26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

Libri

Come rendere il faticoso mestiere di vivere un’arte della gioia quotidiana

foto di Herman Hesse - “Siddartha” - Adelphi
Herman Hesse - “Siddartha” - Adelphi

Le scuole ancora praticamente chiuse, sono l’indice del decadimento della scala di valori culturali cui il nostro paese, sud in testa, ha abdicato da tempo. Dal rispetto del ruolo della Maestra intesa come docente, ma soprattutto come Maestra; si deve fare un lungo passo indietro per comprendere il ‘non luogo’ scolastico in cui siamo finiti oggi. Un non luogo che penalizza l’azione pedagogica dei nostri docenti. Non è un segreto che le scuole pubbliche italiane siano giudicate, viste dall’esterno, come di alto livello per qualità dei docenti, il vero capitale umano di questo paese insieme ai giovani allievi.

Allora perché questa grave serie di ritardi nel mondo della scuola che dovremmo proteggere più e meglio di un conto in banca? Perché nel tempo abbiamo accumulato una serie di blackout culturali che hanno inciso sulle nostre vite, facendoci credere al benessere zuccherato e frizzante, pingue e televisivo, di una genitorialità sempre meno colta e quindi anche meno autorevole. Meno capace di fare squadra con la scuola e quindi di creare l’ambiente di lavoro e di studio adeguato per gli allievi. Basti pensare alla vergognosa pratica dell’uso dei cellulari durante le ore di lezione. In presenza prima, oggi con la famigerata didattica a distanza. Spesso questa incompletezza si è manifestata anche nei vari corpi docenti, da quando la scuola ha scelto di combattere una serie di battaglie ‘sbagliate’ sacrificando la propria autorevolezza sull’altare dell’accondiscendenza. Accettando compromessi indicibili, anche perché ridotta alla deriva burocratica come mille altri pezzi di questo nostro paese che hanno saputo affossare e mortificare via via altri comparti essenziali della nostra società.

Quando un’insegnante consiglia ad un ragazzo di comprare un libro on line, sol perché sia disponibile oggi per domani, ha abdicato al suo ruolo educativo. Quando ha dimenticato la libreria come luogo fisico per ricostituire quel patto sociale e culturale intorno all’apprendimento, ha scelto di non essere educatore, oltre a privare i propri allievi di quel rapporto sempre più carente tra libreria e nuove generazioni di lettori. Non riconoscere le priorità, in un sistema ‘distratto’ da falsi problemi è allarmante. Allora potremo sottoscrivere migliaia di patti per la lettura e ristrutturare biblioteche o costruirne di nuove, ma se non saremo dentro la trincea di questa battaglia epocale a favore di una crescita culturale avremo perso intere generazioni e occasioni di vedere, domani, nascere per i nostri figli un paese migliore. Prima i contenuti poi la forma.

Gianluca Caporaso – “Tempo al Tempo. Rime sulla vita che viene e che va” – Salani
Una raccolta di rime ispirate, dove ogni tempo che ci ritroviamo ad attraversare, che sia quello di un›attesa o di uno stupore o perfino di una fine, si rivela per quello che è. Una straordinaria occasione per permettere a tutti (bambini e non) di non avere paura di abitare fino in fondo ogni momento, perché solo così correremo il rischio di poter chiamare davvero nostri la vita che facciamo e il futuro che ci aspetta.

Herman Hesse – “Siddartha” – Adelphi
Chi è Siddhartha? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddhartha, che ripete il «costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l’aveva visto centinaia di volte con venerazione».

Alessandro D’Avenia – “L’arte di essere fragili” – Oscar Mondadori
«Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un›arte della gioia quotidiana?» Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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