08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Libri

Quando la fantascienza non è lontana dalla realtà

foto di Piliph K. Dick - “Illusione di Potere” - Fanucci
Piliph K. Dick - “Illusione di Potere” - Fanucci

La fantascienza è un genere di narrativa popolare di successo sviluppatosi nel novecento, che ha le sue radici nel romanzo scientifico. Tra i massimi interpreti di questo genere ci sono personaggi e racconti di grandissimo livello come Jules Verne e tanti altri personaggi della letteratura che hanno avuto fortuna a partire proprio da questo genere letterario e da storie appunto fantastiche e scientifiche insieme che hanno saputo fondere generi letterari e ambientazioni. Il mare, lo spazio, il cielo sono gli sfondi su cui questi romanzi sono stati costruiti.

Oggi le ambientazioni sono diverse, l’iperspazio la fa da padrone ma anche il ritorno all’inserimento di intrecci storici è diventato un altro autorevole supporto del complesso narrativo del genere fantastico. Ecco serve comprendere bene cosa sia la fantascienza per capire che quello che facciamo e che diciamo non deve essere mai troppo lontano dal fantastico, immaginate chiudendo gli occhi dove saremo nel 2050. Sembra di dire: fantascienza! E invece è il parametro con cui, la città dovrebbe accettare di essere finalmente affrancata dal problema delle emissioni inquinanti. Faremo bene pertanto a leggere molti romanzi di fantascienza per comprendere se, anche questa storia sarà da considerare tale oppure portatrice di una qualche parte di verità, seppur ben custodita da una serie di involucri di menzogna e di piccole trappole che ingannano la volontà, già debole, dei cittadini di Taranto fiaccati da quarant’anni di racconti fantascientifici degni di autori di primo livello.

Asimov – “Abissi d’acciaio” – Oscar Mondadori
New York è irriconoscibile: niente più torri e grattacieli. Al loro posto, un’immensa metropoli “coperta” che non viene mai a contatto con l’aria, nella quale milioni di uomini e donne brulicano come formiche su strade mobili. Una megalopoli in cui i robot sottraggono i posti di lavoro agli uomini a un ritmo sempre più preoccupante e alle cui porte si estende come una sfida Spacetown, la città degli Spaziali, dove tutto è lusso e ariosità, superbia e ostentazione. C’è da meravigliarsi che uno dei tanti terrestri scontenti ammazzi uno Spaziale, e che il caso rischi di diventare un incidente interplanetario? Per risolverlo bisogna ricorrere al miglior poliziotto della City, Lije Baley, e affidargli come compagno il più bravo poliziotto di Spacetown, R. Daneel Olivaw. Il guaio è che quella “R” significa robot: sta per cominciare una sfida implacabile tra l’intelligenza umana e quella artificiale, il cui fine ultimo è quello di risolvere l’omicidio più esplosivo che la Terra ricordi.

Piliph K. Dick – “Illusione di Potere” – Fanucci
Il dottor Eric Sweetscent ha molti problemi. Il suo pianeta è coinvolto in una guerra impossibile da vincere. Sua moglie è mortalmente dipendente da una droga che trascina chiunque ne faccia uso avanti e indietro nel tempo, e che sta portando anche lui in una spirale autodistruttiva. L’ultimo paziente che Eric ha in cura, inoltre, non è solo l’uomo più potente del tumultuoso pianeta Terra, ma probabilmente è anche il più malato. Il segretario delle Nazioni Unite Gino Molinari, infatti, ha trasformato la sua malattia mortale in uno strumento di controllo politico, ed Eric non sa se con il proprio lavoro deve provare a guarirlo o continuare a tenerlo sospeso a un passo dall’aldilà. Il romanzo di Philip K. Dick che stravolge i confini tra il possibile e l’inevitabile, e ci presenta ciò che consideriamo normale più che mai transitorio e fragile, spingendoci a domandarci se davvero la realtà è quella che vediamo con i nostri occhi.

Francesca Mannocchi – “Bianco è il colore del danno” – Einaudi
«Un giorno, avevo i capelli corti e una disperazione appena sbocciata, pensai: nei miei trent’anni mi ammalerò. Così è stato». Un libro intenso e nudo, in cui la malattia diventa la lente attraverso cui guardare il mondo, per rivelare anche ciò che è inconfessabile. Una primavera di quattro anni fa, Francesca Mannocchi scopre di avere la sclerosi multipla, una malattia degenerativa per la quale non esiste una cura. È una giornalista di guerra, abituata a viaggiare in zone dove morte e sofferenza sono all’ordine del giorno, ma questa nuova, personale convivenza con l’imponderabile cambia il suo modo di essere madre, figlia, compagna, cittadina. La sclerosi multipla la spinge a indagare se stessa e gli altri. Innanzitutto, scavando nel dolore di sua madre, cresciuta con un padre da sempre malato – morto prima che Francesca potesse conoscerlo – e ora costretta a chiedersi come si possa sopportare di avere una figlia malata, quasi il destino avesse deciso di danneggiare le persone che ama di più. Poi, la spinge a domandarsi, da madre a propria volta, come crescere un figlio sapendo che il corpo può improvvisamente non rispondere più, sapendo di poter diventare disabile senza preavviso, e così rischiare di non poter assolvere il compito di prendersi cura di lui. Esiste un legame tra la gravidanza e l’esplosione della malattia. La medicina dice che la malattia era lì, qualcosa l’ha sollecitata. Se lo avesse immaginato, avrebbe voluto lo stesso quel figlio? Essere malati significa conoscere il proprio Paese attraverso le maglie della sanità pubblica.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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