18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Settembre 2021 alle 23:59:00

Libri

“L’uomo di Philadelphia” di Powell e “La vedova Van Gogh” di Sánchez

foto di "La vedova Van Gogh” di Sánchez
"La vedova Van Gogh” di Sánchez

Leggere sotto l’ombrellone è un’esperienza ascetica, sospesa tra sogno e immaginazione. Intiepiditi dal sole che si riverbera dentro la sabbia e che a sua volta come una coperta calda ci avvolge, a due passi dall’acqua fresca. Siamo avvolti da un miraggio, in cui le parole e la storia che stiamo attraversando, vivendo o immaginando sono una serie infinita di possibilità per aprire porte, dentro di noi e magiche strade.

Il sole è l’ingrediente principale di uno stordimento quasi misto a quella attivazione della fantasia che ci serve ad abbandonare le nostre difese e seguire fiduciosi gli stimoli dell’autrice o dell’autore. Poi un bagno rinfrescante e via dentro la lettura ancora nuovamente, fino a che non si entra nel pieno della storia magari al tramonto dopo una giornata intensa di lettura e di immersione nel silenzio animato e vivo della lettura. Non sempre questa esperienza è così semplice da raggiungere, tanto che ci vorrebbero spazi in spiagge libere e private dedicati alle letture in santa pace, da garantire come diritto a chiunque. Donne, bambini, anziani, spazi freschi, all’ombra in cui distendersi sulla sabbia e leggere, oggetti (poltrone, sdraio, sedie) che garantiscano di potersi accoccolare per leggere in comodità. Un popolo che legge, anche sotto l’ombrellone è un popolo che sogna. La nostra dimensione “marina” e gli spazi meravigliosi di costa che possediamo, sarebbero luoghi ideali per stimolare un processo di crescita dei lettori, con gesti semplici e invogliandoli a leggere in quei luoghi che al sud, dove si legge ancora troppo poco, sono così familiari. Serve costruire comunità di lettori partendo dai contenuti e non come troppo spesso accade dalla forma. E allora non resta da dire che: buona Lettura!

Richard Powell – “L’UOMO DI PHILADELPHIA” – Marcos Y Marcos
“Occorreva qualcosa in più del denaro e del potere per conquistarsi il diritto di cittadinanza a Philadelphia”. Tre donne coraggiose hanno segnato il suo destino. Margaret, che sbarca nel 1857 a Philadelphia dalle paludi d’Irlanda. Mary, che incanta leggendo poesie ad alta voce. Kate, che difende la propria indipendenza sopra ogni cosa. Anthony cresce con il loro sangue, la loro intelligenza e fierezza. Incarna la loro ambizione. Scopre ben presto che la vita è complicata, a Philadelphia, per chi non appartiene alle classi privilegiate. Nel lavoro e nell’amore impara a destreggiarsi valutando con attenzione ogni mossa. Diventa un avvocato abilissimo, sfiora la vetta. Ma la vittima di un processo assai diverso da tutti gli altri lo costringe a porsi la domanda cruciale: “Sono fedele a me stesso?” O è soltanto la pedina di un gioco che non gli appartiene? Per scoprirlo, Anthony deve avventurarsi dietro gli ingranaggi che ti innalzano o ti stritolano in una società retta dalla carriera e dal profitto. Best seller assoluto negli Stati Uniti, L’uomo di Philadelphia è il grande classico americano che mette a nudo con ironia ed eleganza il conflitto tra identità personale e adattamento sociale.

Camilo Sánchez – “LA VEDOVA VAN GOGH” – Marcos Y Marcos
“Scrivo circondata dalla vertigine dei colori. Frutteti in fiore, in camera da letto; in sala da pranzo, sopra il focolare, davanti ai miei occhi proprio adesso, i mangiatori di patate; nel piccolo soggiorno, il grandioso paesaggio di Arles e la notte stellata che sovrasta il Rodano. Ognuno di loro sfavilla per casa. E sembrano dipinti da persone diverse”. Cieli, occhi, corvi, girasoli: dovunque giri lo sguardo, Johanna vede dipinti di Van Gogh. Splendono nel buio, la svegliano all’alba; prima del canto degli uccelli, prima dei rumori di Parigi che riparte. La gente non li capisce, non li ama. Li usa come fondi d’armadio, per tappare i buchi del pollaio. Van Gogh si spara al petto e con lui se ne va il fratello Theo, inseparabile anche nella morte. Johanna resta sola con un piccolino nella culla: si chiama Vincent come lo zio. Lui e i dipinti illuminano il nero che l’ha avvolta. Vedova giovane, torna in Olanda e si prepara a lottare.

Apre una locanda in campagna, fa arrivare da Parigi i quadri di Van Gogh. Dal soffitto al pavimento, li appende in ogni stanza: è il primo museo segreto. Di giorno Johanna accoglie gli ospiti, cresce suo figlio. Di notte si immerge nelle lettere di Van Gogh. Le affidano una missione, le indicano la strada. Oltre le porte chiuse, il disprezzo, la selva dei no. Il primo sì è il disegno venduto a un cliente argentino. La prima mostra la ospita all’Aia una donna senza pregiudizi. Poi il vento gira, vengono i buoni incontri, gli incroci fortunati; il tempo corre, vola, le mostre si moltiplicano e Vincent van Gogh entra nella Storia. Johanna, finalmente, può respirare leggera, aprire altre porte. Tornare a smarrirsi in un sorriso, nel gioco meraviglioso dei corpi.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche