04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

Libri

“Tre”, di Valérie Perrin, e “L’acqua del lago non è mai dolce” di Caminito

foto di Giulia Caminito - “L’acqua del lago non è mai dolce” - Bompiani
Giulia Caminito - “L’acqua del lago non è mai dolce” - Bompiani

Quanto i premi letterari giovino la causa della lettura è tutto da scoprire. Per questa ragione a ridosso della notte, così tanto attesa, del Ninfeo di Villa Giulia, in cui si attribuisce il prestigioso premio – lo Strega- vinto dai più grandi che abbiano mai scritto nel nostro paese. Un premio ammantato di fascino e di eleganza, in cui un quasi sempre rigido e complesso rituale accompagna la premiazione dopo un anno di incontri, dibattiti, presentazioni e salotti. Ma se volessimo costruire una proporzione: il salotto sta alla letteratura come la lettura sta a x. Risolvete voi questo enigma. Questi salotti ospitano i grandi della letteratura, gli editori, i critici letterari, le famiglie storiche della cultura italiana che si contendono con il coltello tra i denti un posto al sole per vendere una copia in più? Perché sperano che i libri vincitori conquistino il fatidico lettori in più? No di certo, ma per il prestigio fine a se stesso.

Un prestigio effimero senza il qualetuttavia- un autore, un socio dei fantomatici amici della domenica, un editore non esisterebbero. Il prestigio di far parte di questo mondo così distante da tutto eppure così legato al sistema delle piccole consorterie, tutto italiano, che fa di questo premio letterario lo specchio più feroce della nostra società dal dopoguerra ad oggi. Uno specchio impietoso che dice sempre la verità sulle brame di tutte e tutti. Evviva la lettura, evviva i premi letterari.

Valérie Perrin – “Tre” – edizioni e/o 1986.
Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai. 2017. Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?

Giulia Caminito – “L’acqua del lago non è mai dolce” – Bompiani
Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subito Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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