26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 21:36:51

Libri

Le voci di Camilla Boniardi e Graziano Gala

foto di Graziano Gala - “Sangue di Giuda” - Minimum Fax
Graziano Gala - “Sangue di Giuda” - Minimum Fax

Il futuro di Taranto non è ancora certo, sebbene il quadro sociale sia radicalmente cambiato. La grande industria preme per restare grande e la cultura, dal canto suo, preme per restare piccola relegata in un angolino. Perdendo la grande competizione tra le candidate a capitale della cultura Taranto ha perso un treno importantissimo. Fa bene partecipare, e non sempre le colpe sono attribuibili ad uno solo. Serve dire, invece, che per vincere in campo culturale, per emergere, per consolidare e mantenere la rotta serve un vero e proprio sistema, organizzato e positivo, che a Taranto non si è ancora creato. Siamo disgregati sotto mille rivoli che portano le energie a disperdersi. Si dovrebbero operare scelte di politica culturale, ci si limita alla normale amministrazione.

Ma siamo Taranto ed abbiamo ben maggiori contenuti da esprimere, ben più risorse da poter investire strutturalmente. Manca una visione, manca una guida, manca un progetto. Cosa saremo da qui a vent’anni? La città della cultura? La città della fabbrica? Guardando oltre, come sarà cambiata la nostra comunità? Non sarà cambiata senza una vera rivoluzione culturale, che prevede cambiamenti radicali e progetti a lungo termine in cui la comunità vince. L’amministrazione della cosa pubblica in chiave culturale spesso relega la progettualità della cultura al dominio del caso o del favore. Cosa centra la lettura in questa filippica vi chiederete? La lettura c’entra perché una comunità di lettori, forti, non consentirebbe di accettare proprio tutto, annuendo anche quando si sono commessi errori palesemente clamorosi. Basti guardare alla spettacolarizzazione di certi processi ed alla dimenticanza sempre più evidente di quello che culturalmente Taranto rappresenta. Come dire leggete di più, fatevi un’idea e usate lo strumento della critica per esprimere un giudizio su quello che non funziona nella costruzione della comunità.

Camilla Boniardi – “Per tutto il resto dei miei sbagli” – Mondadori
Marta vive ogni giorno in preda a uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo. Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l’amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all’altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner. Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un’ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell’immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione.

Graziano Gala – “Sangue di Giuda” – Minimum Fax
«L’altra sera s’hann arrubbato ‘o televisore». Comincia così questa storia, con una sparizione, proprio mentre Pippo Baudo riempiva lo schermo. Le stanze, di colpo, «si sono messe tutte a sudare», e all’improvviso è scoppiato il silenzio. A raccontarlo a un commissario, nella sua lingua sgrammaticata, un misto sporco tra pugliese e campano, è Giuda o Giudarie? Un vecchio che abita nel mezzo di un paese qualunque del meridione, Merulana. Oltre che con quel televisore, Giuda condivide la sua solitudine con Ammonio, un gatto dalla vescica ballerina, e con il fantasma del padre, che è ancora arrabbiato con lui e non perde occasione per terrorizzarlo. Era stato proprio questo padre, sempre manesco e sregolato, a cambiargli l’anagrafe, compromettendone l’esistenza e imprimendogli a sangue questa nuova e infamante identità da delatore. Ora, a cinquant’anni di distanza, il furto del Mivar restituisce Giuda alla stessa strada della sua infanzia e ai suoi traffici eterni, agli insulti e alle compassioni, alla sua umanità violenta, derelitta e disperata. Da qui inizierà la sua discesa nel regno delle anime notturne e soltanto alla fine di questo lungo viaggio, cantato con amara ironia nell’epica popolare del dialetto, il protagonista potrà finalmente recuperare, a un prezzo altissimo, un po’ della sua dignità usurpata e il nome di battesimo.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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