa, tornata a vivere in famiglia, le toglie il letto e il tetto. E quelli sono i sentieri che Maria prende per combattere al fianco di Pietro, brigante e ribelle, diventando presto la prima e unica donna a guidare una banda contro la ferocia dell’esercito regio. Se da una parte Teresa trama contro di lei una incomprensibile tela di odio, dall’altra Pietro la guida dentro l’amore senza risparmiarle la violenza che talora ai maschi piace incidere sul corpo delle donne.

Ciccilla passa la giovinezza nei boschi, apprende la grammatica della libertà, legge la natura, impara a conoscere la montagna, a distinguere il giusto dall’ingiusto, e non teme di battersi, sia quando sono in gioco i sentimenti, sia quando è in gioco l’orizzonte ben più ampio di una nuova umanità. Il volo del nibbio, la muta complicità di una lupa, la maestà ferita di un larice, tutto le insegna che si può ricominciare ogni volta daccapo, per conquistarsi un futuro come donna, come rivoluzionaria, come italiana di una nazione che ancora non esiste ma che forse sta nascendo con lei.

Margareth Atwood – “Il racconto dell’ancella” – Ponte alle Grazie
In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c›è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull›intreccio tra sessualità e politica. Quello che l›ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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