24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Libri

Leggere fa crescere la società civile: un libro stimola la conversazione

foto di Enrico Letta - “Anima e cacciavite” - Solferino
Enrico Letta - “Anima e cacciavite” - Solferino

Leggere fa crescere la società civile, anche grazie a libri che sono espressamente dedicati alla divulgazione di concetti che hanno funzione pedagogica se non proprio educativa attraverso l’esempio e l’analisi di quei fatti che distrattamente scorrono nei telegiornali e finiscono presto nel dimenticatoio. Serve ricordare questa parte importante del comparto editoriale e librario perché fa vivere il dibattito nel paese, il confronto nelle librerie, si pensi al tutto il parlare e protestare intorno al libro di Giorgia Meloni, leader di FdI. Un libro che compie il suo percorso virtuoso stimola la conversazione, crea amicizie e inimicizie; il peggior effetto che un libro possa creare è l’indifferenza, che nella maggior parte dei casi resta il pericolo in agguato quando i riflettori dei media si spengono ed allora il compito di capire chi sopravvive al giudizio difficile e sempre controverso del mercato che, sia chiaro a tutti, non fa sconti a nessuno. Scrivere d’altronde è diventato vezzo alla portata di tutti o quasi ed ecco che ci troviamo di fronte ad una miriade di micro scrittori che in libreria arrivano di rado, ma esistono solo per il gusto di dire: “anch’io ho scritto un libro”. Dimenticando tutti quelli che sulle sudate carte hanno sputato sangue e faticato giorno e notte coltivando un sogno, limando le parole, attraversando i luoghi per poi rivedere le stelle in un paesaggio fatto di carta e parole: un paradiso!

Marco Lillo e Pif – “Io posso” – Feltrinelli
Nel 1990 le sorelle Rosa e Savina Pilliu, quarant’anni, ereditano due casette dal padre, di due piani ciascuna, davanti all’entrata del Parco della Favorita, a Palermo. Un giorno un costruttore mafioso, Pietro Lo Sicco, va dal notaio e si dichiara proprietario di tutta un’area vicino al parco, compresa la zona dove si trovano le due casette. Chiede ai proprietari di tutte le vecchie case di vendergliele a un prezzo inferiore a quello di mercato. Le uniche a opporsi sono le sorelle Pilliu. Intanto, Lo Sicco corrompe l’assessore dei Lavori pubblici e, a pochi metri dalle casette delle Pilliu, riesce a costruire un palazzo di otto piani che le rende inagibili. Passano gli anni e questo edificio diventa un nascondiglio di latitanti. Sembra che la 126 di via D’Amelio sia partita da quel palazzo. Dopo trent’anni di processo – durante i quali vengono indagate, processate e poi assolte, subiscono minacce, e ricevono corone di fiori, vengono ricollocate in un palazzo abitato da mafiosi –, finalmente, le due sorelle vincono la causa.

Le Pilliu non riceveranno mai alcun risarcimento, perché l’edificio ormai è stato ceduto a dei fondi di investimento. Tramite dei prestanome, poi, la più grossa famiglia di spacciatori di droga di Palermo sta comprando l’attico e il super attico a prezzi stracciati. L’Agenzia delle entrate spedisce una lettera alle sorelle e chiede una percentuale dell’importo, in teoria, risarcito. Lo dovrebbe pagare Lo Sicco, che però è fallito, quindi lo Stato si rifà su di loro. E poi, il Fondo per le vittime di mafia non accetta la domanda delle Pilliu, perché le due sorelle non sono state vittime della mafia. Questo progetto contiene tre obiettivi. Il primo: attraverso la vendita di questo libro raccogliere la cifra necessaria per pagare quel famoso 3 per cento dell’Agenzia delle entrate. Il secondo: far avere lo status di ‘vittime di mafia’ alle sorelle Pilliu. Il terzo: ristrutturare le palazzine semidistrutte e concederne l’uso a un’associazione antimafia. ‘Io posso’ è una sorta di mantra a Palermo.

Enrico Letta – “Anima e cacciavite” – Solferino
L’anima e il cacciavite vanno usati insieme per far rinascere la speranza nel nostro Paese. La prima richiama l’ispirazione dei nostri ideali, la seconda la concretezza dei progetti per un vero cambiamento dell’Italia. Una metafora che sintetizza efficacemente il manifesto e il programma del nuovo leader della sinistra, Enrico Letta: un programma di rottura col passato e di proposta coraggiosa per il rilancio di cui abbiamo bisogno oggi. Con la pandemia, la politica è tornata sempre più al centro. È più necessaria di prima, e deve avere uno sguardo lungo, non quello del giorno per giorno. Bi sogna mettere il cuore in campo e saper utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per fare scelte precise che guardino al futuro. Le risorse all’Italia non mancano ma vanno sbloccate e incoraggiate facendo leva sul le riforme necessarie per un Italia moderna, che creda ai giovani, puntando su scuola, istruzione, ricerca e lavoro, voto ai sedicenni. Che creda nelle donne pro muovendo realmente parità e diritti a partire dal partito democratico. Che rilanci una norma di civiltà come lo ius soli. Che combatta con forza per l’ambiente e la sostenibilità del Pianeta che lasceremo alle nuove generazioni. Che riaffermi l’importanza di essere e sentirci europei e parte di un progetto più grande

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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